SERAFINO (EBR. ŠÁRABH, PLUR. ŠERÁPHIM)

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SERAFINO (ebr. šárabh, plur. šeráphim). - L'unico testo biblico in cui si parla di S. è la visione con cui si inaugura il ministero profetico d'Isaia: dei S. circondano il trono di Dio, cui inneggiano con il trisagio «Santo! Santo! Santo!»; uno di essi purifica simbolicamente il profeta (Is. 6, 2-7). Si tratta di esseri celestiali, rappresentati sotto forma umana con sei ali.

Si è molto discusso circa il significato del nome e circa la qualità di questi esseri misteriosi. Il termine ebraico, secondo l'opinione più probabile, è connesso con la radice šárabh «bruciare, essere ardente». Tale concetto si può applicare anche ai serpenti, che uccidono nel deserto gli Israeliti ribelli (Num. 21, 4-7; Deut. 8, 15); a causa del loro veleno micidiale sarebbero concepiti come «spiranti fuoco». Nessuna allusione di Isaia permette però di supporre che anche gli esseri da lui visti avessero qualche connessione con serpenti o dragoni, o che fossero in parte teriormi, come erano rappresentati

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SERAFINO - S. (rossi nelle ali) e Cherubini (azzurri nelle ali). Particolare dei Novi Cori Angelici, raffigurati nel museo del sec. XIII della cupola del battistero di Firenze.

finalmente un catalogo scientifico e vi dedicò vari decenni, lavoro poderoso che diede all'autore notorietà e fama nel campo numismatico internazionale.

Dei suoi studi e ritrovamenti il S. dava frattanto notizie in vari periodici; nel Bollettino della Commissione archeologica comunale di Roma (v. aa. 1891, 1895, 1897, 1898 e poi 1943-44); negli Atti e Memorie dell'Istituto italiano di Num. (I vol., 1912), nel volume degli scritti in onore di Bartolomeo Nogara (1937) ed infine in quello sulle Esplorazioni sotto la confessione di S. Pietro in Vaticano (eseguite negli aa. 1940-49). I, Città del Vaticano 1951, pp. 225-44.

Il Catalogo del Medagliere Vaticano (Le monete e le bolle plumbe pontificie del Medagliere Vaticano) redatto dal S. consta di 4 grossi voll. di 1676 pp. pubblicati a cura della Biblioteca Vaticana, rispettivamente negli aa. 1910, 1912, 1913, 1927 (Milano), dove le serie papali dai primi inizi della monetazione sino ai giorni nostri, ricche ora di più di 20.000 pezzi, sono sistematicamente distribuite in ordine strettamente cronologico, per metalli e per zecche; e ogni pezzo perfettamente descritto in ogni suo elemento; i volumi sono illustrati complessivamente da più di 200 tavole di monete, da 20 tavole di bolle e da alcune diecine di tavole di monogrammi e stemmi. Li completano numerosi indici e parziali e generali, e molte pagine di note che toccano tutti i problemi inerenti alle singole serie. Lavoro che resterà degno monumento di quelle ricchissime collezioni ed insigne testimonianza dell'opera spesavi dal S. stesso.

Dopo il 1929 il S., chiamato a ricoprire l'alta carica di Governatore dello Stato della Città del Vaticano, dovette di necessità rallentare ed attenuare la sua attività di studioso, a ciò costretto di poi anche dal peso degli anni e dall'inclinazione degli eventi che si susseguirono mentre dava ancora cura scrupolosa a quei molti delicati incarichi in campi diversi dell'amministratione e delle beneficenze, che gli erano stati affidati dalla fiducia dei cinque Pontefici, che egli servì, e dalla pubblica estimazione; e non mancava di partecipare all'attività di quelle numerose accademie, sodalizi e società numismatiche, archeologiche e culturali, che lo ebbero socio ambito.

BIBL.: Commemorazione di S. L. Cesano, in Rendic. della Pontif. accad. rom. di arch., 1951-52, pp. 137-44. Secondina Lorenza Cesano

SERAFINO - Tre cerchi di Angeli attorno a Cristo giudice. Il primo cerchio interno è costituito dai S., dipinti in rosso. Particolare del Giudizio universitario di G. di Paolo (sec. XV) - Siena, Pinacoteca.

CHERUBINI, LUIGI (v.) in Babilonia. L'unica interpretazione possibile è quella secondo cui i S. sono creature angeliche, come spiegò già l'antico giudaismo. Secondo il libro di Enoch (61, 10; 71, 7) i S., insieme ai Cherubini ed agli 'Ophanim, sono gli spiriti che vigilano costantemente intorno al trono di Dio.

Lo pseudo-Dionigi (De coelesti hierarchia, 7: PG 3, 205) assegna ai S. il posto più sublime nella gerarchia angelica: sono il primo coro; attribuisce perciò ad uno spirito di ordine inferiore l'atto simbolico sulle labbra del profeta (ibid., 13: PG 3, 299-320). S. Gregorio Magno (In Evangelia hom., XXXIV, 7: PL 76, 1249) presenta il medesimo ordine gerarchico, rimasto tradizionale in seguito (cf. Dante, Paradiso, XXVIII, 99).

Per la parte teologica v.: ANGELI. Per l'arte v.: CHERUBINO. - Vedi tav. XXI.

BIBL.: H. Lesètre, Séraphin, in DB. V. col. 1670; J. Nikel, Die Lehre des Alt. Test. über die Cherubim und Seraphim, Münster 1890; P. Heinisch, Teologia del Vecchio Testamento, trad. it., Torino 1950, p. 146 sq.