SPIRA (SPEYER), DIOCESI DI

SPIRA (SPEYER), DIOCESI di - Sicchiello
di rame per l'acqua benedetta con
rilievi (1ª metà del sec. XI) - Spira.

nel IV centenario della nascita (num. straordinario della Roc.
di filos. moncol.), Milano 1934; T. Moretti-Costanzi, S., Roma
1945; G. Rensi, S., Milano 1945. Altre indicazioni in W. Zie-
genfuss, Philosophen-Lexikon, II, Berlino 1950, pp. 605-606.

Umberto A. Padovani

SPIRA (SPEYER), DIOCESI di. - Città e diocesi della
Germania nel Palatinato. Ha una superficie di 5964
kmq. con una popolazione di 1.218.165 ab. dei quali
558.231 cattolici, distribuiti in 307 parrocchie ser-
vite da 529 sacerdoti diocesani e 46 regolari; ha un
seminario, 7 comunità religiose maschili e 273 fem-
minili (Ann. Pont. 1953, p. 407).

Sugli inizi del cristianesimo e sui primi vescovi di
S. dal sec. IV al VI non si hanno notizie sicure; nel Con-
cilio di Parigi del 10 ott. 614 fu presente il vescovo Ilde-
rico (MGH, Concilia, I, p. 192). La lista regolare si ha
dal vescovo Basino in poi (m. nel 782); nel periodo caro-
lingio alcuni vescovi furono anche abati di Wisenburg.
Il vescovo David figura tra quelli a cui fu indirizzata una
lettera del papa Zaccaria il 1º maggio 748; il vescovo Ge-
beardo è ricordato in una lettera di papa Nicola I (858-63).
La serie dei vescovi dalla fine del sec. XI è in MGH,
Scriptores, XIII, p. 219, ed è riprodotta da L. Duchesne
in Fastes épiscopaux de l'ancienne Gaule, II, 2ª ed., Pa-
rigi 1910, pp. 163-66. Tra i vescovi recenti si ricordano
mons. Giov. von Geissel (1836-41) poi arcivescovo di
Colonia, il benedettino Daniele Bonifazio von Haneberg
(1872-76) e Michele von Faulhaber (1911-17), poi arci-
vescovo di Monaco e Frisinga e cardinale.

S. fu molto beneficiata dai re Sigeberto III nel 653,
Childerico II (664-66), Carlomagno (782), dall'imperatore
Ottone I nel 969; gli imperatori della dinastia salica
ebbero sepolture nella Cattedrale; ricchi doni ebbe la
diocesi da Corrado II nel 1032; da Enrico III nel 1056
e da Enrico IV negli aa. 1063-65, 1074, 1086, 1087,
in cui donò le abbazie di S. Lamberto, di Lintburch,
di Eschinewage e di Hornbach a Bilsenove in diocesi di
Metz. Perciò i vescovi di S. furono sempre favorevoli al
l'Impero, tanto che il papa Gregorio VII chiamò a Roma
nel 1074 il vescovo Enrico I e lo sospese nel febbr. 1075.

La diocesi comprese quattro arcidiasconati; fino al 1803
S. fu suffraganea di Magonza; in detto anno venne sop-
pressa e, ripristinata nel 1817, divenne suffraganea di
Bamberga, dopo che i confini della diocesi furono limi-
tati alla sinistra del Reno, cioè a un quarto della sua
antica superficie.

1894; P. L. Couchoud,
Benoît de S., ivi 1902;
K. Fischer, S., Leben,
Werke und Lehre, 5ª
ed., Heidelberg 1909;
S. von Dunin-Borkow-
ski, Der junge De S.,
Monaco 1910; id.,
S. nach dreihundert
Jahren, Berlino-Bonn
1932; id., Aus den
Tasen S. s. 3 voll.,
Münster 1932; F. Pol-
lock, S., his life and
philosophy, 3ª ed.,
Londra 1912; T. Ca-
mierer, Die Lehre S. s.
Stoccarda 1914; F. E.
Jacobi, Lettere sulla
dottrina della S., Bari
1914; V. Delbos, Le
spinozisme, Parigi 1916;
L. Brunschvicg, S. et
ses contemporains, ivi
1923; A. Guzzo, Il
pensiero di S., Firenze
1924; C. Apphun, S.,
Parigi 1927; P. Bru-
ner, Probleme der Theo-
logie bei Maimonides,
Thomas von Aquin und
S., Heidelberg 1928;
P. Siwek, L'âme et le
corps d'après S., Parigi
1930; vari autori, S.

La Cattedrale dedicata a Maria S.ma e a s. Stefano
è già ricordata in una carta del re Childerico II (MGH,
Diplomata Merovingica, XXVII, n. 28). La nuova Cat-
tedrale fu iniziata da Corrado II nel 1030 e, pur non
essendo compiuta, venne dedicata nel 1061 (MGH, Scrip-
piores, XIII, p. 732). Il papa Vittore II il 28 ott. 1056
vi aveva seppellito l'imperatore Enrico e il Duomo di-
venne luogo di sepoltura imperiale. Ma nel sec. XIII, du-
bitandosi della sua consacrazione, il vescovo Federico di
Bolanden nel 1281 riconsacrò la Cattedrale. Questa soffri
parecchi incendi e venne quasi distrutta in quello del
1689; ma venne sempre restaurata; essa costituisce uno
dei più cospicui prodotti dell'architettura romanica per
l'imponente sua pianta e il suo sviluppo; è a due absidi
contrapposte, offre reminiscenze lombarde nelle loggette
esterne, nelle cupole e nei campanili. A S., al tempo del
vescovo Gunther von Henneberg (1146-61), si recò s. Ber-
nardo a predicare la Crociata.

