Enciclopedia Cattolica vol. XI, 1953 Sacra Scrittura Popoli e personaggi

SUSANNA

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Noto anche come: greco: Σουσάννα

SUSANNA - S. sotto le sembianze di una pecora insidiata da due lupi. Affresco sulla fronte dell'arcosolio di Celerina (metà del sec. IV) - Roma, cimitero di Pretestato.
SUSANNA - S. sotto le sembianze di una pecora insidiata da due lupi. Affresco sulla fronte dell'arcosolio di Celerina (metà del sec. IV) - Roma, cimitero di Pretestato.
SUSANNA - I due vecchioni cercano di indurre al male S. Affresco del Pinturicchio negli appartamenti Borgia (fine del 1492-95). Palazzo Apostolico Vaticano.
SUSANNA - I due vecchioni cercano di indurre al male S. Affresco del Pinturicchio negli appartamenti Borgia (fine del 1492-95). Palazzo Apostolico Vaticano.

SUSANNA. - Protagonista di un racconto che fa parte del complesso delle tradizioni biografiche sul profeta Daniele (v.), figlia di Helcia (che si suol accostare a quello di Ier. 29, 3), moglie dell'israelita Ioakim in Babilonia, lodata per bellezza e virtù.

Il nome figura nei Settanta Σουσάννα dall'ebr. šūfan «giglio»; forse è forma aramaizzata in -nā', mentre il fiore era šūfantā'.

La tragica vicenda in cui venne a trovarsi ritrae da vicino alcune speciali condizioni del giudaismo nell'esilio. I vari gruppi deportati, eccetto per quanto riguardava la loro posizione politica di sudditi e tributari e i rapporti di affari con estranei, da regolarsi sul diritto locale, si governavano con leggi e capi propri. Tra i Giudei gli «anziani», già autorevoli nella tradizione passata, finirono con l'essere di fatto le vere guide delle comunità esiliate, come si rileva da Ezechiele (8, 1; 14, 1; 20, 1) e da Geremia, che li rimprovera di soprusi (29, 22-23).

Due anziani governavano appunto la comunità a cui apparteneva Ioakim, il quale, essendo agiato, metteva la sua casa a disposizione dei due capi per le udienze. Al pomeriggio sua moglie S. andava nel giardino annesso alla casa con qualche fanciulla del servizio; in quell'occasione i due anziani la osservavano e finirono con l'invaghirsene. Scopertisi a vicenda, presero accordi nel preciso intento di dare sfogo alla loro passione. L'occasione fu offerta una volta dal fatto che, avendo S. rimandato le ancelle per prendere un bagno, si trovò sola; subito i due le furono vicini e le posero l'alternativa: o concedersi, o essere da loro tratta in giudizio con un'accusa infamante, di cui essi avrebbero reso testimonianza giurata; l'allontanamento delle fanciulle sarebbe stato un buon indizio contro di lei. S. avverti il pericolo, ma dichiarò che preferiva morire senza aver offeso Dio. E gridò. Gridarono anche gli anziani; accorse gente. Ma i due formularono l'accusa: la donna stava peccando con un giovanotto, il quale, sorpreso, era fuggito veloce. S. venne tratta a giudizio, condannata a morte per adulterio e condotta al supplizio. A questo punto avvenne l'improvviso cambiamento di scena: il giovinetto Daniele, che si trovava tra la folla, proclamò l'iniquità del fatto; ascoltato dal popolo, persuasiò tutti a riprendere il processo (anche un tale intervento di giudizio popolare è conforme alle usanze del momento), in cui i due anziani risultarono in contraddizione tra loro, e furono essi stessi condannati. S. fu prosciolta ed esaltata.

L'originale del racconto era semitico, ma ora rimane solo la versione greca. Il passo è quindi «deuterocanonico». Nella Bibbia greca generalmente il brano è preposto con il titolo proprio S. al libro di Daniele: il fatto è supposto anteriore a Dan. 1, 1. Nella versione latina invece è aggiunto in fondo, come cap. 13.

Il valore etico-esemplare del racconto appare da sé, offrendo il modello della donna virtuosa, che preferisce la morte al peccato e di fronte al pericolo «grida». Artisticamente poi è di una tecnica raffinata il modo con cui è condotta la vicenda, dalla tensione alla rapida risoluzione.

