VARISCO, BERNARDINO

VARISCO, Bernardino. - Filosofo spiritualista, n. a Chiari (Brescia) il 20 aprile 1850 e quivi m. il 21 ott. 1933.

La sua fama cominciò col premio di filosofia dei Lincei (1900) che lo portò nel 1905 dall'insegnamento delle Scuole inferiori alla cattedra di filosofia dell'Università di Roma che tenne fino al 1925.

Pensatore austero e solitario, il V. ha sviluppato il proprio pensiero con rigorosa continuità passando da una prima fase d'ispirazione positivista ad una filosofia critica che infine si è sforzata di chiarirsi come uno spiritualismo cristiano dentro i principi fondamentali del pensiero moderno. L'originalità della evoluzione del V. è da una parte nell'insoddisfazione della posizione che volta a volta egli sta attraversando e la conseguente esigenza critica ch'egli viene elaborando per superarla (positivismo, idealismo) e dall'altra nella persistenza e approfondimento di alcune istanze fondamentali (la pluralità dei soggetti, la sopravvivenza personale, la fondazione della coscienza morale, la personalità di Dio) ch'egli intende portare alla piena consapevolezza critica. Il nucleo teorico di questa tensione si è venuto sempre più chiarendo attorno al rapporto fra i due piani della coscienza ch'egli ha indicato come «pensiero vissuto» e «pensiero logico». Il pensiero vissuto è dato dall'attività dei soggetti singoli in cui si manifesta empiricamente il pensiero logico: l'empiricità del pensiero vissuto è data da tutto il complesso di funzioni di elaborazione dell'esperienza, dalle sensazioni elementari fino alle più complicate sintesi percettive, che condizionano l'apparire del pensiero logico in varia misura a seconda della diversità degli oggetti. I fattori principali che operano nel pensiero vissuto sono per il V. sentimento, l'interesse, l'educazione, la cultura, il linguaggio: l'elemento più vissuto del pensiero vissuto è il «sentimento», e qui si palesa nel V. l'evidente influsso del Rosmini. Gli altri fattori, e soprattutto l'interesse e il linguaggio, condizionano la «trascendenza» del pensiero stesso, che perciò si presenta come un «fare». Il «pensiero logico» è il pensiero universale e necessario il quale, secondo il V., non può derivare che da una coscienza «numericamente unica»: cioè se la «materia» (pensiero vissuto) può essere attribuita ai soggetti singoli, non così la «forma» come elemento costitutivo essenziale. V. precisa: l'uomo, in quanto il suo pensiero ha il carattere di universalità necessaria, non è più quel tale soggetto singolo (empirico), ma è sottoposto ad un'attività unica e fondamentale, lo Spirito o l'Attività in maiuscolo.

L'ultimo pensiero di V. è tutto proteso nell'identificazione di tale Spirito o Attività universale col Dio personale del Cristianesimo (spec. nel postumo Dall'uomo a Dio). Poiché non è possibile attività di pensiero senza la comunicazione fra i soggetti singoli; ma questa non può essere garantita dai singoli perché «dimenticano» (dottrine della subcoscienza): Dio invece non dimentica perché la coscienza divina è creatrice ed ha quindi tutto e sempre presente. Perciò quando diciamo: «l'uomo dimentica» indichiamo il passaggio dalla coscienza alla subcoscienza del singolo: quando diciamo «l'uomo ricorda» significa che riappare nella coscienza divina in cui era sempre attualmente presente con tutte le sue determinazioni. In conclusione: ogni singolo, in quanto creatore dell'esperienza, è soggetto ad un'intrinseca necessità non riducibile alla sua unità empirica; quindi non è creatore della propria esperienza che dev'essere un Pensiero autosufficiente, il creatore e il soggetto dell'esperienza umana totale. Tale Pensiero ch'è non ha bisogno d'altro, e di cui tutto il resto ha bisogno, deve essere pienamente consapevole e ciò prova che la coscienza e il sapere sono in ultimo unum et idem (cf. Dall'uomo a Dio, p. 276 sgg.).

Il Pensiero assoluto è Dio, perché non può risolversi nella totalità del pensiero umano che, come tale, manca di unità e quindi di universalità e di valore. Di qui il V. CRISTO. Infatti se è vero che il pensiero dell'uomo implica, cioè sottintende, il pensiero divino, non s'identifica però con esso, ma ne è piuttosto una formazione reale; cioè il pensiero umano in parte è opera del singolo (pensiero vissuto), in parte rimanda al Pensiero Totale (pensiero logico). Ma allora, conclude il V., non

è ammissibile che l'uomo tragga da Dio soltanto il suo pensiero e così resta dimostrata la trascendenza creatrice di Dio perché la coscienza del Creatore non si risolve nella coscienza dei singoli, come viceversa ciascuna di queste non si risolve in quella.

BIBL.: opere princip.: Scienza e opinioni, Roma 1901; Le mie opinioni, Roma-Milano 1903; Introduzione alla filosofia naturale, Roma 1903; Studi di filosofia naturale, ivi 1903; Forza ed energia, Pavia 1904; La conoscenza, ivi 1904; I massimi problemi, Milano 1910, 2a ed. ivi 1914; Conosci le stesse, ivi 1912; Discorsi politici, Roma 1926; Sommario di filosofia, ivi 1928; Linee di filosofia critica, 2a ed. ivi 1931; Dall'uomo a Dio, a cura di E. Castelli e G. Alliney, Padova 1939; Il pensiero vissuto, a cura di E. Castelli, Roma 1940; La scuola per la vita, 3a ed., Firenze 1941; Studi autobiografici in Die Philosophie d. Gegenwart in Selbstdrast., VI, Lipsia 1927; P. Carabellese, s. V. ENOCH. Ital., XXXIV, p. 1008 sq.; A. Levi, Il pensiero filosofico di B. V., in Riv. trim. di studi filosofici, 1920 (con bibl.); E. Castelli, Il problema teolog. in B. V., in Scritti filosofici per le onoranze nazionali, a B. V. nel LXXIV anno di studi, Firenze 1925, pp. 121-142; A. Pastore, Verità e valore nel pensiero filosofico di B. V., ibid., pp. 255-268; E. De Negri, La metafisica di B. V., Firenze 1929; G. Alliney, La filosofia di B. V., Roma 1934; id., B. V., Milano 1943; C. Librizzi, La filosofia di B. V., Catania 1936; id., Il pensiero di B. V., Padova 1942; V. Kuiper, Lo sforzo verso la trasformazione, Roma 1940; C. Fabro, Percez. e pensiero, Milano 1941, pp. 253-271; M. F. Sciacca, Il secolo XX, parte 1, ivi 1942, pp. 241-266; P. C. Drago, La filosofia di B. V., Firenze 1944; G. Calogero, La filosofia di B. V., Messina 1950.