Enciclopedia Cattolica vol. X, 1953 Gerarchia ecclesiastica Patriarcati, arcidiocesi, diocesi, diocesi soppresse

RIMINI, DIOCESI DI

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Noto anche come: latino: Ariminum, Dioecesis Ariminensis

RIMINI, DIOCESI di - Abside della chiesa di S. Agostino, con affreschi di scuola riminese del sec. XIV. In alto Cristo benedicente tra i due ss. Giovanni, sotto la Madonna col Bambino in treno e più in basso Cristo e la Maddalena.
RIMINI, DIOCESI di - Abside della chiesa di S. Agostino, con affreschi di scuola riminese del sec. XIV. In alto Cristo benedicente tra i due ss. Giovanni, sotto la Madonna col Bambino in treno e più in basso Cristo e la Maddalena.

RIMINI, DIOCESI di. - È delimitata a oriente dal Foglia, a occidente dal Rubicone. Ha 228 sacerdoti secolari, 48 religiosi, 136 parrocchie, 2 delle quali ed una curatia in territorio della Repubblica di S. Marino. La città è posta all'estremo capo della Via Flaminia e al principio della Via Emilia.

La Chiesa riminese ha origini antiche. Nel 313 un suo vescovo, Stemnio, è a Roma (Ottato di Milevi). Anteriormente a tale data è probabilmente da collocare s. Gaudenzio, che secondo un'antica tradizione sarebbe venuto da Efeso a Roma e dal Papa mandato a R. protovescovo di questa chiesa; mentre un'altra tradizione lo vuole contemporaneo del Concilio. Questo rappresenta uno degli episodi più importanti della lotta ariana in Occidente. L'imperatore Costanzo, per dirimere le controversie secondo le sue mire, volle riuniti l'episcopato occidentale a R., quello orientale a Seleucia. I vescovi che si trovarono radunati a R. nel luglio 359 in numero di più che 400 erano in maggioranza fedeli alla dottrina di Nicea; Roma però non vi era rappresentata, mentre v'era Restituto di Cartagine; una ottantina di dissidenti s'adunarono a parte e quattro di loro furono scomunicati come eretici. Ciascuna delle due parti inviò una delegazione a Costanzo che stava in Tracia ed i cattolici, che non volevano saperne della formola dogmatica proposta a Sirmio il 22 maggio, si adattarono a firmarne una nuova, detta di Nice, il 10 ott., la quale piacque anche ai loro avversari. I Padri del Concilio però non l'accettarono e, alla fine, sopraffatti dalle minacce e dalle lusinghe di Tauro, prefetto del pretorio, quasi tutti si lasciarono indurre ad accettare la formola già sottoscritta dai loro delegati; formola che divenne, in seguito, simbolo di fede dei barbari convertiti all'arianesimo.

Edifici cristiani, già supposti dalla stessa presenza del Concilio, vengono positivamente attestati nel sec. v; una ecclesia beati Gaudentii fra il sec. VII e l'VIII; ma di essi nulla rimane. Le più antiche chiese giunte a noi conservate, almeno in parte, sono pievi extraurbane: la pieve di S. Giovanni in Compito sorta nel luogo indicato nell'Itinerario gerosolimitano quale mutatio Competu risale nella sua forma attuale al sec. x, ma ha elementi del sec. vii, quando la sua vasta giurisdizione è largamente documentata; la pieve di S. Michele in Acerbulis, presso S. Arcangelo, viene ricordata in documenti del sec. IX e nella sua forma attuale non risale oltre il Mille: però recenti scavi archeologi la fanno molto più antica; la pieve di Verucchio in territorio sammarinese, ricordata nel sec. XI con il titolo di S. Giovanni, a cui più tardi si è aggiunto quello di S. Martino, con parti architettoniche assai antiche e avanzi importanti. L'antica Cattedrale, dedicata a s. Colomba vergine e martire, dopo ripetuti danneggiamenti e restauri è stata abbandonata (1798) e demolita, e divenne cattedrale prima S. Giovanni Ev. quindi il Tempio Malatestiano. Di martiri locali non si hanno notizie sicure. Hanno avuto i natali nella città o nella diocesi i Santi: Paola di Roncofreddo (sec. IX), Arduino prete (sec. X), Aldebrando (sec. XIII); i bb. Simone Balacchi (sec. XIII), Giovanni Gueruli (sec. XIII-XIV), Gregorio Celli (sec. XIV), Chiara da R. (1302-46), Amato Ronconi (sec. XIII-XIV), Galeotto Roberto Malatesta e Alessio di Riccione (sec. XV). Vi hanno fatto dimora e opera di apostolato s. Marino e s. Leo, s. Francesco d'Assisi, s. Antonio da Padova. Tra i santuari vanno ricordati: S. Chiara di R. nella quale si venera l'immagine della B. V. della Misericordia che nel maggio 1850 mosse miracolosamente gli occhi e sollevò manifestazioni di fede nelle moltitudini accorse da ogni parte; B. V. delle Grazie di Fiumicino, Cella di Bonora, Madonna Sima di Montegridolfo, Crocifisso di Coriano, Beato Amato di Saludecio. La storia della Chiesa riminese, dopo la crisi ariana, non si segnala per avvenimenti straordinari, nonostante il furore delle fazioni e lotte politiche che qui, come in tutta la Romagna, hanno imperversato in ogni tempo.

