DELFINO, GIOVANNI

DELFINO, GIOVANNI. - Cardinale, n. a Venezia da Nicola D., generale della Repubblica, e da Elisabetta Priuli il 22 apr. 1617, nipote di un omonimo cardinale vescovo di Brescia.

Partecipò alla vita pubblica ed era senatore quando il 23 giugno 1656 fu nominato vescovo di Tagaste e coadiutore di Girolamo Gradenigo, patriarca d'Aquileia, e gli successe il 19 dic. 1657 prendendo subito il governo della diocesi. Alessandro VII il 7 marzo 1667 lo creò cardinale di S. Salvatore in Lauro. Visitò la diocesi, tenendovi due sinodi, nel 1660 e 1669, gli atti dei quali fece stampare insieme nel 1697 (cf. G. MARCUZZI, Sinodi aquileiesi, Udine 1910, p. 286). Nei Conclavi del 1669 e del 1689 parve vicino al papato. Morì a Venezia il 19 luglio 1699. Ebbe qualche importanza nella vita letteraria del '600. Studiò a Padova e fu socio della Crusca; compose dialoghi su materie filosofiche, versi e tragedie, senza mandare nulla alle stampe. Il nipote Dionisio, patriarca, fece stampare a Padova nel 1733 quattro delle sue tragedie (su queste cf. A. Belloni, Il Seicento, Milano 1929, p. 257 sgg.).

BIBL.: L. CRASSO, Elogii d'humini letterati, Venezia 1666, p. 206 sgg.; G. de Rinaldis, Memorie storiche del patriarca d'Aquileia, Udine 1888, pp. 433, 456; B. CHIURLO, I manoscritti letterari del patriarca G. D., Venezia 1939; F. D. RAGNI, G. D. patriarca aquileiese e drammaturgo, Udine 1940. Pio Paschini.