AAS 33 (1941), p. 193

donna é l'altro dell'uomo, che non divengano loro comuni nella terra
dei viventi. Ma il lavoro per l'uomo non è solo quello delle zolle bagnate
del suo sudore : egli suda anche nei lavori domestici, nelle officine, nelle
arti, nei mestieri, in mille offici e servigi. La Chiesa fin dai suoi inizi
contemplò e ponderò il lavoro; al lavoro per il pane l'Apostolo Paolo
diede le sue mani e la sua voce, fino a proclamare : Si quis non vult ope­
rari, nec manfíucet.3
Ma l'immenso campo dell'umano lavoro e della condizione dei lavo­
ratori è nell'anno presente, per Noi e per il mondo cattolico, illuminato
da una luce tutta particolare e riscaldato da una rimembranza ricono­
scente, doverosa e onorevole, che promana dall'importante atto di uno
dei più grandi Pontefici dei tempi recenti ; un atto, di cui Ci è grato di
esaltare il significato sociale profondo e l'influenza anche oggi durevole,
per commemorarlo, e perchè sia commemorato, non tanto con festeggia­
menti e celebrazioni rumorose, quanto con un concentramento interiore,
che muova a un esame di coscienza sul passato, a una attiva professione
nel presente, e a un virile proposito per il futuro. Intendiamo parlare
della immortale Enciclica Herum novarum del sapientissimo Nostro Pre­
decessore Leone XIII, della quale ricorre quest'anno il cinquantenario.
Su questo storico e„fecondo avvenimento Ci proponiamo di dirigere
fra poco ai Nostri figli dell'universo intero un personale Messaggio radio­
fonico, per eccitarne le coscienze e le energie a dimostrarsi degni, nel
pensiero e nell'azione, della preziosa eredità contenuta in quel capolavoro
di un Romano Pontefice, acuto e quasi profetico indagatore e giudice
franco ed equanime degl'impulsi e delle aspirazioni del suo tempo e del­
l'avvenire. Paghi restiamo quindi in questo Nostro convegno con voi,
Venerabili Fratelli e Diletti Figli, Nostri valorosi e fedeli collaboratori
e saggi consiglieri, di augurarci che in tutte le parti del mondo cristiano
sorgano spiriti aperti alla verità, cuori palpitanti di profondo amore,
anime virilmente decise ad ogni sacrifìcio, le quali, seguendo la luce,
che Leone XIII, or sono dieci lustri, fece risplendere e l'incomparabile
suo Successore Pio XI accrebbe di più ampio fulgore, tutto mettano in
opera e arditamente procedano e perseverino per portar soccorso a que­
sto mondo, traviato e immerso solo nei pensieri e nelle passioni del pre­
sente e dimentico di Dio e della vita futura, e si studino di illuminarlo,
di segnargli il sentiero e ricondurlo agli altari del Signore, Dio di giu­
stizia e di amore, stornandolo da principi e pratiche, infausto frutto
di una erronea e fallace evoluzione, palliata quale progresso speculativo

3 II Thess., III, 8-10.

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