TIENTSIN, DIOCESI DI

TIENTSIN, DIOCESI di. - Nella parte nord-orientale della provincia del Hopeh, sulla costa del Mar Giallo.
TIENTSIN, DIOCESI di. - Nella parte nord-orientale della provincia del Hopeh, sulla costa del Mar Giallo.

Fu eretta in vicariato ap., con il nome di Celi marittimo, il 27 apr. 1912, per divisione del vicariato ap. del Celi settentrionale (v. PECHINO) e fu affidata alla Congregazione della Missione, che, per il lavoro apostolico, vi manda i religiosi della provincia di Parigi. Il 3 dic. 1924 prese il nome di T. e l'11 apr. 1946, con l'istituzione della gerarchia episcopale in Cina, fu elevata a diocesi, suffragante di Pechino. Ha un'estensione di ca. 12.500 kmq. Al 30 giugno 1947, su una popolazione totale di ca. 3.500.000 ab., i cattolici erano 50.000; i sacerdoti 85, di cui 46 cinesi; i seminaristi maggiori 5, i minori 25; i fratelli laici 32, di cui 14 cinesi; le suore 132, di cui 70 indigene. Tra le opere figuravano 4 ospedali, 3 dispensari di medicinali, 2 orfanotrofi, 1 ospizio per vecchi, 20 scuole con 6743 alunni. A T. aveva pure sede l'Università Cattolica Tsinkou, retta dai Gesuiti, che nel-l'anno accademico 1946-47 contava 721 studenti.

A metà del secolo scorso, sull'attuale territorio di T., non vi era alcun sacerdote con dimora stabile: i ca. 200 cristiani sparsi su di essa erano visitati solo per-ridicamente da missionari di Pechino. Verso il 1858 vi fu inviato il sacerdote cinese Siu, che, avendo fama di abile medico, poté fermarsi nella città di T. come farmacista e di nascosto istruiva e battezzava; ma, scoperto, fu imprigionato e costretto all'inazione completa. Nel 1869 fu costruita una chiesa a T., ma l'anno dopo fu bruciata, durante una nuova persecuzione in cui furono trucidati il sacerdote cinese Ou, il p. Chevrier e 10 suore Figlie della Carità. Altri gravi massacri si verificarono nel 1900 per opera dei Boxers, ma nel 1903 i cristiani erano 3345, saliti a 31.898 nel 1911, l'anno antecedente all'erezione di T.

TIENTSIN - TIEPOLO GIOVANNI BATTISTA

cogitatio, tepida conversatio; quorum obedientia sine devotione, sermo sine circumspectione, oratio sine cordis intentione, lectio sine aedificatione, quosque denique vix gehennae metus inhibet, vix frenat ratio, vix disciplina coërcet» (Sermo 6 in Ascen. Dom.). Il tiepido provoca «il vomito», riprovazione di Dio, come all' «angelo» di Laodicea dice il Signore: «Poichè sei tiepido e non fervente né freddo, sto per vomitarti dalla mia bocca» (Apoc. 3, 16).

Talvolta la t. tien dietro ad un periodo di fervore, per difetto di costanza nella vita spirituale. L'anima si lascia dominare da una progressiva negligenza. Compiaciuta della propria mediocrità, PERVERZIONE (v.). Dissipata e tutta esteriorizzata, si espone con imprudenza ai pericoli, resiste solo a metà al fuoco della tentazione.

I rimedi sono quelli imposti all' «angelo» di Laodicea (Apoc. 3, 18-19): energico, radicale ritorno all'antico fervore, iniziando una vita decisamente tesa, attraverso sforzi e rinunzie, al progresso e alla perfezione spirituale.

BIBL.: P. Lancisius, Causae et remedia ariditatis, Anversa 1643; G. B. Scaramelli, Direttorio ascetico, 1. 3°, art. 5°; C. Grimbert, L' aridité et certains processus psychopathologiques, in Etudes carmélitaines, 22 (1937, II), pp. 121-31; P. Pourrat, Tiedeur, in DThC, XV, coll. 1026-29; R. Daeschler, Aridité, in DSp. I, coll. 845-55; R. Biot e B. Galimard, Guida medica delle vocazioni sacerdotali e religiose, vers. II., Milano 1940, pp. 164-70. Antonio Blasucci