SCALA MOBILE

SCALA MOBILE. - È lo strumento tecnico legale per mantenere intatta nel tempo la capacità di acquisto delle masse lavoratrici ed impiegatrici rispetto ad un determinato periodo. Questo periodo viene stabilito come base di riferimento alla fissazione degli indici necessari, per poter eseguire correttamente, dal punto di vista economico e sociale, la determinazione delle variazioni delle remunerazioni e dei compensi di ciascuna attività lavorativa in relazione al variare del costo della vita.

L'adozione della s. m., come particolare sistema di remunerazione del lavoro di operai ed impiegati, si pone, nei paesi a notevole sviluppo, soprattutto industriale, nei periodi di disordine economico, di instabilità monetaria, quando si manifestano variazioni frequenti nei prezzi delle merci e perciò nel costo della vita.

L'impostazione di un sistema di s. m. richiede, pertanto preventivamente: a) la fissazione, innanzi tutto, di un indice del costo della vita; b) la determinazione delle retribuzioni soggette alle variazioni; c) la determinazione del periodo di tempo, cui attribuire il rapporto per l'applicazione del sistema.

Ciò implica la risoluzione di problemi assai laboriosi da parte dei rappresentanti delle categorie. Così, la fissazione dell'indice del costo della vita non può essere fatta che dopo avere elaborato un bilancio familiare tipo ed avere risolto il problema dei prezzi (se cioè deve essere tenuto conto solo dei prezzi politici ovvero solo dei prezzi di libero mercato).

Per quanto riguarda l'identificazione della retribuzione da assoggettare alla s. m., si adotta generalmente il criterio di limitare le variazioni ad una sola parte della retribuzione. Ciò allo scopo di conferire alla parte rimanente una certa stabilità nel tempo e attuare, contemporaneamente, una certa redistribuzione del reddito reale nell'ambito delle categorie.

Le origini della s. m. dei salari e degli stipendi, in Italia, risalgono al 1945, quando parve necessario riordinare i criteri di remunerazione del lavoro, legandone l'andamento a quello del costo della vita. Poiché non era possibile pensare ad un ritocco troppo frequente dei contratti di lavoro si escogitò il congegno della s. m., istituita, per le province settentrionali, con l'accordo del 6 dic. 1945 ed estesa alle province centromedionali con l'accordo del 23 maggio 1946. Infine, con l'accordo del 27 ott. 1946 il sistema della s. m. venne unificato per tutto il territorio. Un quadriennio di esperienza (ott. 1946-ott. 1950) valse a rivelare insieme alla sostanziale bontà del sistema della s. m. anche talune insufficiente e dopo lunghe trattative, iniziate alla fine del 1948, il 21 marzo 1951 venne concluso a Milano un nuovo accordo. Il pregio maggiore di detto accordo è costituito dalla fissazione di un nuovo bilancio familiare, in base al quale viene rilevato il numero indice nazionale del costo della vita sulla media delle spese del bilancio, calcolato in 16 capoluoghi di provincia e di regione: Milano, Torino, Genova, Venezia, Bologna, Firenze, Ancona, Pescara, Perugia, Roma, Napoli, Potenza, Bari, Catanzaro, Palermo e Cagliari. Ogni variazione all'insù del numero indice del costo della vita è luogo ed un aumento dell'indennità di contingenza, in base ad apposite tabelle differenziate a seconda della qualificazione dei dipendenti, dell'età, del sesso e del luogo di lavoro. Ogni variazione all'ingiù dello stesso indice si traduce in una riduzione della indennità di contingenza, ma ciò avviene con particolari correttivi per rendere più lenta la discesa della s. m. rispetto alla ascesa: sino almeno ad una riduzione complessiva dell'11% rispetto al livello del costo della vita nel bimestre nov.-dic. 1950. Sorpassato questo limite, il congegno funzionerà integralmente e nel caso, invece, che il costo della vita, rispetto al periodo base, aumentasse in misura superiore al 25% tutto il sistema dovrà essere ridiscusso.

È opinione generale che l'applicazione automatica della s. m. alle remunerazioni del lavoro corrisponde ad un principio di giustizia, tuttavia taluni studiosi di economia opinano che una volta resa sistematica ed universale, essa può far correre il pericolo di favorire il fenomeno della svalutazione e procurare perciò gravi danni sollecitando a coloro che potranno essere sollevati da difesa del mercato e da difesa del lavoro di vita.

SCALIGERO, GIULIO CESARE - Ritratto. Incisione del sec. XVIII, da D. P. Freher, Theatrum virorum eruditione clarorum, Norimberga 1638, p. 1231. Esemplare della Biblioteca Vaticana.