DELFINO, ZACCARIA

DELFINO, ZACCARIA. - Cardinale, n. a Venezia il 29 maggio 1527, m. a Roma il 19 dic. 1583. Fu vescovo di Lesina. Nel luglio del 1560 fu nominato nunzio a Vienna presso l'imperatore Ferdinando I con l'incarico di ottenerne l'assenso per la riapertura del Concilio a Trento. Le forti resistenze del sovrano procurarono al D. l'accusa di non aver difeso con sufficiente energia le idee del Papa. Alla fine però riuscì ad ottenere l'adesione desiderata. Fu allora inviato nella Germania media e superiore per intimare il Concilio ai principi ecclesiastici e laici, mentre della Germania inferiore, del Belgio e della Renania era incaricato Giovanni Commendone.

Per volere di Ferdinando i due nunzi intervennero alla riunione protestante di Naumburg, dove nulla poteronne ottenere per l'ostilità dei convenuti. Lo stesso atteggiamento negativo tennero le città protestanti visite di D. Rimasto nunzio residente a Vienna, il D. ebbe parte principale nelle laboriose trattative fra il Papa e l'imperatore durante il Concilio. Nel 1563, quando il Papa sollecitò il consenso dell'Imperatore alla conclusione del Concilio, il D. l'ottenne. Per convincere Ferdinando, il D. gli aveva anche promesso concessioni sull'uso del calice da parte dei laici e sul matrimonio dei prete. L'Imperatore ritenne che il Papa avesse segretamente autorizzato il D., tanto più che questi gli aveva fornito l'abbozzo delle lettere di richiesta. Ma il Papa, mentre si indusse a concessioni per il calice, non era disposto ad accogliere l'altra domanda, e quando Massimiliano II, successo a Ferdinando, la rinnovò, sempre con l'appoggio del D., rispose con il decreto del 18 maggio 1565 contro la servilità dei nunzi. La protezione dell'Imperatore procurò tuttavia al D. la promozione a cardinale il 26 giugno dello stesso anno. Promozione che, peraltro, permise al Papa di richiamare da Vienna il D., che si era dimostrato abile diplomatico, ma troppo ligio ai volte del sovrano presso il quale era accreditato.

BIBL.: Pastor, VII, V. indice. Cf. pure E. Tomek, Kirchen-eschichte Österreichs, II, Innsbruck-Vienna 1949, p. 433 sgg.