ERIGERO DI LOBBES

ERIGERO di LOBBES. - Abate e scrittore benedettino, n. nella prima metà del sec. x, m. a Lobbes (Liegi) nel 1007. Entrato nell'abbazia di Lobbes nel 955, ne divenne presto lo scolastico, a con la dottrina e l'abilità del governo ne rese celebre la scuola monastica. Amico del potente Notkero di Liegi ne fu il consigliere più apprezzato. Eletto abate nel 990, riapose pienamente all'attesa dei monaci.

I suoi scritti sono prevalentemente storici: Gesta episcoporum Tungrenium, Traiectenium, Leodienium (MGH, Script., VII, 162-89; PL 139, 1001-1666), opera di scarsa critica, ma di buon gusto letterario, continuata fino al 1052 da Anselmo di Liegi; Vita s. Urmari, di cui rimane un frammento (PL 139, 1125-28); Vitae s. Landaoldi, s. Adelini, s. Remacli (PL 139, 1111-68),

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ERINCLAK, DIOCESI di - Pienta della chiesa del monastero di Karapet.
(da J. Stropowski, Die Baukunst der Armenien in Europa, II, Piceno 1911, p. 78)
scritte forse in collaborazione con Notchero; Epistola ad quemdam Hugonem monachum (PL 139, 1129-1366) tratta di questioni cronologiche; le Regulae Herigeri in abacum (ed. N. Bubnov, Gerberti opera mathematica, Berlino 1899, pp. 205-25) lo mostrano distinto matematico. Altre opere sono perdute. Sigeberto di Gembloux attestava che E. aveva raccolto molti testi di Padri contro Pascasio Radberto. Nel 1655 il Celiot pubblicò un anonimo De corpore et sanguine Domini che subito il Mabillon rivendicava a E. Il Pez invece lo attribuiva a Gerberto (Silvestro II) e sotto questo nome è ristampato dal Migne (PL 189, 179-88). Secondo Hauck ogni attribuzione è infondata; a giudizio del Dümmler l'opera autentica di E. si trova nel ms. 909 dell'Università di Gand con il titolo: Herigeris abhatia exaggeratio plurimorum onctorum de corpore et sanguine Domini, che è in sostanza un florilegio di testi sulla reale presenza (Ilario, Ambrogio, Agostino, Gregorio, Beda, Pascasio Radberto) da opporre a Ratramno, con un epilogo del compilatore. Di questo parere è anche l'Amann. Invece Heurtentvent, Morin, Vernet ritengono giusta l'attribuzione del Mabillon. L'autore esordisce rievocando le divergenze di Pascasio e di Ratramno intorno all'Eucaristia; riproduce molti testi per l'una e l'altra tendenza e conclude piuttosto a favore di Pascasio, nella cui dottrina si conciliano la figura e la veritas. Per spiegare l'identità del corpo eucaristico con quello nato dalla Vergine e-nunzia questo principio: «credendum in ipsa immolationis hora... illud (corpus) angelorum ministerio in sublime deportari altare, quod est ipse Christus... contactque illius unum fieri» (col. 187). Frase oscura e infelice, ma non così gravida di errori (dualismo cristologico-eucaristico), come alcuni hanno affermato.

BIBL.: Hutter, I, coll. 960-62; E. Dümmler, Zum H. von L., in Neues Archiv, 26 (1901), pp. 754-9; O. Hirzel, Abt H. von L., Lipala-Berlino 1910; R. Heurtentvent, Durand de Trocen et les origines de l'hérésie beregarienne, Parigi 1912, pp. 108-99, 255-66; F. Vernet, Eucharistie, in

DThC, V, col. 1216; G. Morin, Les dicts d'Heriger sur l'Eucharistie, in Revue bénédictive, 25 (1910), pp. 1-18; J. Geiselmann, Die Eucharistielehre der Verscholistik, Paderborn 1926, pp. 267-81 (qualche affermazione va attenuata); E. Amann, Nather de Liège, in DThC, XI, coll. 867-869 (sotto questa voce tratta anche di E., che era stato omesso al suo posto alfabetico); J. Geiselmann, Der Einfluss des Remigius von Auxerre auf die Eucharistielehre des Heriger von Lobbes, in Theol. Quartalschrift, 1935, pp. 222-44; J. De Ghefflinck, Littérature latine au Moyen-âge, II, Parigi 1938, p. 26 (sostiene che il De corpore sia diretto contro Gottescako).

Antonio Pidotti

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“ERIGERO DI LOBBES.” Enciclopedia Cattolica, vol. V (1950), p. 315. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/erigero-di-lobbes.