Enciclopedia Cattolica vol. XI, 1953 Gerarchia ecclesiastica Patriarcati, arcidiocesi, diocesi, diocesi soppresse

SUSA, DIOCESI DI

English Cita

SUSA, DIOCESI di. - Città e diocesi del Piemonte, nella valle omonima, in provincia di Torino.

L'attuale diocesi comprende tutto il territorio della vallata di S. e conta 51.800 ab., dei quali 51.200 cattolici distribuiti in 62 parrocchie, servite da 108 sacerdoti diocesani e 8 regolari, ha 4 comunità religiose maschili e 4 femminili.

È l'antica « Segusium », sede del re Donno coetaneo ed amico di Cesare ed alleato dei Romani che gli riconobbero grado e potestà regale. Quando dai Romani l'Italia venne divisa in regioni, Marco Giulio Cozio I, figlio di Donno, ebbe la nomina a prefetto della propria regione, in sostituzione del titolo regio. In onore di Augusto, reduce dalle Gallie nell'anno 9 a. C., Cozio innalzava il magnifico arco trionfale che ancora oggi si ammira. Alla morte di Cozio II il Regno segusino fu annesso definitivamente all'Impero e compreso nella provincia della Gallia Cisalpina (67 d. C.). Alla caduta dell'Impero la valle di S. appartenne agli Eruli, ai Goti di Teodorico, ai Greci di Narsete, ai Borgognoni, finché Carlomagno, vinti i Longobardi alle Chiuse ed a Pavia (774), restituì S. all'Italia. Nel 906 la valle di S. subì ancora una terribile invasione da parte dei Saraceni di Frassineto, scesi in Italia dal Moncenisio: soltanto nel 946 venivano cacciati definitivamente dalla val S. da Arduino Glabrione, conte di Torino e, in seguito alla fortunata impresa, marchese di S. La valle fu così soggetta ai marchesi di Torino fino al 1406, epoca in cui la contessa Adelaide di S. sposò il conte Oddone di Savoia, figlio del Biancamano, unendo così i suoi possedimenti a quelli di Casa Savoia.

Nel 1174 il Barbarossa incendiò S. e la ridusse ad un mucchio di macerie; risorta e rifiorita, S. fu ancora teatro delle guerre tra Francesi e Spagnoli (1536-1707) e ne portò per lungo tempo tutte le dolorose conseguenze. Dopo Marengo, S. divenne sede di sottoprefettura e le cose rimasero così fino al Trattato di Parigi del 30 maggio 1814 per cui i Reali di Savoia entravano in possesso dei loro beni di terraferma.

La diocesi di S. fu eretta il 3 ag. 1772 da Clemente XIV con la bolla Quod nobis smembrandola da Torino (v.). Pio VII fu poi costretto a sopprimerla con la bolla Gravissimis del 17 ag. 1805, unendola nuovamente a Torino, ma, mutati i tempi, la ripristiniò con l'altra bolla Cunctis ubique del 17 luglio 1817. Primo vescovo di S. fu mons. Giuseppe M. Ferraris dei conti di Genola, il quale fece costruire a sue spese il Palazzo vescovile; è in corso la causa di beatificazione del vescovo mons. Edoardo Rosaz, l'apostolo dei poveri e della fanciullezza derelitta: fondò la congregazione delle Suore Terziarie di S. Francesco.

Tra i personaggi celebri oriundi di Val Susa sono da annoverarsi il card. Enrico De Bartolomei, il poeta Norberto Rosa, il sen. Luigi Des Ambros, ministro di Carlo Alberto e di Vittorio Emanuele II, il gen. Michele Bes, l'architetto Meano.

S. possiede un'interessante cattedrale dedicata a s. Giusto Martire, patrono della diocesi, fatta crigere nel 1011 da Olderico Manfredi II, marchese di S. e da sua moglie Berta ed istituita in origine come abbazia indipendente; la chiesa collegiale di S. Giusto venne poi eretta in cattedrale da papa Clemente XIV con bolla dell'anno 1772. Prezioso ornamento della cattedrale di S. Giusto è il trittico della Madonna del Rocciamelone, trittico in bronzo del 1358; ed alla Madonna del Rocciamelone è pure dedicato il famoso Santuario innalzato sul monte omonimo a 3537 m. La chiesa di S. Giovanni a Salbertrand ha un portale del tipo in uso nel Delfinato. Fra i monasteri più antichi annovera: l'abbazia della Novalesa (v.) e l'abbazia della Sagra di S. Michele (v.). - Vedi tav. CVII.

