SUSANNA

ARCHEOLOGIA. - Il più antico ciclo pittorico relativo alla storia di S. è nelle due pareti lunghe della cosiddetta Cappella greca nel cimitero di Priscilla (sec. 11); ivi è rappresentata S. sorpresa dai due vecchioni, l'accusa e il ringraziamento per la liberazione (Wilpert, Pitture, tav. 14). In Callisto è il giudizio di S. (ibid., tav. 86); altre scene di S. sono nei cimiteri di Domitilla (ibid., tav. 142, 1), nel Maius (ibid., tav. 220) e in quello «inter duas lauros» (ibid., tav. 232, 3). Tipica è la scena in Pretestato nell'arco di Celerina: S. è dipinta come una pecora tra due lupi indicati dalla scritta in nero SENIORIS (ibid., tav. 251); sopra la pecora leggesi il nome SUSANNA.

Tra le scene musive è da ricordare quella ormai perduta di S. Costanza in Roma, della quale resta qualche buona copia antica (cf. R. Michel, Die Mosaiken von S. Costanza in Rom, in Studien über christliche Denkmäler, 12 [1912], p. 25, passim).

Scarsi di numero sono pure i sarcofaghi finora noti con la scena di S., ma quasi tutti con più rappresentazioni, a ciclo completo: fatto spiegabile con la diversa

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(1ot. Pont. comm. arct. sacra)
Suzanna - S. sotto le sembianze di una pecora insidiata da due lupi. Affresco sulla fronte dell'arcosolio di Celerina (metà del

possibilità e lo spazio maggiore a disposizione dello scultore. Daniele profeta è il personaggio preminente, in tutta la follia, spesso seduto in qualità di giudice davanti alla tenda (velum) che lo separa dal popolo. I senatori in vari atteggiamenti possono essere imberbi (sarcofagi gallici) o barbati (sarcofagi romani). Il sarcofago di Gerona (Wilpert, *Sarcofagi*, tav. 196, 1) ha fra tutti il ciclo più vasto dell'episodio di S. Le scene si susseguono ininterrottamente da destra a sinistra, iniziando dal tentativo dei senatori fino all'esecuzione capitale degli stessi. Gli altri sarcofagi con la medesima scena non presentano altre varianti di rilievo; qualcuno poi è ancora dubbio (cf. bibl.).

Notevole interesse presentano per la cura di S. il notissimo disco vitreo di Lotario II figurato con tutto il ciclo biblico, ora al British Museum (cf. Ph. Lauer, *Le joyaux carolingien de Waulsort sur Meuse*, in *Bull. de la Soc. nat. des antig. de France*, 1908, pp. 102-107); le due coppie di vetro di Homblières e di Podgoritza (cf. J. Pilloy, *Coupe gravée en verre trouvée à Abbeville, commune d'Homblères (Aise) dans une sépulture du IVe siècle*, in *Gazette archéol.*, 1884, pp. 224-30, tav. 32-33; G. B. De Rossi, *Insigne tazza vitrea figurata*, in *Bull. d'arch. crist.*, 2a serie, 5 [1874], pp. 153-55, tav. 11; id., *L'insigne piatto vitreo di Podgoritza oggi nel Museo Basilewskit in Parigi*, ibid., 3a serie, 2 [1877], pp. 77-85, tav. 5-6); e la doppia scena rappresenta insieme a Daniele tra i leoni sulla faccia Brescia (v.). Ippolito vede in S. la rappresentazione della Chiesa di Cristo tra due popoli ostili, quello di Israele e quello «ex gentibus» (In Daniel, 1, 14, 5-6). Nella *Commendatio animae* si invoca il Signore perché liberi l'anima «sicut liberasti Susannam de falso crimine».

Bibl.: Wilpert, *Pitture*, p. 112 e spec. 334-337; tav. 14; 86; 142, 1; 220; 232, 3; 251; id., *Sarcofagi*, II, pp. 251-55, fig. 158 e 159, tav. 124, 3; 195, 1-2-4; 106, 1 e 2; 197, 4; J. A. Martigny, *Diet. des antig. chrétien.*, Parigi 1899, pp. 747-48; F. X. Kraus, *Gesch. der christl. Kunst.*, I, Friburgo in Br. 1896, pp. 70 e 148, fig. 91; H. Leclercq, *Suzanne*, in *DACL*, XIV (1951), coll. 1742-52. Pasquale Testini.

Iconografia. — Il pittore barocco Baldassarre Croce affresco nella chiesa di S. S. martire a Roma nei primi anni del sec. XVII le scene cantate da Daniele sull'eroina S.; tra esse pure l'episodio della giovane donna che viene sorpresa nel bagno dai due vecchi.

Solo questo episodio, tra tutte le storie di S., ebbe un gran successo nell'arte del Cinquecento e del Seicento, che lo concepiva quale scena profana di genere. La sua più antica raffigurazione risale agli ultimi anni del sec. XV e si vede tra gli affreschi del Pinturicchio nell'appartamento Borgia del Palazzo Vaticano. Quali notevoli pitture cinquecentesche, che hanno come soggetto «S. nel bagno e i due vecchioni» si citano: il pannello di Lorenzo Lotto, già della raccolta Benson a Londra; due quadri di Jacopo Tintoretto, dai quali uno nella raccolta Nemes a Monaco di Baviera e il secondo nel Museo di Vienna; due quadri di Paolo Veronese, dai quali uno al Louvre di Parigi e il secondo all'Accademia di S. Luca a Roma; e pure due quadri di Jacopo Bassano detto da Ponte, dei quali uno nel Museo civico di Bassano e il secondo nel Museo di Nîmes (Francia). Per la pittura secentesca sono da ricordare il quadro di P. P. Rubens della Pinacoteca Sabauda a Torino e un altro alla Galleria Borghese a Roma, quello di Gherardo delle Notti della Galleria Borghese a Roma, quello di Guido Reni agli Uffizi, quello di Artemisia Gentleschi del Museo di Napoli. — Vedi tav. CVIII.

Bibl.: K. Künstle, *Iconographie der Christlichen Kunst.*, I, Friburgo i. Br. 1928, p. 302. Witold Wehr.