AAS 21 (1929), p. 738

- che abbiamo sopra descritto - della famiglia sull'educazione
cristiana della prole; e, per conseguenza, rispettare il diritto
soprannaturale della Chiesa su tale educazione cristiana.
Similmente spetta allo Stato proteggere il medesimo diritto
nella prole, quando venisse a mancare fisicamente o moralmente
l'opera dei genitori, per difetto, incapacità o indegnità, giacché,
il lorof diritto educativo, come sopra dichiarammo, non è assoluto
o dispotico, ma dipendente dalla legge naturale e divina,
e perciò sottoposto all'autorità e giudizio della Chiesa, ed altresì
alla vigilanza e tutela giuridica dello Stato in ordine al bene comune;
e inoltre la famiglia non"' è società perfetta che abbia in sè
tutti i mezzi necessarii al suo perfezionamento. Nel quale caso,
eccezionale, del resto, lo Stato non si sostituisce già alla famiglia,
ma supplisce al difetto e provvede con i mezzi acconci, sempre in
conformità con i diritti naturali della prole e i diritti soprannaturah
della Chiesa.
In generale poi, è diritto e dovere dello Stato proteggere,
secondo le norme della retta ragione e della Fede, l'educazione
morale e religiosa della gioventù, rimovendone le cause pubbliche
ad essa contrarie.
Principalmente appartiene allo Stato, in ordine al bene comune,
promuovere in molti modi la stessa educazione ed istruzione della
gioventù. Dapprima e per sè, favorendo ed aiutando l'iniziativa
e l'opera della Chiesa e delle famiglie, la quale quanto sia efficace,
vien dimostrato dalla storia e dall'esperienza. Di poi, completando
questa opera, dove essa non arriva o non basta, anche per
mezzo di scuole ed istituzioni proprie, perchè lo Stato più di chiunque
altro è provveduto dei mezzi, che sono messi a sua disposizione
per le necessità di tutti, ed è giusto che li adoperi a vantaggio
di quelli stessi dai quali essi vengono.1
Inoltre lo Stato può esigere e quindi procurare che tutti i cittadini
abbiano la necessaria conoscenza dei loro doveri civili e nazionali,
e un certo grado di cultura intellettuale, morale e fìsica, che,

1 Discorso agli alunni del Collegio di Mondragone, 14 Maggio 1929.

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