In alto a sinistra: TRITTICO IN RAME OFFERTO DA BONIFACIO ROTARIO D'ASTI (1° settembre 1358) per l'erigendo santuario di Rocciamelone. Al centro Madonna con Bambino; a sinistra s. Giorgio, a destra s. Giuseppe che presenta l'offerente - Susa, Cattedrale. In alto a destra: MARIA ANNUNZIATA, già riten
Tav. CVII In alto a sinistra: TRITTICO IN RAME OFFERTO DA BONIFACIO ROTARIO D'ASTI (1° settembre 1358) per l'erigendo santuario di Rocciamelone. Al centro Madonna con Bambino; a sinistra s. Giorgio, a destra s. Giuseppe che presenta l'offerente - Susa, Cattedrale. In alto a destra: MARIA ANNUNZIATA, già ritenuta Adelaide, contessa di Torino, sposa di Oddone conte di Savoia. Statua lignea del sec. XVI. In basso: PANORAMA PARZIALE con il campanile lombardo (sec. XI) della chiesa di S. Giusto, ora cattedrale; le cuspidi sono della fine del sec. XV. A destra il campanile della chiesa di S. Maria Maggiore (sec. XI), ora trasformata in abitazione (a destra).(per cortesia del parroco della Cattedrale) · (fot. Alinari) · (fot. Petrolo)
SUSA, DIOCESI di - Missale benedictinum Novaliciense (metà sec. XI), foll. 397-407. Messa della prima domenica di Quaresima - Novalesa, Archivio parrocchiale.
SUSA, DIOCESI di - Missale benedictinum Novaliciense (metà sec. XI), foll. 397-407. Messa della prima domenica di Quaresima - Novalesa, Archivio parrocchiale.
(per gentile concessione del sig. parroco don Eraldo Isolato)
Bibliografia13 opere
BIBL.: G. Sacchetti, Mem. della chiesa di S., Torino 1788; L. Cappellano, Il marchesato di S. e il Piemonte nel sec. XI, ivi 1877; G. Brayda, Il medioevo in Val di S., ivi 1883; C. Cipolla, Le più antiche carte diplomatiche del monastero di S. Giusto in S., Roma 1896; E. Ferrero, L'arco di S., Torino 1896; L. F. A. Peracca, L'alta Val S., ivi 1903; A. Pozza, Pagine di stor. mediev. susina, Marostica 1903; M. Buffa, S. nei tempi antichi e moderni, Susa 1904; F. Genin, S. antica, Saluzzo 1905; P. Kistler, S. Giusto di S., Torino 1906; G. E. Bonino, La culla della dinastia sabanda, ivi 1937; P. Bacco, Mem. stor. riguardanti S. e Avigliana (manoscritto esistente nella Biblioteca civica di S.); Cottineau, II, col. 3106.

Guido Ferrero

Informazioni sulla voce

Di Guido Ferrero

Fonte firma a stampa

Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. XI (1953), coll. 1587–1589.

Pagine a stampa Apri nel visualizzatore
Pagina 960
vol. 11, coll. 1587–1588
Pagina 961
vol. 11, coll. 1589–1590
Cita questa voce

Chicago

Ferrero, Guido. “Susa, diocesi di.” In Enciclopedia Cattolica, vol. XI, coll. 1587–1589. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953. https://azioneromana.com/it/article/susa-diocesi-di.

MLA

Ferrero, Guido. “Susa, diocesi di.” Enciclopedia Cattolica, vol. XI, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953, coll. 1587–1589. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/susa-diocesi-di.

BibTeX

@incollection{ec11_susa_diocesi_di,
  author    = {Ferrero, Guido},
  title     = {Susa, diocesi di},
  booktitle = {Enciclopedia Cattolica},
  volume    = {XI},
  pages     = {1587--1589},
  note      = {Cited by column},
  publisher = {Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico},
  address   = {Città del Vaticano},
  year      = {1953},
  url       = {https://azioneromana.com/it/article/susa-diocesi-di}
}

Una delle circa 20.000 voci recuperate dai dodici volumi a stampa (1948–54). Hai notato qualcosa? Aiutaci a migliorarla.

Salva per dopo

Inserisci la tua email: ti invieremo un link per accedere. Nessuna password. Ciò che salvi (voci, versetti, capitoli, documenti) ti segue su ogni dispositivo.