VERNA, SANTUARIO della. - Monte staccato dell’Appennino centrale (punto più alto, la Penna, m. 1284), in provincia e diocesi d’Arezzo, offerto in dono a s. Francesco d’Assisi nel 1213 dal conte Orlando Catani di Chiusi in Casentino, in occasione d’un loro fortuito incontro sul castello di S. Leo in Montefeltro per una festa di cavalieri.
Spediti due compagni ad esplorarlo e trovato altissimo alla contemplazione, s. Francesco l’accettò, e sei volte vi si ritirò dal 1214 al 1224 per trascorrervi periodi di raccoglimento in penitenza e in preghiera, e nell’ultima vi ricevette le Sacre Stimate. Il monte perciò ne prese fama e venerazione di Calvario francescano oltre che presso i Frati Minori, anche nel popolo, che v’iniziò subito pellegrinaggi di devozione ininterrotti fino ai nostri giorni. I primi religiosi abitarono in povere celle fatte di legname e di terra. Nel 1216 sorse la prima chiesetta, che s. Francesco volle dedicata a S. Maria degli Angeli su dimensioni dategli dalla stessa Madre di Dio in una memoranda visione. Seconda in ordine di tempo fu costruita la chiesa delle Stimate, sul luogo stesso del prodigio (1263), terza fu la chiesa Maggiore (1348), innalzata da Benedetto XV a basilica minore (23 ag. 1921: cf. AAS, 13 [1921], pp. 472-73). Attorno ai tre sacri edifici e al convento lentamente sviluppatosi, come nella meravigliosa selva di faggi e d’abeti, fiorirono oratori e cappelle a ricordo di particolari momenti della vita di s. Francesco, o in memoria di santi e beati dell’Ordine, e d’altri, legati in qualche modo con il sacro monte. Nel sec. XV il Comune di Firenze cominciò ad esercitarvi, per mezzo dei Consoli dell’Arte della Lana, un diritto di protezione e tutela affidatogli da Eugenio IV (1431). Luca ed Andrea della Robbia con la loro scuola vi lavorarono, lasciandovi 12 mirabili tavole, tra le quali si segnalano principalmente l’Annunziazione, la Natività.

VERNAZZA, BATTISTA, venerabile - Ritratto premesso alle Opere spirituali della Reverenda et devotissima vergine di Christo donna Battista da Genova canonica Regolare Lateranense. Venezia, per i tipi degli eredi di Francesco Ziletti, 1588 - Roma, esemplare della Postulazione Generale dei C.R.L.
l’Ascensione (chiesa Maggiore), Madonna della Cintola (S. Maria degli Angeli), la Crocifissione (chiesa delle Stimate). Nel periodo precedente vi dipinsero Giotto e Taddeo Gaddi, nel successivo Grimo Gerini di Pistoia, forse Burlotome della Gatta, fra’ Emmanuele da Como. Dal sec. XV in poi si avvicendarono alla Verna: Osservanti (1431-1625) e Riformati (1625-1897), finché in quest’ultimo anno si riunirono sotto l’antico nome. A varie vicende andò soggetta anche la forma giuridica dell’azione del Comune di Firenze sul Santuario e le sue attinenze; fino a che il Concordato tra la S. Sede e l’Italia (1929) preparò una revisione di posizioni e un ritorno allo stato anteriore al 1866, anno della soppressione delle corporazioni religiose. Il 18 ott. 1934 veniva stipulato un Atto, con il quale il Comune di Firenze, continuando le secolari benemerenze verso il Santuario, immetteva nuovamente i Frati Minori nel pieno possesso dei loro antichi diritti. - Vedi tav. CXXXI.