AAS 21 (1929), p. 723
AD VENERABILES FRATRES PATRIARCHAS, PRIMATES, ARCHIEPISCOPOS, EPI-
SCOPOS, ALIOSQUE LOCORUM ORDINARIOS PACEM ET COMMUNIONEM
CUM APOSTOLICA SEDE HABENTES, ET AD DELECTOS FILIOS CHRISTIFI-
DELES CATHOLICI ORBIS UNIVERSOS: DE CHRISTIANA IUVENTAE EDU-
CATIONE.
PIO PP. X I
VENERABILI FRATELLI E DILETTI FIGLI
SALUTE E APOSTOLICA BENEDIZIONE
Rappresentanti in terra di quel Divino Maestro, il quale,
pure abbracciando nella immensità del suo amore gli uomini
tutti, anche peccatori e indegni, mostrò tuttavia di prediligere con
una tenerezza speciaHssima i fanciulli e si espresse in quelle parole
tanto commoventi: «lasciate che i pargoli vengano a me » , 1
abbiamo anche Noi in tutte le occasioni cercato di mostrare la
predilezione tutta paterna che loro portiamo, particolarmente
nelle cure assidue e negl'insegnamenti opportuni che toccano
l'educazione cristiana della gioventù.
Così facendoci eco del Divino Maestro, abbiamo rivolto la
parola salutare, ora dell'ammonimento, ora dell'esortazione, ora
della direzione, e ai giovani e agli educatori, e ai padri e alle
madri di famiglia, su varii punti dell'educazione cristiana, con
quella sollecitudine che si conviene al Padre comune di tutti i
fedeli, e con quella insistenza opportuna ed importuna, che
spetta all'ufficio pastorale, inculcata dall'Apostolo: « Insisti a
tempo opportuno e anche non opportuno: riprendi, esorta, sgrida,
con grande pazienza e dottrina » , 2 richiesta dai tempi nostri,
nei quali purtroppo si deplora una sì grande mancanza di chiari
e sani principi, anche circa i problemi più fondamentali.
1 MARC , X , 14: Sinite parvulos venire ad me.
2 II Tim., IV, 2: Insta opportune, importune: argue, obsecra, increpa in omni
patientia et doctrina.
SCOPOS, ALIOSQUE LOCORUM ORDINARIOS PACEM ET COMMUNIONEM
CUM APOSTOLICA SEDE HABENTES, ET AD DELECTOS FILIOS CHRISTIFI-
DELES CATHOLICI ORBIS UNIVERSOS: DE CHRISTIANA IUVENTAE EDU-
CATIONE.
PIO PP. X I
VENERABILI FRATELLI E DILETTI FIGLI
SALUTE E APOSTOLICA BENEDIZIONE
Rappresentanti in terra di quel Divino Maestro, il quale,
pure abbracciando nella immensità del suo amore gli uomini
tutti, anche peccatori e indegni, mostrò tuttavia di prediligere con
una tenerezza speciaHssima i fanciulli e si espresse in quelle parole
tanto commoventi: «lasciate che i pargoli vengano a me » , 1
abbiamo anche Noi in tutte le occasioni cercato di mostrare la
predilezione tutta paterna che loro portiamo, particolarmente
nelle cure assidue e negl'insegnamenti opportuni che toccano
l'educazione cristiana della gioventù.
Così facendoci eco del Divino Maestro, abbiamo rivolto la
parola salutare, ora dell'ammonimento, ora dell'esortazione, ora
della direzione, e ai giovani e agli educatori, e ai padri e alle
madri di famiglia, su varii punti dell'educazione cristiana, con
quella sollecitudine che si conviene al Padre comune di tutti i
fedeli, e con quella insistenza opportuna ed importuna, che
spetta all'ufficio pastorale, inculcata dall'Apostolo: « Insisti a
tempo opportuno e anche non opportuno: riprendi, esorta, sgrida,
con grande pazienza e dottrina » , 2 richiesta dai tempi nostri,
nei quali purtroppo si deplora una sì grande mancanza di chiari
e sani principi, anche circa i problemi più fondamentali.
1 MARC , X , 14: Sinite parvulos venire ad me.
2 II Tim., IV, 2: Insta opportune, importune: argue, obsecra, increpa in omni
patientia et doctrina.