Enciclopedia Cattolica vol. XI, 1953

TABERNACOLO (TABERNACULUM)

English Cita

CONOPEO rimanda qui.

TABERNACOLO - Sacello « Christi tabernaculum » con la tomba di Faustiniano e base dell'altare (sec. v) - Concordia Sagittaria.
TABERNACOLO - Sacello « Christi tabernaculum » con la tomba di Faustiniano e base dell'altare (sec. v) - Concordia Sagittaria.

TABERNACOLO (Tabernaculum). - Dal latino taberna (= baracca costruita con tavole di legno), indica l'attendamento da campo dell'esercito romano; corrisponde a casetta a doppio spiovente con chiusura a tendaggi (cf. sculture nelle colonne Traiana e Aurelia), e tenda di magistrati romani in missione.

Nella bassa latinità t. equivale anche ad edicola sacra in forma di casa e di qui passò a significare una forma precisa di tomba; non doveva essere dissimile dalle tettoie teg(u)latae (donde si spiega come sepolcri si trovino sub teglata) una specie di ciborium con un tetto coperto di tegole. Come dice un'iscrizione del sec. v(scavi 1950) di Concordia Sagittaria (Venezia), la voce t. indica anche sacello, cappella funeraria, piccolo vano rettangolare, a celle, la cui apertura era inquadrata da colonnine a guisa di pro-tiro e nicchie, a tre a tre, allineate sullo sfondo a perimetro esterno rettangolare; questo recinto sepolcrale, con copertura a volta, era provvisto di altare con reliquie, posto dinanzi alla tomba di Faustiniana, famula Christi, la quale raccomanda se stessa e la sua sepoltura «Christi tabernaculo ac sanctorum memoriae». In questo senso t. ricorre anche a Tipasa; infatti accanto alla chiesa martyrium di S. Salsa, un'iscrizione dice che questo oratorio, in relazione al culto tributato alla Santa, era la memoria iniziale, il breve tabernaculum, dove, secondo la Passione, il corpo della Santa aveva riposato.

Illustration
TABERNACOLO - Torre eucaristica, opera di Matteo Lajens (1450), alta m. 12,50 - Lovanio, chiesa di S. Pietro.
TABERNACOLO - Torre eucaristica, opera di Matteo Lajens (1450), alta m. 12,50 - Lovanio, chiesa di S. Pietro.(da Studia Eucharistica, Anversa 1916, tov. 3)

Nella liturgia cattolica t. è un'edicola chiusa ed elevata, posta nel centro dell'altare dove si conserva la S.ma Eucaristia. Anticamente le sacre Specie si custodivano nel conditorium (armadio) in loculi speciali a forma di edicola, in sacristia, o sotto la mensa dell'altare, nel muro dell'abside; nel sec. XI cominciarono a conservarsi sull'altare (cf. Admonitio synodalis [PL 96, 1375] e Regi-none di Prüm, De synodalibus causis [PL 132, 87]), entrando così nell'uso liturgico le colombe eucaristiche sospese sotto il tegurium o ciborium, che richiama ancora il significato primo di t., mentre conditorium richiama il concetto di sepolcro. Nel sec. XII la voce assume nome e funzione di t., come edicola praticata presso i muri dell'altare, notevoli sono pure le torri eucaristiche gotiche. Nel sec. XV si ha il vero e proprio t. Per primo il vescovo di Verona; G. Matteo Giberti (1524-43), costruì nella sua Cattedrale l'altare maggiore con nel mezzo un t. eucaristico. Così esso diviene ben presto il centro del culto eucaristico con carattere permanente, cioè anche fuori della Messa; e l'arte lo arricchisce con i più eleganti partiti costruttivi e decorativi. La primitiva edicola assume forme di tempietti rettangolari, ottagoni, rotondi, con colonne, statue, marmi, bronzi, ecc. Sopra il tempietto è posta la Croce e nel centro si apre una porta, quasi sempre cesellata e spesso arricchita di pietre preziose e di figurazioni sacre. Gli schemi artistici classici o barocchi creano una svariata iconografia del t., che, in piccolo, riproduce i partiti della grande architettura. Nel rito bizantino l'artoforio corrisponde al t. del rito latino » (C. Costantini).

