DELLA VALLE, FEDERICO

DELLA VALLE, FEDERICO. - Poeta tragico, n. ad Asti nel 1565 ca., m. nel 1628 o 1629, rimesso in luce dal Croce, che ne ha ristampato le tragedie, accompagnandole con un saggio critico.

Fu scrittore e poeta ammirato alla corte dei Savoia. Nel 1627 pronunziò a Milano l'orazione funebre per la morte di Filippo III di Spagna e diede alle stampe le tragedie Judith ed Esther, alle quali seguì nel 1628 la Reina di Scotia, dedicata a Urbano VIII. Nel 1629 il nipote Federico Parona curava la pubblicazione della tragicommedia Adelonda di Frigia. Le due prime tragedie sono dedicate «all'altissima Reina de' cieli» di cui le protagoniste sono prefigurazioni. Il D. V. è, dei poeti del '600, il più dotato di umanità e di pensosità morale. Egli «sente il dramma umano, con strazio, con pietà, con gentilezza, con ammirazione per le prove di virtù in tutte le sue forme» (B. Croce).

BIBL.: Opere: F. D. V., Tragedie a cura di C. Filosa, Bari 1939. Studi: B. Croce, Le tragedie di F. D. V. Asti, in Nuovi saggi di letteratura italiana del Seicento, ivi 1931, p. 46 seg.; C. Filosa, Contributo allo studio della bibliografia di F. D. V., in Giorn. stor. lett. it., 112 (1938), pp. 161-210; A. Momigliano, Storia della letteratura italiana, Milano 1947, pp. 280-85.

Dante Franczi