VIENNA, ABCIDIOCESI di - Angelo. Una delle statue poste sulla colonna eretta in onore della S.ma Trinità e del Nove Cori Angelici, dopo la peste del 1679 - Vienna, «Graben».
definitiva repressione del pericolo turco (1683). Di quest'ultimo periodo di cultura unitaria, ancora profondamente religiosa e cristiana, V. e tutta l'Austria portano ancora le indelebili impronte. Più volte nella storia V. nella musica; alla fine del medioevo: Hofmusikkapelle, Burgkapelle, che sussiste ancora (Sänger-Knaben); nella prima metà del sec. XIX (i «Classici» viennesi come Mozart, Beethoven, Schubert, Bruckner ecc.), e, nel campo dell'opera ed operetta, fino ad oggi. Anche il teatro, molto favorito dalla Corte, fiorì sempre a V. Celebre la Scuola medica viennese: Gerardo Van Swieten, sotto Maria Teresa; Billroth (1829-1894); Wagner-Jauregg (1857-1940) ed altri. A V. fu eretto il primo Politecnico di Europa (1815). La Albertina è la collezione più ricca del mondo di disegni, incisioni (anche papiri, ecc.), con più di 600.000 fogli. V. possiede un numero elevato di Musei, spesso di rara importanza. Il Kunsthistorische Museum, di origine e proprietà della Casa imperiale, ha collezioni di ogni ramo dell'arte antica e moderna, con molti pezzi inestimabili, soprattutto in pittura. Il Kunstgewerbemuseum unisce tesori delle arti figurative ed applicate, con studi professionali; ricchissimi i Musei di tecnologia, del folklore (austriaco ed estero), di etnologia, di armi, di antichità della Città, di orologeria, ecc. La vecchia Hofburg (Palazzo imperiale), complesso pittoresco sorto fra i secc. XIV-XX, oltreché essere di alto valore storico-

(fot. Franz Vatura)
(per cortesia di mons. d. P. Frutzi)
Atlas des Wiener Stadtbildes, ivi 1919; O. Menghin-V. Wanschura, Urgesch. W., ivi 1924; J. Leixner, Wien (con bibl.), ivi 1926; H. Riehl, Der St. Stefansdom in W., Monaco 1926; E. Tomek, Spaziergänge durch Alt-W., 2 voll., Vienna 1927 e 1948; H. Tietze, W.: Kultur, Kunst u. Gesch., ivi 1931; H. Sassmann, Wienerisch (linguistica), Monaco 1935; E. Tomek, Kirchengesch. Österr., a voll., Innsbruck 1936-48 (fino al 1648; ricchissima specialmente per il periodo della Riforma e Contror., con bibl.); Eubel, II, p. 294; III, p. 354; IV, p. 368; V, p. 414: Bildende Kunst in Österr., a cura di K. Ginhart, 5 voll., Baden 1936-39, passim; F. Walter, Die Gesch. einer deutschen Grossstadt an der Grenze, 4 voll., Vienna 1940-44; J. Göbel, Stephansdom 1945 (documentazione delle distruzioni della Cattedrale), ivi 1945; R. Till, Wiener Stadtgeschichtsschreibung: Resultate u. Probleme, in Wiener Geschichtsblätter, 1947, p. 1 sgg.; id., Wiene geschichtl. Stellung in Wirtschaft u. Politik, Vienna 1947; E. Schaffran, Kunstgesch. Österr., ivi 1948, passim; A. Missong, Heiliges W. Ein Führer durch Wiene Kirchen u. Kapellen, 2ª ed., ivi 1948 (con ricca bibl.); A. T. Leitich, Vienna glorious: Weltstadt der Barock, ivi 1948; J. Schmitt, W. Kunstdenkmale W., ivi 1950; E. H. Hassinger, A. Klaar, W. Starygowski, Führer durch W., ivi (1951), con metodo scientifico nuovo, molte piante e schizzi, bibl.; K. Öttinger, Das Werden W., ivi 1951; R. K. Donin, Der Wiener Stefansdom u. seine Gesch., 2ª ed., ivi 1952; Fr. Kieslinger, Unser Dom: Bemerkungen über sein mittelalterl. Werden u. seine Schöpfer, ivi 1952 (riassunto dei risultati raggiunti durante la ricostruzione della Cattedrale); E. Tomek, Wien, in LThK. X, coll. 872-77; R. Meister, Wiener Universität, ibid., coll. 877-79. Giuseppe Löw
VI. CONGRESSO di V
Ebbe luogo negli anni 1814-15, per definire alcuni problemi lasciati sospesi con il Trattato di pace di Parigi (30 maggio 1814). Vi parteciparono rappresentanti dei governi d'Inghilterra, Prussia, Russia, Francia, Austria, Stati germanici, Svezia, Portogallo, Spagna, Danimarca e degli Stati d'Italia.Non vi fu mai un'assemblea plenaria e gli affari furono trattati dai rappresentanti delle maggiori potenze: Austria, Prussia, Russia ed Inghilterra. Malgrado i pro-

(fot. Bildarchiv d. Ö. Nationalbibliothek)