STENSEN, NIELS

STENSEN, NIELS. - In latino Nicolaus Stenonis, Stenonius, erroneamente anche Steno; anatomo, geologo, vescovo, n., secondo il calendario gregoriano, l'11 genn. e secondo il calendario giuliano il 1° genn. 1638 a Copenaghen, m. secondo il calendario gregoriano il 5 dic. e secondo il calendario giuliano il 25 nov. 1686 a Schwerin; oriundo di una famiglia di predicatori della Scania, regione allora appartenente alla Danimarca.

Figlio dell'orefice Sten Pedersen, studiò nel 1656-60 all'Università della sua città natale lingue, matematica e anatomia, e fece, nel 1660-64, audaci scoperte anatomiche (ducus Stenonianus, glandole della testa, struttura dei muscoli e del cuore, cognizione delle ovale). Promosso dottore in medicina per decreto dell'Università di Leida, il 4 dic. 1664, pubblicò alcuni scritti rigorosamente scientifici e privi di ogni enfasi barocco (De glandulis oris, 1661; De glandulis oculorum, 1661; De musculis et glandulis, 1664). Tra il 1664 e il 1665 viaggiò in Francia, dove nella cerchia dei fondatori dell'Académie des Sciences tenne il celebre Discours sur l'anatomie du cerveau, parzialmente anticartesiano. All'inizio del 1666 giunse in Toscana dove Ferdinando II e suo fratello Leopoldo lo nominarono anatomico di S. Maria Nova. Quale membro del Cimento e dell'Accademia della Crusca, nell'ambiente di uomini studiosi e di sentimenti religiosi, come Redi, Magalotti, Malpighi e Viviani, divenne in occasione della sezione di un pescecane «promotore della moderna geognosia» (cf. il suo geniale Prodromus de solido intra solidum naturaliter contento, 1669). Due anni prima, il giorno di Ognissanti, aveva deciso di convertirsi alla fede cattolica e il 7 nov. 1667 fu accolto in seno alla Chiesa cattolica (cf. la sua Epistolo de propria conversione, 1676).

Dal 1672 al 1674 «anatomicus regius» di Copenaghen, poi uno degli educatori del principe ereditario Ferdinando III, a Firenze, ricevette nel 1675 l'ordinazione sacerdotale, e la domenica di Pasqua, il 14 apr., celebrò la sua prima Messa davanti all'immagine miracolosa della S.ma Annunziata.

Come sacerdote condusse una vita di rigida povertà e di rinunce. Il suo zelo spirituale lo spinse persino a rivolgersi all'amico dei tempi precedenti, Spinoza (Epistola ad novae philosophiae reformatorem, 1675). Richiesto dal duca Giovanni Federico di Hannover, ricevette, il 19 sett. 1677, insieme con il titolo di Titiopolis in part. inf., nella chiesa del Palazzo di Propaganda, la consacrazione episcopale. Dopo un'attività di appena tre anni ad Hannover (v. Leibniz) dovette, in seguito alla morte del duca cattolico, rinunciare alla sua missione e su richiesta di Ferdinando di Fürstenberg, venne con bolla papale del 7 ott. 1680 nominato vescovo suffraganeo di Münster dove, per le sue tendenze riformatorie secondo lo spirito del Concilio Tridentino (cf. il suo Parochorum hoc age, 1684), si

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(per cortesia del p. G. Scherz, redentorista) STENSEN, NIELS - Ritratto - Firenze, Uffizi.
creò qualche avversario tra gli stessi canonici del Capitolo. Dopo la morte di Fürstenberg e prima ancora dell'elezione simonica del principe elettore Massimiliano Enrico di Colonia, avvenuta il 1° sett. 1683, cui anche Innocenzo XI negò la conferma, lasciò Münster per operare, in condizioni rese assai difficili per l'ambiente di diaspora, per due anni ad Amburgo, e l'ultimo anno della sua vita alla corte Schwerin dove il duca Cristiano Luigi I, convertito al cattolicesimo, l'aveva chiamato in qualità di semplice missionario. Il suo amico, il principe Cosimo III, fece portare la salma a Firenze dove venne tumulata nei sotterranei sotto la navata principale di S. Lorenzo. S. è da annoverare tra i maggiori naturalisti; egli precorse i suoi tempi in misura tanto notevole che solo nell'ultimo secolo si cominciò a valutarne giustamente i meriti. Come teologo si concentrò tutto nella tendenza verso la propria perfezione e nello zelo pastorale, e già presso i suoi contemporanei ebbe fama di santità. Un'assemblea di rappresentanti delle diocesi di Osnabrück, Münster, Hildesheim e della Danimarca, in una seduta del 29 marzo 1950 chiese all'arcivescovo Berning di provvedere ai preparativi per il processo della canonizzazione apostolica.

BIBL.: edd., Opera philosophica, I-II (di scienze naturali), a cura di V. Maar, 2 voll., Copenaghen 1910; Opera theologica, I-II, a cura di K. Larsen e G. Scherz, ivi 1941-47; Epistolae, I-II, a cura di G. Scherz, ivi 1951. - Studi: M. D. Manni, Vita del mons. Niccolò Stenone, Firenze 1775; A. Fabroni, Vitae Italorum, III, ivi 1779, pp. 1-63; W. Plenkert, Der Däne N. S., Friburgo 1884; A. D. Jörgensen, N. S., Copenaghen 1884; V. Meisen e K. Larsen, Stenoniana, I, ivi 1933; J. Metzler, Der Apost. Vihar N. Steno und die Jesuiten, in Arch. Hist. S. 7, 10 (1941), pp. 93-152, 218-58; A. Mercati, Lettere e scienziati, in Pont. Acad. Scient. Commentationes, 5 (1941), pp. 70-85; G. Scherz, Nyere Bidrag til N. St. Historie, in Hist. Tidskr., 10 (1943), vii, pp. 210-47; A. Garboe-K. Larsen, s. V. in Dansk Biografisk Leksikon, XXII (1942), pp. 562-75. Gustavo Scherz
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“STENSEN, NIELS.” Enciclopedia Cattolica, vol. XI (1953), p. 799. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/stensen-niels.