SQUILLACE, DIOCESI di. - Città e diocesi in provincia di Catanzaro. Ha una superficie di oltre 960 kmq. con un popolazione di 124.452 ab. quasi tutti cattolici, distribuiti in 61 parrocchie, servite da 122 sacerdoti diocesani e 24 regolari; ha un seminario, 6 comunità religiose maschili e 18 femminili (Ann. Pont. 1953, pp. 408-409).
Le origini della città sono antichissime. Il Barrio la dice fondata dagli Ausoni o dagli Enotri, abitata dagli Ateniesi e infine colonizzata dai Romani. Ricevette la fede cristiana fin dai primissimi tempi, poiché dell'esistenza della sede vescovile si ha notizia fin dal sec. V. Il primo presule di cui ricorre il nome è Gaudenzio, che intervenne al Sinodo di papa Ilario nel 465 (Mansi, VII, 959). Due dei suoi successori sarebbero stati trucidati, come sembrerebbe da una decretale di papa Gelasio del 496. Ma il Minasi dubita che il misfatto sia avvenuto a S., che allora era governata da Cassiodoro. Il vescovo Zaccheo sottoscrisse coraggiosamente il Costituto di papa Vigilio, sfidando le ire dell'imperatore Giustiniano, nel 551. S. Gregorio Magno ricorda spesso la chiesa di S., alla quale trasferì Giovanni, esule di Lissi-
tania in Dalmazia nel 592; ma contro di lui prese le difese del « Vivarium » di Cassiodoro. Ultimo vescovo latino è Agostino, che intervenne al Concilio di papa Martino nel 649 (Mansi, X, 866; Harduin, Acta Concil., III, Parigi 1715, 691). I successori sono di rito greco fino a Teodoro Mesimeiros, che accolse s. Brunone e al quale i Normanni diedero un successore latino nel 1096.
Come tutte le diocesi della Calabria, S. in origine era soggetta a Roma. Nel sec. VIII fu aggregata alla metropoli di Reggio, eretta in quel tempo dai Bizantini. Tuttavia ebbe l'esenzione da Urbano II (PL 151, 210) e da Pasquale II nel 1110 (Jaffé-Wattenbach, 6259); ma il papa Alessandro III la riconobbe come suffraganea di Reggio nel 1165 (Jaffé-Wattenbach, 11239). Nel Provinciale di Albino è esente, mentre presso Cencio Camerario è suffraganea di Reggio. Dal tempo di Innocenzo III in poi non risulta più tra le diocesi immediatamente soggette. L'erezione della diocesi di Catanzaro nel 1121 fu fatta a spese di quella di S.; per la diocesi di Taverna e la Chronica Trium Tabernarum, V. CATANZARO.
S. non solo ha dato i natali a Cassiodoro, ma ha anche ospitato i due monasteri da lui fondati, il Castellese e il « Vivarium », l'ultimo dei quali era un'accademia, in cui si coltivavano le scienze e le arti, soprattutto la scrittura. Ha anche ospitato s. Brunone e il discepolo e successore Lanuino, che fondarono la certosa di S. Stefano del Bosco, detta poi Serra S. Bruno, che anche oggi conserva le reliquie del fondatore. Si devono ancora ricordare i diversi monasteri basiliani sparsi nel suo territorio, tra cui S. Maria de Veteri Squillaci, S. Maria de Carra, S. Gregorio di Staletti, S. Basilio di Torre Spatola, che fu illustrato da S. Basilio di Montepaone. A Guardavalle poi, presso Stilo, nacque il card. Sirleto (v.). A Stignano, altro casale di Stilo, CAMPANELLO (v.).