RODOLFO I D'ASBURGO, RE DI GERMANIA

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RODOLFO I d'Asburgo, re di GERMANIA. - N. il 1° maggio 1218, conte di Habsburg nell'Argozia e di Kiburg (presso Zurigo) e signore di gran parte dell'Al-Sazia, era il più potente principe dell'antico Ducato di Svevia non più ricostituito dopo la morte dell'ultimo Hohenstaufen; uomo di grande affare e magnanimo e prò in arme e bene avventuroso in battaglia, molto ridottato dagli Alamanini e dagli Italiani (Giovanni Villani, *Cron.*, VII, 55).

Ebbe la fortuna di riuscire a ristabilire il Regno di Germania. Morto il pretendente Riccardo di Calais (1886) - Parigi, Museo Rodin.

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do di Cornovaglia (2 apr. 1272), Alfonso di Castiglia suo avversario pretese che Gregorio X riconoscesse i suoi diritti e proibisse una nuova elezione. Ma il Papa rispose che i suoi diritti rimanevano ancora controversi e che si doveva sentire il pensiero degli elettori che si sapeva contrario; per conto suo Carlo d'Angiò favoriva suo nipote Filippo III re di Francia per il trono di Germania. Gli elettori cominciarono a preoccuparsi della nuova elezione nell'estate 1272; e sul principio del 1273 Werner di Eppenstein, arcivescovo di Magonza, si adoperò a mettere d'accordo principi ecclesiastici e laici, ed allora Federico burgravo di Norimberga patrocinò la parte di R. suo amico. Questi infatti riuscì eletto il 1° ott. 1273 a Francoforte e fu coronato ad Aquisgrana il 24. Gregorio X, al quale R. aveva partecipato la sua nomina, lo riconobbe ufficialmente come re il 20 sett. 1274 dopo avere invitato Alfonso ed Ottocaro II di Boemia a riconoscerlo; poi si incontrò con lui a Losanna nell'ott. 1275 ed accettò il giuramento di aiuto nel ricuperare i possessi della Chiesa da Radicofani a Ceprano. L'Esercato, la Pentapoli, Ancona, Spoleto, Bertinoro e vicinanza, i beni matildini ed i diritti sulla Sicilia: tutto ciò insomma che avevano giurato Lodovico il Pio e Ottone I. Oltre a questo R. prese dalle mani del Papa la Croce per la difesa di Terrasanta con la promessa della coronazione imperiale. Ma R. non scese in Italia nonostante le ripetute promesse, preoccupato di assicurare in Germania la propria potenza insieme con quella della sua famiglia (cf. Dante, Purg., VI, 97 sgg.; VII, 91-96). Incontrò in questo soprattutto l'opposizione di Ottocaro II re di Boemia. Questi era riuscito ad allargare il suo dominio sui ducati sud-orientali, avvicinandosi sino ai confini del Friuli; R. nel giugno 1276 gli mosse guerra, assediò Vienna e con l'aiuto di Mainardo del Tirolo e di Alberto di Gorizia occupò l'Austria, la Siria, la Carinzia, costringendo Ottocaro a prestargli giuramento di fedeltà nel nov. Avendo nel 1278 Ottocaro rotto i patti, R. gli mosse di nuovo guerra, nel giugno, lo sconfisse e l'uccise (26 ag.) ed invase la Boemia e la Moravia; poi nel 1281 assegnò al figlio Alberto l'Austria e la Siria e nel 1286 a Mainardo la Carinzia.

R. non intendeva però rinunciare ai diritti sull'Italia, dove Carlo d'Angiò, re di Napoli, esercitava una fattiva preponderanza, ed in particolare a Roma come senatore e in Toscana come vicario. Papa Gregorio si adoperò a creare un'intesa fra i due, per cui Carlo ebbe l'investitura imperiale per la Provenza e Forcalquier e R. diede in sposa a Carlo Martello, figlio di Carlo, sua figlia Clemenza nel 1280. Più restò si mostrò R. nel cedere al Papa la Romagna dove continuavano ad esercitare il potere i suoi vicari e solo nel 1278 Niccolò III (v.) riuscì a metterci il suo rettore che fu Bertoldo Orsini, dopo aver costretto il suo osservanza di quanto aveva più volte promesso. In compenso R. riusciva a rivendicare a sé i vicariati di Toscana e Lombardia.

R. trovò invece aperta opposizione nella Dieta di Francoforte nel maggio 1291 da parte dei principi tedeschi quando volle designare re di Germania suo figlio Alberto; di là egli passò a Spira dove m. il 15 luglio 1291.

BIBL.: O. Redlich, Rudolf V. Habsburg, Innsbruck 1903 (fondamentale); F. M. Mayer-R. F. Kaindl, Gesch. u. Kulturgesch. Deutschösterreichs, I. Vienna 1929, pp. 59-98; H. Hantsch, Die Entwicklungs Österreich-Ungarns zur Grossmacht, Friburgo i. Br. 1933, pp. 9-22; E. Tomek, Kirchengesch. Österreichs, I. Innsbruck 1936, pp. 238-46; H. Hantsch, Gesch. Österreichs 2ª ed., ivi 1948, pp. 90-129.