SCUOLA IN TERRITORIO DI MISSIONE. - Il problema scolastico ebbe una maggiore importanza nel periodo moderno delle missioni, ma non certo quello che meritava.
Le bolle pontificie, che contengono i numerosi privilegi del Patronato spagnolo e portoghese, non hanno neanche una parola sulle s., che, però, in molti villaggi dell'America e delle Filippine furono aperte quasi per necessità, solo per l'insegnamento della dottrina cristiana. L'insegnamento delle lettere e delle scienze era riservato a qualche collegio ed ai seminari. Questa mentalità, così ristretta, non impedì ai Gesuiti di aprire, nelle riduzioni del Paraguay, alcune s. di arti e mestieri. Nei territori fuori della sovranità spagnola e portoghese la situazione non era diversa, sebbene le molteplici istruzioni date da Propaganda ai vicari apostolici avessero sempre insistito sulla necessità di erigere in ogni parrocchia, e specialmente nei villaggi più importanti, una s. per l'insegnamento delle verità della fede, della grammatica e delle arti liberali. Gli Ordinari, però, erano troppo preoccupati della formazione del clero indigeno e si interessavano dell'insegnamento solo in quanto po-
SCUOLA IN TERR. DI MISSIONE - SCUOLA LIBERTÀ DELLA
teva essere una preparazione al seminario. Inoltre la paura di essere dei novatori rispetto alla maggioranza dei missionari, la deficienza del personale, specialmente insegnante, la scarsezza dei mezzi pecuniari, non permisero neppure ai più volenterosi di dare uno sviluppo maggiore alle s. Si può quindi concludere che sino al principio del sec. XIX l'organizzazione dell'istruzione primaria, più o meno generalizzata, con il complemento dell'istruzione secondaria e superiore, ebbe nelle missioni una parte assai poco importante.
Con la ripresa missionaria nel secolo scorso il problema scolastico cominciò ad avere la sua importanza, ed ovunque si aprirono numerose s. per opera degli antichi istituti e specialmente dei nuovi, maschili e femminili, sorti con questo scopo. Oggi le s. nelle missioni presentano una grande varietà per i molteplici fattori che ne influiscono l'organizzazione. Nei paesi dove da parte del governo è stato istituito un ordinamento scolastico preciso, come, p. es., in Australia, Nuova Zelanda, Giappone e in pochi altri, le s. cattoliche devono seguirne le norme; nelle altre regioni le condizioni dell'ambiente, i bisogni e l'indole dei popoli consigliano ai missionari di dare alla s. quell'indirizzo, ritenuto più conveniente allo scopo.
Numerose sono le difficoltà e gli ostacoli, che impediscono un maggiore sviluppo delle s. nelle missioni. La mancanza di mezzi adeguati pone spesso tali s. in condizione di inferiorità rispetto alle s. governative e protestanti. Inoltre il reclutamento del personale qualificato, nonostante il concorso degli istituti, dei fratelli e delle suore, non è sufficiente a soddisfare le numerose richieste, provenienti dai territori di missione.
Secondo i dati statistici pubblicati dalle Missioni cattoliche (Roma 1950, pp. 484-91), alla fine del 1949 l'organizzazione scolastica nei territori dipendenti dalla S. Congregazione di Propaganda Fide era la seguente:
eluse le leggi contro l'analfabetismo o circa l'età cosiddetta scolastica. Ma anche rispetto a s. organizzate collettivamente dall'iniziativa privata lo Stato deve rispettare la libertà nell'uso di metodi, di orari, di programmi diversi da quelli in vigore nelle scuole di Stato, quando si osservino le norme comuni di igiene e di morale. Non è ragionevole l'imporre una completa uniformità alla s. statale, quasi questa sia un modello unico di perfezione. Anche quando di fatto essa proceda in modo così soddisfacente da acquistarle un alto credito, rimane intatta l'esigenza dello spirito umano di esser lasciato libero nel modo di svolgere le sue varie facoltà, tra cui è pure quella dell'educare. Le s. libere hanno se non altro la funzione di costituire tentativi e saggi di nuovi metodi e mezzi educativi di cui potrà giovarsi anche la s. di Stato, se non vuole cristallizzarsi in una presunzione di inarrivabile superiorità. Perciò non è da approvarsi la consuetudine invalsa per cui lo Stato riconosce e approva s. non statali soltanto se si uniformano in tutto a ciò che si pratica nella s. statale (s. pareggiate o parificate attuali). È vero che così è più facile per esso esercitare il suo controllo; ma non sempre ciò che è più facile è più utile e più giusto. Il criterio d'apprezzamento di una s. dovrebbe essere il suo risultato complessivo, cioè il suo reale rendimento nella formazione degli alunni. Questo è ciò che conta; e quando questo si raggiunga rimane indifferente che gli insegnanti siano dotati di titoli più o meno scelti, che gli orari e i metodi siano questi o quelli. Su tale realistica (e assai ragionevole) considerazione si basa il principio della parità tra la s. statale e la non statale, riconosciuto dalla Costituzione italiana.
Art. 33: 'L'arte e la scienza sono libere e libero è l'insegnamento. La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce s. statali per tutti gli ordini e gradi.
Enti e privati hanno il diritto di istituire s. ed isti-
SCUOLE
| Elementari | Medie | Superiori | Professionali | Normali | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Scuole | Alunni | Scuole | Alunni | Scuole | Alunni | Scuole | Alunni | Scuole | Alunni | |
| America | 2.021 | 162.529 | 180 | 35.509 | 47 | 12.447 | 60 | 1.919 | 11 | 550 |
| Europa | 33 | 3.364 | 8 | 975 | — | — | — | — | — | — |
| Africa | 27.727 | 1.904.351 | 1.927 | 230.641 | 216 | 30.415 | 417 | 14.828 | 209 | 13.720 |
| Asia | 7.665 | 764.876 | 1.157 | 199.811 | 607 | 202.315 | 187 | 13.638 | 49 | 3.314 |
| Oceania | 4.186 | 381.600 | 609 | 80.658 | 308 | 38.412 | 76 | 4.183 | 38 | 1.599 |
| TOTALE GENERALE | 41.632 | 3.216.720 | 3.881 | 547.594 | 1.178 | 283.589 | 740 | 34.568 | 307 | 19.183 |
Il regime ecclesiastico delle s. nelle missioni presenta qualche particolarità di rilievo. Il loro fine non è solamente quello di educare i figli delle famiglie cristiane, ma di concorrere, in un modo diretto e indiretto, alla conversione degli infedeli, accettando anche giovani pagani a norma di precise istruzioni in materia. Confondendosi, quindi, il fine dell'insegnamento cattolico con il fine stesso dell'apostolato, il can. 296 § 1 dà agli Ordinari di missione una piena potestà sulla direzione delle s. salvo i privilegi di esenzione concessi a qualche istituto missionario.