AAS 17 (1925), p. 619

MOTU PEOPEIO

DE PONTIFICIA COMMISSIONE SACRAE ARCHAEOLOGIAE DEQUE NOVO PONTIFICIO
INSTITUTO ARCHAEOLOGIAE CHRISTIANAE.

I primitivi cemeteri di Eoma cristiana con le cripte e le tombe dei
Papi e dei Martiri e i santuari eretti su quei gloriosi sepolcri, le basiliche
fiorite entro le mura dell'Urbe nell'età della pace, con i loro grandiosi
musaici, la serie innumerevole delle iscrizioni, le pitture e le sculture, la
suppellettile cemeteriale e liturgica, costituiscono per la santa Chiesa Bomana
un sacro patrimonio di pregio e di importanza senza pari. Sono,
invero, codesti, testimoni altrettanto venerandi che autentici della fede
e della vita religiosa dell'antichità ed insieme fonti di primissimo ordine
per lo studio delle istituzioni e della cultura cristiana, fin dai tempi più
prossimi agli apostolici.

Perciò, se i Eomani Pontefici riguardarono sempre come loro stretto
dovere la tutela e la custodia di tutto questo sacro patrimonio, negli ultimi
tempi intensificarono le loro sollecitudini segnatamente per quella che,
a buon diritto, se ne stima la parte più preziosa, cioè i cemeteri sotterranei,
comunemente appellati Catacombe.
Dotati di uno speciale carattere di religione e di santità, derivante
dagli insegnamenti e precetti della fede cristiana, inviolabilmente tutelati
dalle stesse leggi civili dell'Impero, i cemeteri nei secoli delle perse
cuzioni furono retti e governati dalla Chiesa, e dai Papi affidati per l'amministrazione
ai preti e ai diaconi, riconoscendosi dai Cesari pagani la
proprietà di quelli, non nei singoli fedeli, ma nella Chiesa medesima, rappresentata
dal Vescovo ; dominio proclamato poi, nell'avvento della pace
cristiana, e riconosciuto solennemente ai Eomani Pontefici, come ogni
altro ecclesiastico possesso, da Costantino il Grande e dai suoi successori.

Quando, dopo il tempestoso succedersi delle invasioni barbariche, i
Papi si videro costretti a spogliare le necropoli suburbane dei più cari
tesori, trasferendo all'ombra sicura delle basiliche intramurane le reliquie
dei loro predecessori e dei Martiri, non per questo abbandonarono la
cura di quei luoghi venerati, ma per molto tempo ancora si adoperarono
a restaurarli e a mantenerne aperti gli accessi alla pietà dei fedeli. Ed
il culto per i sacri cemeteri nella Chiesa Eomana non si estinse neppur
quando, causa le tristi vicende di tempi calamitosissimi, gli aditi ne
rimasero quasi tutti ostruiti; poiché anche allora i fedeli continuarono

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