DENINA, CARLO. - Letterato e storico, sacerdote e insegnante di lettere, n. a Revello il 27 febbr. 1731, m. a Parigi il 5 dic. 1813.
Pubblicò nel 1760 il Discorso sopra le vicende della letteratura (2 voll., Torino; 2ª ed. ampliata, 1784) con un Saggio su la letteratura italiana (ivi 1762), anticipando il concetto di letteratura comparata; in seguito Le rivoluzioni d'Italia (ivi 1768-72), storia generale d'Italia, che doveva influire sulle Révolutions d'Italie del Quinet (1848-52). Nel 1782, nominato membro dell'Accademia prussiana, si stabilì a Berlino, dove stampò il Viaggio germanico o Lettere brandemburghesi e scritti di linguistica e di filologia germanica. Nel 1786 difese contro i Francesi la cultura spagnola con il discorso: « Que doit-on à l'Espagne? », che entra nel quadro della polemiche settecentesche intorno al primato dei popoli. Pur seguendo l'astrattismo cosmopolitico del tempo il D., guidato da un naturale senso storico che mancava in generale agli enciclopedisti, seppe comprendere e presentare idee, uomini e cose con equilibrio e rispetto della tradizione cattolica.