AAS 21 (1929), p. 757

sorta ,di spettacoli. Questi potentissimi mezzi di divulgazione,
che possono riuscire, se ben governati dai sani principi, di grande
utilità all'istruzione ed educazione, vengono purtroppo spesso
subordinati all'incentivo delle male passioni ed all'avidità del
guadagno. S. Agostino gemeva della passione ond'erano trascinati
anche dei cristiani del suo tempo agli spettacoli del circo, e racconta
con vivezza drammatica il pervertimento, per buona ventura
temporaneo, del suo alunno e amico Alipio. Quanti traviamenti1
giovanili, a causa degli spettacoli odierni, oltre che delle malvage
letture, non debbono ora piangere i genitori e gli educatori!
Sono perciò da lodare e da promuovere tutte quelle opere
educative, le quali, con i spirito sinceramente cristiano di zelo per
le anime dei giovani, attendono, con appositi libri e pubblicazioni
periodiche, a far noti, segnatamente ai genitori ed agli educatori,
i pericoli morali e religiosi, spesso subdolamente insinuati, nei
libri e negli spettacoli, e si adoperano a diffondere le buone letture
e a promuovere spettacoli veramente educativi, creando
anche con grandi sacrifìci dei teatri e cinematografi, ne' quali la
virtù non solo non abbia nulla da perdere, ma bensì molto da
guadagnare.
Da questa necessaria vigilanza non segue tuttavia, che la
gioventù debba essere segregata dalla società, nella quale pur
deve vivere e salvare l'anima, ma che oggi, più che mai, deve
essere premunita e fortificata cristianamente contro le seduzioni
e gli errori del mondo, il quale, come ammonisce una parola
divina, è tutto « concupiscenza della carne, concupiscenza degli
occhi e superbia della vita » ; 2 per maniera che, come diceva
Tertulliano dei primi cristiani, siano quali debbono essere i
veri cristiani di tutti i tempi «composseditori del mondo, non
dell'errore ».3
Nella quale sentenza di Tertulliano siamo già venuti a toccare
quello che Ci siamo proposto di trattare in ultimo luogo, ma

1 Conf., VI, 8.
2 I Io., II, 16: concupiscentia carnis, concupiscentia oculorum et superbia vitae.
8De Idololatria, 14: compossessores mundi, non erroris.

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