«STIMMEN DER ZEIT». - Rivista di rassegna critica della vita intellettuale, scientifica, sociale, religiosa della Germania, allo scopo di rendere valida testimonianza alla verità cattolica.
È sostenuta da un collegio di scrittori della Compagnia di Gesù, ma dal 1930 (cf. t. 119 [1930], p. 401) apre le sue pagine anche ad estranei, purché animati dallo stesso ideale cattolico ed è diretta al grande pub
blico degli studiosi, prendendo normalmente spunto dalle questioni di attualità.
Cominciò la sua vita nel 1864 Maria Laach (v.), sull'Elfel, allora scolastico dei Gesuìti, con l'intestazione «Stimmen aus Maria Laach», conservata anche durante l'esilio. Le prime due serie apparvero con periodicità non ancora fissa, fino al 1869; quaderni diretti alla difesa del Silibao di Pio IX e del progetto del Concilio Vaticano. Dopo la guerra del 1870 si trasformò in mensile, ma già nel 1872, ratificato il famoso «Jesuitengesetz» nella Camera Alta e Bassa, la direzione era costretta all'esilio. Una legge del 1874 ridusse inoltre (fino al 1914) la periodicità a dieci fascicoli l'anno, prescrivendo che nessun tedesco potesse dirigere un mensile soggiornando all'estero. Un primo rifugio trovò la direzione nel Castello Robani, presso Tervueren (Bruxelles), dal 1872 al 1879; successivamente in Blynebeck (Olanda), dal 1880 al 1884; in Exaeten dal 1885 al 1886; in Lussemburgo dal 1899 al 1908; in Valkenburg (Olanda) dal 1909 al 1914.
Scoppiata la prima guerra mondiale si poteva sperare che non soltanto l'Unterhaus (che già parecchie volte aveva revocato l'iniqua legge del 1872), ma anche l'Oberhaus, dove l'opposizione al rimpatrio era capeggiata dalla stessa casa imperiale degli Hohenzollern, abrogasse la legge. Difatti nel 1914 la direzione si trasferì a Monaco di Baviera. Siccome però Maria Laach era stata venduta già da venti anni al Benedettini, l'intestazione venne cambiata in S. d. Z. (voci del tempo) perseguendo lo stesso programma, ed illuminando i cattolici tedeschi fra tutti i problemi e travagli di quel periodo. Più gravi furono le difficoltà e molestie durante il Terzo Reich. Un articolo di P. Lippert (Mit Gewalt - Mit Geduld) le meritò la prima proibizione, dal dic. 1935 al marzo 1936. Quindi il 18 apr. 1941 la Gestapo sequestrò la casa insieme alla preziosa Biblioteca; un mese più tardi la rivista venne sospesa. Riformi dopo la guerra con il t. 138 (1946-47) con meno scrittori, ma aiutata da ottimi non gesuiti. La Biblioteca non subì gravi danni.
La collezione, oltre le due serie di quaderni del 1864-1869, contiene 150 voll., cui vanno aggiunti 119 «Ergänzungshefte», specialmente su questioni storiche, 9 fascicoli di questioni culturali, 4 di altre ricerche, e 3 voll. di indici: 1886, 1889, 1913.
BML: L. Koch, s. V. in Jesuitenlexikon, Paderborn 1934, col. 1694.