AAS 23 (1931), p. 290

ed alla giustizia. Se non tutte, certamente le principali falsità e
vere calunnie sparse dalla avversa stampa di partito, —r la sola
libera, e spesso comandata, o quasi, a tutto dire ed osare—vennero
raccolte in un messaggio, sia pure non ufficiale (cauta qualifica),
e somministrate al gran pubblico coi più potenti mezzi di diffusione
che l'ora presente conosce. La storia dei documenti redatti
non in servizio, ma in offesa della verità e della giustizia è una
lunga e triste storia; ma dobbiamo dire con la più profonda amarezza
che, pur nei molti anni di vita e di operosità bibliotecaria,
raramente Ci siamo incontrati in un documento tanto tendenzioso
e tanto contrario a verità e giustizia, in ordine a questa Santa
Sede, alla Azione Cattolica Italiana e più particolarmente alle
Associazioni così duramente colpite. Se tacessimo, se lasciassimo
passare, che è dire se lasciassimo credere, Noi saremmo troppo più
indegni, che già non siamo, di occupare questa augusta Sede Apostolica,
indegni della filiale e generosa devozione onde Ci hanno
sempre consolati ed ora più che mai Ci consolano i Nostri cari figli
dell'Azione Cattolica, e più particolarmente quei figli e quelle
figlie Nostre, grazie a Dio tanto numerose, che, per la religiosa
fedeltà alle Nostre chiamate e direttive, hanno tanto sofferto e
soffrono, tanto più altamente onorando la scuola alla quale sono
cresciuti, e il Divino Maestro e il suo indegno Vicario, quanto più
luminosamente hanno mostrato col loro cristiano contegno, anche
di fronte alle minacce ed alle violenze, da qual parte si trovino la
vera dignità del carattere, la vera fortezza d'animo, il vero coraggio,
la stessa civiltà.
Ci studieremo di essere molto brevi, rettificando le facili affermazioni
del ricordato messaggio, facili diciamo per non dire audaci,
e che sapevano di poter contare sulla quasi impossibilità di ogni
controllo da parte del gran pubblico. Saremo brevi, anche perchè
già più volte, massime in questi ultimi tempi, abbiamo parlato
sugli argomenti che ora ritornano, e la Nostra parola, Venerabili
Fratelli, è potuta giungere fino a voi, e per voi ai vostri e Nostri
cari figli in Gesù Cristo, come auguriamo anche alla presente
lettera.

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