AAS 21 (1929), p. 724

Ma la stessa accennata condizione generale dei tempi, l'attuale
vario agitarsi del problèma scolastico e pedagogico nei varii
paesi e il conseguente desiderio manifestatoci con filiale confidenza
da molti di voi e dei vostri fedeli, Venerabili Fratelli,
e l'affetto Nostro tanto intenso, come dicemmo, verso la gioventù,
Ci muovono a tornare più di proposito sull'argomento,
se non per trattarlo in tutta la sua quasi inesauribile ampiezza di
dottrina e di pratica, almeno per riassumerne i principi supremi,
metterne in piena luce le precipue conclusioni e additarne le
pratiche applicazioni.
Sia questo il ricordo, che del Nostro giubileo sacerdotale, con
intenzione ed affetto tutto particolare, dedichiamo alla cara gioventù
e raccomandiamo a quanti hanno missione e dovere di
occuparsi della sua educazione.
In verità, non mai come ai tempi presenti si è ragionato tanto
di educazione; onde si moltiplicano i maestri di nuove teorie
pedagogiche, si escogitano, si propongono e discutono metodi e
mezzi, non solo a facultare, ma a creare una educazione nuova di
infallibile efficacia, la quale valga a formare le nuove generazioni
per l'agognata felicità su questa terra.
Gli è che gli uomini, da Dio creati a sua immagine e somiglianza,
ed a Lui, perfezione infinita, destinati, come avvertono,
oggi più che mai nell'abbondanza del progresso materiale odierno,
l'insufficienza dei beni terrestri per la vera felicità degli individui
e dei popoli, così sentono più vivo in sè lo stimolo verso
una perfezione più alta, inserito nella loro stessa natura ragionevole
dal Creatore, e vogliono conseguirla principalmente con
l'educazione. Se non che, molti di essi, quasi insistendo di soverchio
nel senso etimologico della parola, pretendono estrarla
dalla medesima natura umana ed attuarla con le sole sue forze.
Onde in ciò errano facilmente, giacché, invece di dirigere la
mira a Dio, primo principio e ultimo fine di tutto l'universo,
si ripiegano e giacciono su sè stessi, attaccandosi esclusivamente
alle cose terrestri e temporanee; sicché continua ed incessante
sarà la loro agitazione fino a quando non rivolgano gli occhi e

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