Giovanni Rinaldi

ARCHEOLOGIA

Il più antico ciclo pittorico relativo alla storia di S. è nelle due pareti lunghe della cosiddetta Cappella greca nel cimitero di Priscilla (sec. II); ivi è rappresentata S. sorpresa dai due vecchioni, l'accusa e il ringraziamento per la liberazione (Wilpert, Pitture, tav. 14). In Callisto è il giudizio di S. (ibid., tav. 86); altre scene di S. sono nei cimiteri di Domitilla (ibid., tav. 142, 1), nel Maius (ibid., tav. 220) e in quello «inter duas lauros» (ibid., tav. 232, 3). Tipica è la scena in Pretestato nell'arcosolio di Celerina: S. è dipinta come una pecora tra due lupi indicati dalla scritta in nero SENIORIS (ibid., tav. 251); sopra la pecora leggesi il nome SVSANNA.

Tra le scene musive è da ricordare quella ormai perduta di S. Costanza in Roma, della quale resta qualche buona copia antica (cf. R. Michel, Die Mosaiken von S. Costanza in Rom, in Studien über christliche Denkmäler, 12 [1912], p. 25, passim).

Scarsi di numero sono pure i sarcofaghi finora noti con la scena di S., ma quasi tutti con più rappresentazioni, a ciclo completo: fatto spiegabile con la diversa possibilità e lo spazio maggiore a disposizione dello scultore. Daniele profeta è il personaggio preminente, in tunica e pallio, spesso seduto in qualità di giudice davanti alla tenda (velum) che lo separa dal popolo. I seniori in vari atteggiamenti possono essere imberbi (sarcofagi gallici) o barbati (sarcofagi romani). Il sarcofago di Gerona (Wilpert, Sarcofagi, tav. 196, 1) ha fra tutti il ciclo più vasto dell'episodio di S. Le scene si susseguono ininterrottamente da destra a sinistra, iniziando dal tentativo dei seniori fino all'esecuzione capitale degli stessi. Gli altri sarcofagi con la medesima scena non presentano altre varianti di rilievo; qualcuno poi è ancora dubbio (cf. bibl.).

SUSANNA - Medaglione di cristallo di rocca intagliato con storie di S., fatto eseguire da Lotario II (ca. 860), proveniente dalla abbazia di Waufsort-sur-Meuse. La ghiera è del sec. XV - Londra, British Museum.
SUSANNA - Medaglione di cristallo di rocca intagliato con storie di S., fatto eseguire da Lotario II (ca. 860), proveniente dalla abbazia di Waufsort-sur-Meuse. La ghiera è del sec. XV - Londra, British Museum.(da Enciclopedia Italiana, IX. tav. 39)

Notevole interesse presentano per la cura di S. il notissimo disco vitreo di Lotario II figurato con tutto il ciclo biblico, ora al British Museum (cf. Ph. Lauer, Le joyau carolingien de Waufsort sur Meuse, in Bull. de la Soc. nat. des antiq. de France, 1908, pp. 102-107); le due coppe di vetro di Homblières e di Podgoritza (cf. J. Pilloy, Coupe gravée en verre trouvée à Abbeville, commune d'Homblières (Aise) dans une sépulture du IVe siècle, in Gazette archéol., 1884, pp. 224-30, tavv. 32-33; G. B. De Rossi, Insigne tazza vitrea figurata, in Bull. d'arch. crist., 2ª serie, 5 [1874], pp. 153-55, tav. 11; id., L'insigne piatto vitreo di Podgoritza oggi nel Museo Basilewski in Parigi, ibid., 3ª serie, 2 [1877], pp. 77-85, tavv. 5-6); e la doppia scena rappresentata insieme a Daniele tra i leoni sulla faccia anteriore della cassetta eburnea di Brescia (v.). Ippolito vede in S. la rappresentazione della Chiesa di Cristo tra due popoli ostili, quello di Israele e quello « ex gentibus » (In Daniel, 1, 14, 5-6). Nella Commendatio animae si invoca il Signore perché liberi l'anima « sicut liberasti Susannam de falso crimine ».

