TREVISANATO, GIUSEPPE LUIGI. — Cardinale n. a Venezia il 15 febbr. 1801, m. ivi il 28 apr. 1877.

Ordinate sacerdote nel 1824, divenne professore di S. Scrittura al Seminario patriarcale e si dedicò con impegno a lavori di esegesi biblica e allo studio delle lingue orientali. Dopo aver ricoperto con onore gli uffici di canonico teologo della Basilica Marciana, di esaminatore porosonale e di censore patriarcale, ed essersi distinto come oratore, fu eletto da Pio IX il 15 marzo 1852 vescovo di Verona. Ma, prima ancora che prendesse possesso della sede, venne chiamato dallo stesso Pontefice a succedere a Zaccaria Bricito sulla cattedra arcivescovile di Udine (27 sett. 1852).
In seminario rinnovò gli studi ecclesiastici, assumendosi l'insegnamento delle lingue orientali. Sotto il suo episcopato avvenne (1854) la solenne traslazione in Fagagna dei ss. Fabio e Vincenzo, corpi santi estratti dal cimitero di S. Ermete e donati dieci anni prima da Gregorio XVI al card. Asquini.
Pio IX, il 7 apr. 1862, lo promosse patriarca di Venezia e nel Concistoro del 16 marzo 1863 lo creò cardinale del titolo dei SS. Nereo ed Achilleo. Nelle difficoltà circostanze che caratterizzarono gli ultimi tempi del dominio austriaco, si adoperò incessantemente per venire incontro ai patrioti e per impetrare ed ottenere non poche grazie a condannati politici. E nel trapasso di regime dimostrò ancora una volta doti di spiccata prudenza e di accesa carità. Comprese subito l'importanza dei nuovi movimenti di Azione Cattolica: fu largo di consigli e di aiuti a Giovanni Battista Paganuzzi e nel 1874 presiedette in Venezia la grande assise dell'Opera dei Congressi.