Fra i t. più notevoli per valore artistico, elegante struttura e squadra decorazione, vanno ricordati i t. dell'Orcagna in Orsanmichele a Firenze, di Mino da Fiesole nella cappella Medici della chiesa di S. Croce a Firenze, di I. Sansovino nel Museo naz. di Firenze, del Vecchietta sull'altar maggiore della cattedrale di Siena, di A. Riccio nella cappella del S.mo Sacramento della basilica di S. Maria Maggiore a Roma, di G. L. Bernini nella cappella del S.mo Sacramento nella basilica di S. Pietro a Roma (v. anche EUCARISTIA nella LITURGIA, V, coll. 775-79).

BIEL.: Ch. Daremberg-E. Saglio, Tabernaculum, in Diction. des Antiq., V, pp. 11-13; G. Jacob, L'arte a servizio della Chiesa, Pavia 1900, passim; E. Diehl, Inscript. lat. christ. vet., Berlino 1931, 2064; C. e G. Costantini, Fede ed arte, II, Roma 1946, passim; P. L. Zovatto, T. in un'epigr. sepolcr. concordiese, in Epigraphica, 11 (1949), pp. 64-67; id., Antichi monumenti cristiani di I. Concordia Sag., Roma 1950, p. 43 sec.

Paolo Lino Zovatto

NORME LITURGICHE

L'uso, introdotto dal vescovo di Verona, fu appoggiato dai Papi e nel 1614 Paolo V nella edizione del Rituale romanum lo rese obbligatorio per tutta Roma e ne raccomandò l'uso anche ad altre diocesi. Fuori d'Italia tardò ad introdurarsi, nonostante che il Sinodo provinciale di Tolosa del 1590 lo avesse imposto. Il Sinodo provinciale di Costanza del 1609 invece lasciava libertà per la conservazione della S.ma Eucaristia «vel in ipso altari secundum morem romanum vel in latere sinistro chori prope altare» (F. Raible, Der Tabernakel einst u. jetzt, Friburgo in Br. 1908, p. 422). Si continuò così fino al 21 ag. 1863, quando la S. Congregazione dei Riti impose l'adozione del t. sull'altare, vietando ogni altra forma di custodia della S.ma Eucaristia. L'obbligo è stato ribadito dal can. 1269 del CIC. La Congregazione dei Sacramenti, poi, in data 26 maggio 1938 ha emanato un'Istruzione che dà norme precise in materia (AAS 30 [1938], pp. 198-207). Nell'attuale disciplina della Chiesa la S.ma Eucaristia deve esser dunque conservata unicamente nel t. fisso e inamovibile posto nel mezzo dell'altare. Esso è obbligatorio per tutte le chiese cattedrali e parrocchiali. Nelle cattedrali e collegiate a motivo dell'ufficio corale il t. non deve stare sull'altare maggiore ma in altro altare laterale o in una cappella destinata appositamente a questo fine. Nelle chiese parrocchiali invece il t. deve stare sull'altare maggiore; niente tuttavia proibisce che possa stare in altro altare convenientemente ornato. L'Eucaristia non può essere conservata che in un solo t. (S. Congr. dei riti, decr. 3449, ad 1).

