SALUZZO, DIOCESI DI

SALUZZO, DIOCESI di. - Città e diocesi in provincia di Cuneo, arcidiocesi di Torino. Si estende nelle alte valli di Maira, Varaita e Po e nella fascia di pianura prealpina delle tre valli. Superficie kmq. 4450; ab. 110.150 (acattolici 150) raccolti in 103 parrocchie. Sacerdoti 228; Seminario maggiore e minore. Lavorano in diocesi 10 case religiose maschili e femminili.

Il territorio saluzzese, popolato dai liguri Vaginani e Salluvii, passò ai Romani (sec. II a. C.); caduto l'Impero, pare sia appartenuto ai Longobardi. La prima menzione sicura di S. si trova in un documento databile verso

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SALUTATI, Lino Coluccio - Incipit del De Fato, fortuna et casu con margine minato e stemma urbinate (sec. XV) - Biblioteca Vaticana, cod. Urb. lat. 201, f. 2f.

Il Mille (1064?). L'agro saluzzese fece parte della contea di Auriate (Caraglio) nel periodo carolingio; passò poi agli Arduini e, nel 1091, ai marchei del Vasto, poi marchei di S. (v. sotto). La città fiorì soprattutto nel sec. XV (lettere, arti, arte della stampa) ma poi decadde con il sec. XVI per il soffocante influsso francese.

La diocesi fu eretta da Giulio II (29 sett. 1511), smembrando il dominio marchionale da quella di Torino; dapprima immediatamente soggetta alla S. Sede, dal 1728 suffraganea di Torino. Per oltre un secolo (1550-1700) si ebbero infiltrazioni eretiche (Valdesi e Ugonotti) nelle alte valli: un faticoso lavoro di evangelizzazione riuscì ad arginare e finì con il liberare totalmente dagli eretici. In merito, acquistarono particolari benemerenze, oltre il clero secolare, i Cappuccini (S.; Accogli, 1594-1802; Casteldelfino, 1600-1802) e i Gesuiti (S., Verzuolo e Dronero). L'estensione della diocesi subì nei secoli numerose variazioni: principale quella operata da Napoleone (1803) con l'aggiunta di Pinerolo e di numerose parrocchie di pianura; l'assetto attuale data dal 1817. Celebrei abbazie furono: S. Costanzo (sec. IX-1803); conservata chiesa romanica; Staffarda (1135-1802); conservato chiostro monumentale; entrambe maschili e Rifreddo (1219-1592), femminile. Celebre, nei secoli del tardo medioevo, il santuario di Boccetto; frequentati ora, nella stagione estiva, quelli di Valmala (Madonna della Misericordia) e di Crissolo (S. Chiaffredo, martire tebeo patrono della diocesi).

Nel ministero pastorale emersero i vescovi: F. Archini (1546-56); celebrò sinodi, visitò diocesi e partecipò al Concilio di Trento (1547), trasferito all'arcivescovo di Milano; G. M. Tapparelli (1568-81): visitò minutarmente la diocesi infestata da eretici e curò l'osservanza dei decreti del Tridentino; A. Pichot (1583-91): celebrò sinodi e visitò la diocesi; B. G. Anciana (IV.) 1603-1604): visitò la diocesi, celebrò un sinodo, pose gli inizi del Seminario e zelò il culto eucaristico, iniziando la cele

SALUZZO, DIOCESI di - Esterno del Duomo iniziato nel 1491, il campanile è del 1771.

brazione del Martedì Santo (singolare festa saluzzese); F. A. Della Chiesa (1642-62): storico illustre, adunò tre volte il sinodo; G. F. Porporato (1741-81), zelante e caritatevole. Operarono nel saluzzese, oltre l'Ancina, i beati: Pietro di Ruffia (?-1365); Stefano Bandelli (1369-1450); Aimone Tapparelli (?-1495); Caterina di Racconigi (1485-1547). Personaggi illustri: P. Zaccaria Boverio (1568-1638); D. Denina (v.); G. B. Bodoni (1740-1813); D. Mulletti (1755-1808), storico; Diodata Saluzzo (1775-1800), poetessa; S. Pellico (1789-1854); G. Casalis (1781-1860); F. Savio (1848-1916) e C. F. Savio (1857-1948), storici. - Vedi tav. CIX.

BIBL.: D. Mulletti, Mem. stor.-diplomatiche appartenenti alla città e ai marchesi di S., (fino al 1601), 6 voll., Saluzzo 1820-33; G. Eandi, Statisti della prov. di S., ivi 1833-35, 2 voll.; G. Casalis, Diz. Geogr. stor. statisti.-commerciale, XVII, Torino 1848, pp. 95-87; G. Manuel di S. Giovanni, Mem. stor. di Dromero e della Valle Maira, 3 voll., ivi 1868; A. Ferrato, La festa del Martedì Santo a S., Saluzzo 1897; autori vari, Studi saluzzesi, Pinerolo 1901; D. Chiatto, La costruzione della Cattedra, di S., Saluzzo 1902; G. L. Bobetti-Bodoni, Castelli e monumenti del saluzzese, ivi 1911; G. Barucci, La casa Cavassa in S., ivi 1912; Miniserio pubblici, 1912; E. G. Savio, Nel sec. XVII (1601-135), Saluzzo 1915; id., La vita saluzzese dal 1792 al 1864, ivi 1921; id., S. stor. dal 1635 al 1730, ivi 1928; id., L'abbazia di Staffarda, Torino 1932; id., S. nel sec. XVIII (1730-192), ivi 1941; G. Montener, I Gesuiti a S., Padova 1928; G. Vacchetta, La chiesa di S. Giovanni in S., Torino 1931. Giacomo Soleri