Il Seminario risale a poco dopo il Concilio di Trento. Sono stati celebrati 24 sinodi diocesani, l'ultimo dei quali nel 1924. R. è stata alla diretta dipendenza della S. Sede; solo nel 1745 divenne suffragana di Ravenna. La cattedra di S. Gaudenzio è stata illustrata da pastori, insigni per pietà, zelo e dottrina, molti dei quali sono stati elevati alla porpora cardinalizia e a sedi metropolitane. Tra il clero si sono segnalati i riminesi: Sebastiano Vanzi, dotto canonista che fu vescovo d'Orvieto e definitore del Concilio Tridentino; Alessandro Tonti (1566-1622), cardinale e confondatore con s. Giuseppe Calasanzio del Collegio Nazareno di Roma, Giuseppe Garampi (v.), Alessandro Serpieri (1823-85) insigne studioso di fisica e astronomia il sammarinese Giovanni da Serravalle (1360-1445), vescovo di Fermo, noto soprattutto quale commentatore della Divina Commedia da lui tradotta in latino per i Padri del Concilio di Costanza; i santarcangiolesi: Lorenzo Ganganelli poi papa Clemente XIV, Gaetano Marini (v.); il sammaurese P. A. Giorgi (1711-97) orientalista e filologo di chiara fama; i savignanesi: G. C. Amaduzzi (1740-92) che fu il primo segretario della Congregazione di Propaganda Fide, in dotta relazione con gli uomini più illustri dell'epoca; Luigi Nardi bibliotecario della Gambalunghiana e autore di eruditi volumi di storia locale.

Tra le chiese di R. per valore storico-artistico sono da segnalarsi: S. Agostino, sorta nel sec. XI con il titolo di S. Giovanni Ev. e passata nel sec. XIII agli Eremitani di s. Agostino onde il suo titolo successivo; S. Giuliano, antica abbazia benedettina intitolata agli apostoli Pietro e Paolo, con dipinti relativi al Martire omonimo; la chiesa che fu primieramente di S. Maria in Trivio, poi di S. Francesco e quindi universalmente nota come Tempio Malatestiano. La seconda guerra mondiale che ha distrutto edifici sacri notevolissimi, quali l'oratorio di S. Gerolamo e la chiesa della Madonna della Colonnella, ha abbattuto anche il Malatestiano. Questo è stato però completamente e sapientemente restaurato e riconsacrato nell'estate 1950, quinto anniversario del geniale rifacimento di L. B. Alberti, rimasto peraltro incompiuto. - Vedi tav. XLIX.

In alto: PIEVE DI VERUCCHIO, dedicata ai ss. Francesco e Martino (sec. XI, ricostruita nel 1865-74). In basso: ARCO D'AUGUSTO - Rimini.
Tav. XLIX In alto: PIEVE DI VERUCCHIO, dedicata ai ss. Francesco e Martino (sec. XI, ricostruita nel 1865-74). In basso: ARCO D'AUGUSTO - Rimini.(fot. Esil)
Bibliografia8 opere
BIBL.: G. Garampi, Mem. della b. Chiara di R., Roma 1776; L. e C. Tonini, Stor. civ. e sacra rimine. 6 voll., Rimini 1848-88; F. P. Kehr, Italia Pontif., IV, Berlino 1909, pp. 157-77; Lanzoni, pp. 705-16; B. De Gaiffier, L'office de st. Julien de R., in Anal. Balland., 50 (1932), p. 311 sgg.; A. Mercati-E. Nasalli Rocca-P. Sella, Rationes decimorum Italiae dei secc. XIII-XIV: Arminia (Studi e testi, 60), Città del Vaticano 1933, pp. 39, 97, 110, 160; Cottineau, II, coll. 2166-67; D. Garattoni, Il Tempio Malatestiano, Bologna 1951.

Angelo Scarpellini

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. X (1953), coll. 923–925.

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Angelo Scarpellini. “Rimini, diocesi di.” In Enciclopedia Cattolica, vol. X, coll. 923–925. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953. https://azioneromana.com/it/article/rimini-diocesi-di.

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Angelo Scarpellini. “Rimini, diocesi di.” Enciclopedia Cattolica, vol. X, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953, coll. 923–925. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/rimini-diocesi-di.

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