Non vi sono norme riguardanti la forma del t.: essa è lasciata al genio dell'artista; ma è

(fot. Alinari)

TABERNACOLO - T. di Giovanni della Robbia - Firenze, Museo nazionale.

sempre necessario che abbia una sola apertura e che lo sguardo non penetri nel suo interno. È proibito collocarvi dentro delle lampadine elettriche. L'interno deve essere dorato o ricoperto almeno di seta bianca (S. Congr. dei Riti, decrr. 3150, 3254, 3709, 4035). Il t. non deve servire per base a statue, immagini o reliquie (decr. 2613, 2740); vi può esser collocata sopra la Croce per la Messa, quando non si può provvedere altrimenti (decr. 4136). Il tronetto per la esposizione vi può esser collocato soltanto durante l'esposizione solenne del S.mo Sacramento. Oltre la S.ma Eucaristia niente altro può essere custodito nel t., il quale deve sempre essere coperto da un conopeo di stoffa bianca o dei colori liturgici del giorno. L'uso del conopeo è tassativo (decr. 3520, 4137), ma in caso di t. grandiosi o artistici la legittima autorità può dispensare dal conopeo. La chiave del t. deve essere d'oro o d'argento, e, se di ferro, argentata o dorata, e deve essere gelosamente custodita dal parroco o da persona addetta alla chiesa che riscuota la sua piena fiducia. Davanti al t. deve ardere giorno e notte almeno una lampada alimentata con olio o cera di api, o, in mancanza di caso, su parere dell'Ordinario del luogo, con altri olii vegetali (can. 1271). - Vedi tav. CXIX.

In alto a sinistra: TABERNACOLO di B. Cellini (sec. XVI) - Milano, chiesa di S. Antonio Abate. In alto a destra: TABERNACOLO in bronzo dorato di G. L. Bernini (sec. XVII) - Basilica di S. Pietro in Vaticano, cappella del Sacramento. In basso a sinistra: TABERNACOLO in bronzo dorato, eseguito da G. S
Tav. CXIX In alto a sinistra: TABERNACOLO di B. Cellini (sec. XVI) - Milano, chiesa di S. Antonio Abate. In alto a destra: TABERNACOLO in bronzo dorato di G. L. Bernini (sec. XVII) - Basilica di S. Pietro in Vaticano, cappella del Sacramento. In basso a sinistra: TABERNACOLO in bronzo dorato, eseguito da G. Scalzo (2ª metà del sec. XVI) su disegno del Riccio, con Angeli di O. Torrigiani - Roma, basilica di S. Maria Maggiore, cappella del Sacramento. In basso a destra: TABERNACOLO in bronzo, eseguito da Lorenzo di Pietro, detto il Vecchietta (1467-72), i due Angeli portacandelabri sono di Giovanni di Stefano (1489), per la chiesa dello Spedale di S. Maria della Scala - Siena, altare maggiore della Cattedrale.(fot. Gab. fot. unc.) · (fot. Alinari)
Bibliografia6 opere
BIBL.: J. Braun, Der christl. Altar, Monaco 1932; L. R. Barin, Catech. litur., I, Rovigo (1934), pp. 306-11; L. Eisenhofer, Comp. di lit., Torino-Roma 1940, pp. 61-62; L. Köster, De custodia S.ma Eucaristiae, Roma 1940; A. Grazioli, Nel centeno della morte di G. M. Giberti, in Scuola cattol., 1945, p. 113 agg.; M. Righetti, Man. di Stor. Lit., I, Milano 1950, pp. 426-28.

Silverio Mattei

Informazioni sulla voce

Di Paolo Lino Zovatto, Silverio Mattei

Fonte Paolo Lino Zovatto: firma a stampa; Silverio Mattei: firma a stampa

Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. XI (1953), coll. 1678–1681.

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Zovatto, Paolo Lino, and Silverio Mattei. “Tabernacolo (Tabernaculum).” In Enciclopedia Cattolica, vol. XI, coll. 1678–1681. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953. https://azioneromana.com/it/article/tabernacolo-tabernaculum.

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Zovatto, Paolo Lino, and Silverio Mattei. “Tabernacolo (Tabernaculum).” Enciclopedia Cattolica, vol. XI, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953, coll. 1678–1681. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/tabernacolo-tabernaculum.

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