Entrato nell'Ordine nel 1635, insegnò dal 1646 al 1650, con grande successo, matematica ed ebraico nella Università di Ingolstadt fino a che parti per la missione di Etiopia con il p. Enrico Roth, compiendo il viaggio via terra attraverso l'Asia Minore, la Persia fino a Goa nell'India, dove esercitò il ministero parrocchiale nelle
vicinanze della città. Non riuscì a penetrare in Etiopia che nel 1656 e travestito da medico armeno, fermandosi a Gondar. Avendo la persecuzione dell'imperatore Fasiladas annientata quasi del tutto la Chiesa cattolica, egli non poté più trovare nessun'altra attività per riuscire a servire di nascosto i pochi cristiani rimasti saldi nella fede, che continuare l'arte del medico, facendo ignorare la sua qualità di missionario. Poté così godere anche i favori dell'Imperatore, che gli regalò vari campi, gli concesse di vivere nella sua corte e di accompagnarlo in vari viaggi. L'ultima sua lettera è del 1658; dopo di che nulla si è potuto sapere di lui; se sia morto di malattia o di martirio rimane un segreto.