ERATH, AUGUSTIN. - Teologo, n. a Buchloe (Svezia) il 28 febbr. 1648, m. a Passavia il 5 sett. 1719. Canonico regolare dell'Ordine di S. Agostino, fu nel 1680 nominato dal Papa protonotario apposito e dall'Imperatore conte palatine; nel 1698 poi dal vescovo di Passavia fu promosso abate di S. Andrea a Wettcnhausen.
Oltre a numerose traduzioni di libri di devozione, particolarmente di F. Picinelli e di P. Segneri, s'occupò soprattutto di storia del suo Ordine, di cui richiamò in vigore la gloriosa tradizione scolastica, e di teologia, mirando a conciliare la tendenza tomista con quella molinista nella questione della Grazia. Dell'abbandone sua produzione si ricordano solo: *Philosophia*. *Augustini* (Dillingen 1678); *Unio theologica seu conciliatio praedeterminationis physicae*, ed *decreti divini eximiae efficacis* (Augusta 1689); *Commentarius theologico-rudicis-historiens in regnum*, *Augustini* (Vienna 1698). Delle opere inedite si ricordano: *Theologia scholastica*, *Tractatus singularis ad mentem*, *Augustini de Sacramentis*, *Tractatus de Immaculata Conceptione B. Mariae Virginis*, *Philosophia Erathiana*.