AAS 21 (1929), p. 737

Abbiamo pertanto, come rilevammo nel citato nostro discorso,
due fatti di altissima importanza: « la Chiesa che mette a disposizione
delle famiglie il suo ufficio di maestra e di educatrice, le
famiglie che corrono a profittarne e danno alla Chiesa a centinaia,
a migliaia i loro figli, e questi due fatti richiamano e proclamano
una grande verità, importantissima nell'ordine morale e sociale.
Essi dicono che la missione dell'educazione spetta innanzi tutto,
sopratutto, in primo luogo alla Chiesa e alla Famiglia, spetta a
loro per diritto naturale e divino, e perciò in modo inderogabile,
ineluttabile, insurrogabile » . 1

Da tale primato della missione educativa della Chiesa e della
famiglia siccome grandissimi vantaggi, come abbiamo veduto,
provengono a tutta la società, così nessun danno può venire ai
veri e propri diritti dello Stato rispetto all'educazione dei cittadini,
secondo l'ordine da Dio stabilito.
Questi diritti sono partecipati alla società civile dall'autore
stesso della natura, non per titolo di paternità, come alla Chiesa
e alla famiglia, ma bensì per l'autorità che ad essa compete per
il promovimento del bene comune temporale, che è appunto il
fine suo proprio. Per conseguenza, l'educazione non può appartenere
alla società civile nel medesimo modo, in cui appartiene alla
Chiesa e alla famiglia, ma in modo diverso, corrispondente al
suo fine proprio.
Ora, questo fine, il bene comune di ordine temporale, consiste
nella pace e sicurezza, onde le famiglie e i singoli cittadini godano
nell'esercizio dei loro diritti, e insieme nel maggior benessere
spirituale e materiale che sia possibile nella vita presente, mediante
l'unione e il coordinamento della opera di tutti. Doppia è dunque
la funzione dell'autorità civile, che risiede nello Stato: proteggere
e promuovere; non già assorbire la famiglia e l'individuo, o sostituirsi
ad essi.
Pertanto, in ordine all'educazione, è diritto, o per dir meglio,
dovere dello Stato proteggere nelle sue leggi il diritto anteriore

1 Discorso agli alunni del Collegio di Mondragone, 14 Maggio 1929.

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