L'Archivio vescovile è ricco di documenti e diplomi.
La Biblioteca della Cattedrale andò distrutta da un in-
cendio nel 1689; quella episcopale, molto ricca, fu di-
spresa alla fine del sec. XVII dai Francesi.

LA CHIESA COLLEGIATA DI S. GERMANO. - Quanunque
gli Annales Spirenses scrivano che il re Dagoberto avrebbe
dato a monaci la chiesa di S. Germano (MGH, Scriptores,
XII, p. 82), non si hanno notizie sicure di questa chiesa
fino al sec. XII, in cui si hanno gli arcidiaconi quali pre-
posti a tale collegiata che fu saccheggiata nel 1422 e
nel 1462; essa venne trasferita alla chiesa di S. Maurizio
nel 1468 e poi distrutta nel 1794. Il suo Archivio è oggi
in quello di Monaco (A. Pfeiffer-F. Klinom, Das Sta-
tutenbuch des St. German- und St. Moritzstiftes, in Palatina-
Almanach, 1925, pp. 21-25).

LA CHIESA DI S. MARIA. - In Hördt, dell'Ordine di
S. Agostino, fu fondata da un tale Ermanno al tempo di
Enrico III. I beni e i diritti di tale chiesa furono con-
fermati nel 1155 dal papa Innocenzo II e dall'imperatore
Federico I; essa fiorì fino al sec. XIV. Nel 1525 fu rovi-
nata e soppressa poi dall'elettore Palatino dal 1557;
nel 1625 il vescovo ne trasferì la fondazione alla par-
rocchia di Philippsburg. Nell'Archivio di Karlsruhe si
conservano alcuni documenti della chiesa: tra questi il
privilegio di Innocenzo II (I. Baumann, Zur Geschichte
von Hördt, Speyer 1909; G. Buindo, Zur Geschichte der
Propstlei Hördt, in Blätter für Pfälzische Kirchengeschichte,
6 [1930], pp. 93-96).

BIBL.: F. X. Remling, Gesch. der Bischöfe zu Speyer, Ma- gonza 1852-54; id., Neuere Gesch. der Bischöfe von Speyer, ivi 1867; Eubel, I, p. 460; II, p. 265; III, p. 322; IV, p. 320; V, p. 362; O. Riedner, Die geistl. Gerichtshöfe zu Speier im Mittelalt., Paderborn 1915; L. Grönenwald, Die goldene Handsch. von Speyer, in Pfälz. Museum, 40 (1923), pp. 108-16; id., Schenkun- ges der Salischen Kaiser an die Kirchen in Speyer, in Palatina, 1925, n. 42 sgg.; L. Mezzetti, Die verfassungsrechtl. Stellung des Bistums und der Stadt Speyer zur Zeit des Bischofs Bernger von Entringen (1224-32) in Mittel. der hist. Vereins der Pfalz, 48 (1927); H. Schreibmüller, Name und Herkunft des Speyerer Bischofs Hermann (1975-90), in Pfälz. Museum, 43 (1927), pp. 93-95; K. Kloe, Die Wahlkapitulationen der Bischöfe zu Speyer, 1272-1862, Speyer 1928; id., Dom und Bistum Speyer. Litera- turnachweis, in Pfälz. Museum, 47 (1930), pp. 157-74; E. Car- lebach, Stadt und Bistum Speyer im Laufe der Jahrh., Heidelberg 1932; H. Weigert, Die Kaiserdome Speyer, Mainz und Worms, Berlino 1933; A. Brackmann, Germania Pontif., III, Berlino 1935, p. 88 sgg. Enrico Josi

DIETE DI S. - Due furono le diete imperiali tenute
a S. e presiedute da Ferdinando fratello di Carlo V,
che ebbero speciale importanza nelle vicende religiose
della Germania nel sec. XVI. Nella prima, del 1526, fu
deciso: «Fino alla riunione di un concilio o d'un'as-
semblea nazionale sulle materie concernenti l'Editto
pubblicato... alla Dieta di Worms (1521) abbiamo ri-
soluto e deciso all'unanimità di vivere con i nostri
sudditi, di governare e di comportarci in modo che
ciascuno di noi spera e pensa poter rispondere davanti
a Dio ed a sua maestà imperiale». Ma i principi lu-
terani interpretavano questo testo nel senso di avere
piena libertà di «riformare» in senso luterano la reli-
gione nei loro territori.

Nella Dieta del 1529 (15 marzo-7 apr.) si intese metter fine a questo modo d'agire procedendo in senso opposto e fu presentata una «Proposizione imperiale» con la quale si avvertivano i principi che era loro proibito permettere o favorire innovazioni religiose «sotto pena di perdere i loro Stati, diritti, libertà e privilegi». Dopo aspre discussioni si adottarono tre decisioni: 1ª che avesse pieno valore la condanna inflitta a Lutero a Worms nel 1521; 2ª che non si dovesse assolutamente sopprimere la Messa; 3ª che non si usasse da uno Stato contro un altro la forza sotto pretesto di religione. Quest'ultima colpiva, senza nominarlo, il landgravio d'Assia.

Gli Stati luterani non si piegarono alle decisioni della maggioranza ed elevarono solenne protesta, trasformata poi il 25 apr. in «Strumento d'appello»; di qui la loro qualifica di protestanti, che divenne comune per coloro che si separarono dall'unità della Chiesa (

V. PROTESTANTESIMO)

Vedi tav. LXXIV.

BIBL.: J. Kühn, Die Gesch. des Speyer Reichstags 1529, Lipsia 1929. Pio Paschini
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“SPIRA (SPEYER), DIOCESI DI.” Enciclopedia Cattolica, vol. XI (1953), p. 681. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/spira-speyer-diocesi-di.