Bibliografia7 opere
BIBL.: Wilpert, Pitture, p. 112 e spec. 334-337; tavv. 14; 86; 142, 1; 220; 232, 3; 251; id., Sarcofagi, II, pp. 251-55, figg. 158 e 159, tavv. 124, 3; 195, 1-2-4; 196, 1 e 2; 197, 4; J. A. Martigny, Dict. des antiq. chrétien., Parigi 1899, pp. 747-48; F. X. Kraus, Gesch. der christl. Kunst, I, Friburgo in Br. 1896, pp. 70 e 148, fig. 91; H. Leclercq, Suzanne, in DACL, XIV (1951), coll. 1742-52.

Pasquale Testini

ICONOGRAFIA

Il pittore barocco Baldassarre Croce affrescò nella chiesa di S. S. martire a Roma nei primi anni del sec. XVII le scene cantate da Daniele sull'eroina S.; tra esse pure l'episodio della giovane donna che viene sorpresa nel bagno dai due vecchi.

Solo questo episodio, tra tutte le storie di S., ebbe un gran successo nell'arte del Cinquecento e del Seicento, che lo concepiva quale scena profana di genere. La sua più antica raffigurazione risale agli ultimi anni del sec. XV e si vede tra gli affreschi del Pinturicchio nell'appartamento Borgia del Palazzo Vaticano. Quali notevoli pitture cinquecentesche, che hanno come soggetto « S. nel bagno e i due vecchioni » si citano: il pannello di Lorenzo Lotto, già della raccolta Benson a Londra; due quadri di Jacopo Tintoretto, dai quali uno nella raccolta Nemes a Monaco di Baviera e il secondo nel Museo di Vienna; due quadri di Paolo Veronese, dai quali uno al Louvre di Parigi e il secondo all'Accademia di S. Luca a Roma; e pure due quadri di Jacopo Bassano detto da Ponte, dei quali uno nel Museo civico di Bassano e il secondo nel Museo di Nîmes (Francia). Per la pittura secentesca sono da ricordare il quadro di P. P. Rubens della Pinacoteca Sabauda a Torino e un altro alla Galleria Borghese a Roma, quello di Gherardo delle Notti della Galleria Borghese a Roma, quello di Guido Reni agli Uffizi, quello di Artemisia Gentileschi del Museo di Napoli. - Vedi tav. CVIII.

STORIE DI SUSANNA. In alto: I vecchioni tentano di indurla al peccato (davanti all'edificio del bagno, Daniele, anticipazione dell'artista). La scena dell'accusa è stata riprodotta al vol. VI, tav. XVII. In basso: Susanna in atteggiamento di orante rende grazie per la liberazione. L'orante maschile
Tav. CVIII STORIE DI SUSANNA. In alto: I vecchioni tentano di indurla al peccato (davanti all'edificio del bagno, Daniele, anticipazione dell'artista). La scena dell'accusa è stata riprodotta al vol. VI, tav. XVII. In basso: Susanna in atteggiamento di orante rende grazie per la liberazione. L'orante maschile è forse suo marito. Affresco della cosiddetta Cappella greca (sec. II) - Roma, cimitero di Priscilla.(fot. Pont. Comm. arch. sacra)
Bibliografia
BIBL.: K. Künstle, Ikonographie der Christlichen Kunst, I, Friburgo i. Br. 1928, p. 302.

Witold Wehr

Informazioni sulla voce

Di Giovanni Rinaldi, Pasquale Testini, Witold Wehr

Fonte Giovanni Rinaldi: firma a stampa; Pasquale Testini: firma a stampa; Witold Wehr: firma a stampa

Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. XI (1953), coll. 1589–1592.

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Rinaldi, Giovanni, Pasquale Testini, and Witold Wehr. “Susanna.” In Enciclopedia Cattolica, vol. XI, coll. 1589–1592. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953. https://azioneromana.com/it/article/susanna.

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Rinaldi, Giovanni, Pasquale Testini, and Witold Wehr. “Susanna.” Enciclopedia Cattolica, vol. XI, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953, coll. 1589–1592. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/susanna.

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