ROSACROCE

ROSACROCE. - Setta protestante, che ebbe origine da un romanzo storico, inventato, sembra, dal teologo luterano Giovanni Valentino Andreà (1586-1654).

Nel 1614 apparve anonimo: Professione di fede della Confraternita della R. Nel 1615: La Rivelazione della Confraternita del S.mo Ordine di R. Infine nel 1616: Die Chy-

mische Hochzeit Christiani Rosenkreutz. Il primo di questi libri conteneva violenti attacchi contro il papato; si narravano le avventure di un cristiano Rosenkreutz (Rosa-Croce), n. nel 1388, il quale, durante viaggi in Palestina ed in Egitto, sarebbe stato iniziato alle scienze occulte. Ritornato in patria, avrebbe scelto sette compagni e fondato con essi la Confraternita dei r., i cui membri dovevano fare grandi viaggi, poi riunirsi una volta l'anno. La lega doveva restare segreta durante 100 anni. Aveva per scopo la riforma generale del mondo e si ispirava ai sette sapienti della Grecia e ad alcuni filosofi romani.

Sembra che l'autore di questi romanzi non pensasse che a mettere in ridicolo la mania del tempo per il meraviglioso. Ma tali libri furono presi sul serio; mistici e alchimisti si posero alla ricerca dell'Ordine di R. che risultava introvabile. Dinanzi a tanta credulità, lo stesso Andreà dichiarò che le suddette memorie di Rosenkreutz non erano che favole; ma invano. I luterani accusarono i calvinisti d'aver tentato una manovra contro il luteranesimo.

Nonostante tutte le opposizioni, la Germania fu inondata da pretesi manoscritti di Rosenkreutz; il movimento si diffuse anche in Francia: nel 1623, fu affisso a Parigi un manifesto annunziante l'arrivo dei r., «salvatori del mondo». Il bibliografo francese Gabriel Naudé (1600-53) scrisse contro di essi: Instruction à la France sur la vérité de l'histoire de la Rose-Croix, ma non riuscì ad arrestare il movimento.

L'ordine dei r. si sviluppò soprattutto adottando i metodi del Paracelso. Si ricordano come paracelsiati e r. ferventi Henning Scheunemann, medico di Bamberga, il predicatore protestante Giovanni Grabmann, che vendeva un miscuglio di cetriolo e di rose tritate come rimedio per tutti i mali; Giulio Sperber, medico di Anhalt; Enrico Kunrath, medico di Amburgo; Michele Maier, medico dell'imperatore Rodolfo II e del langravio Maurizio di Hesse-Cassel. Il sec. XVIII fu così inondato di ciarlatani, r. alchimisti, astrologi, «dottori meravigliosi» di qualsiasi specie. L'organizzazione interna della setta dei r. rimase segreta. Si ritiene che i confratelli si occupassero di cabalistica e di alchimia, per cercare l'arte di trasmutare i metalli e di prolungare la vita umana. I r. dicevano che la fine del mondo era vicina, ma che il mondo sarebbe stato rinnovato sotto la loro direzione.

Nel sec. XVIII si diede il nome di r. a tutti gli illuminati che sostenevano di avere segreti rapporti con il mondo invisibile. Si volle includere talvolta in questa categoria gli illuminati del tempo: Saint-Germain, Cagliostro, Mesmer, Saint-Martin; non è però provato che abbiano fatto parte dei r., allora, del resto, decaduti. La massoneria, invece, aveva usurpato il titolo di r. facendone un grado di iniziazione massonica, che è il settimo nel rito francese e il decimottavo in quello scozzese.

Nel sec. XIX il titolo di r. era riservato ai dignitari della massoneria, quando un gruppo di giovani scrittori, Stanislao de Guaita, Barlet, Paolo Adamo Papus, Péladan, annunziò nel 1888 di voler rinnovare l'ordine cabalistico della R. Poco dopo, Giuseppe Péladan si separò dai suoi amici per il loro anticlericalismo e fondò il «Salon catholique de la Rose-Croix». Si faceva chiamare il sâr Péladan: n. a Lione nel 1858, m. a Neuilly-sur-Seine nel 1918. Oltre parecchi romanzi assai sensuali e opere estetiche, pubblicò, come r.: Comment on devient un mage (1892); Comment on devient fée (1893); L'occulte catholique (1898); La règle de l'Ordre de Rose-Croix (1903). Si tratta principalmente di ricerche estetiche, idealiste, spesso bizzarre.

BIBL.: H. Kopp, Die Alchemie in älterer und namer Zeit, 2 voll., Heidelberg 1886; K. Sprengel, Versuch einer pragmat. Gesch. der Arzneihunde, III, Halle 1821-28, p. 519 sgg.; J. Jansen, L'Allemagne et la Réforme, trad. franc., t. VII, Parigi 1906, p. 353 sgg.; O. Posner, Internat. Freimaurerlex., Vienna 1932, pp. 1331-38. Leone Cristiani
Cite this article

“ROSACROCE.” Enciclopedia Cattolica, vol. X (1953), p. 800. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/rosacroce.