STUDIA LINGUARUM. - Strumento principale dell'evangelizzazione è la predicazione orale nella lingua del popolo a cui si predica. Parlare per interprete non può essere che un espediente temporaneo. Perciò numerose prescrizioni di ordine generale e particolare inculcano l'obbligo per ogni missionario di una profonda conoscenza delle lingue indigene. Dalla storia delle missioni e dai volumi della Bibliotheca Missionum dei pp. Streit e Dindinger risulta che i missionari cattolici, salvo poche eccezioni, sempre e ovunque si sono sforzati di apprendere le lingue, di comporre vocabolari, grammatiche, catechismi, ecc. per la predicazione ai popoli nella loro lingua nativa.

(fot. Anderson)
Dal sec. XV in poi, si hanno lagnanze sulla deficente conoscenza delle lingue da parte dei missionari, ma dalla Bibliotheca Missionum si può dedurre che molti si dedicarono con grande zelo allo studio delle lingue. All'Università di Lima (Perù), verso la fine del sec. XVI fu eretta una cattedra per lingue indiane. Presso i Carmelitani e presso i Francescani si trovano nel sec. XVII collegi speciali per gli studi linguistici. I Carmelitani eressero nel 1612 a Roma uno Studio superiore per la formazione dei loro missionari, trasportato nel 1662 a S. Pancrazio. Il programma includeva come una delle materie principali l'insegnamento delle lingue, specialmente di quelle orientali. Presso i Francescani di Roma, dal 1625 a S. Bartolomeo dell'Isola e dal 1622 in S. Pietro in Montorio, si ebbero Studi speciali di arabo. Pure nei collegi missionari dei Francescani fondati verso la fine del sec. XVII nel Messico (primo quello di Querétaro, eretto nel 1683) e nell'America meridionale era prescritto lo studio delle lingue indiane.
Nelle missioni attuali si dà grande importanza alla formazione linguistica dei missionari, benché non si faccia in scuole speciali. I Francescani però avevano eretto a Pechino uno Studio per introdurre i giovani missionari alla conoscenza della lingua cinese. L'Istituto missionario-scientifico di Propaganda ha cattedre speciali di cinese, giapponese, arabo e sanscrito.
21 (1931), pp. 113-36: cf. ibid., 22 (1932), pp. 233-41; A. Kleinhans, Historia studii linguae Arabicae et Collegii missionum S. Petri in Urbe, Quarecchi 1930. Giovanni Rommerskirchen
STUDI E MATERIALI DI STORIA DELLE RELIGIONI. - Rivista trimestrale, sorta a Bologna nel 1925 per iniziativa di C. Formichi, R. Pettazzoni e G. Tucci; dal 1928 è sotto la direzione di R. Pettazzoni ed organo della Scuola di studi storico-religiosi dell'Università di Roma.
Successe agli altri due periodici di argomento analogo: Rivista trimestrale di studi filosofici e religiosi, fondata e diretta da A. Bonucci, e Alle fonti delle religioni, diretta da C. Formichi e G. Tucci. Tratta della storia della religione nella evoluzione che essa ebbe presso i vari popoli e si studia di far conoscere forme e momenti di civiltà meno noti e più remoti. È aperta ad una collaborazione largamente internazionale, ma anche a tutte le correnti di idee e di sistemi, dove, soprattutto quanto all'origine della religione, si nota la prevalenza delle preconcette idee razionaliste. Celestino Testore