AAS 33 (1941), p. 468

2. Dell'uso della Volgata. — Anche più palpabile è l'errore dell'anò­
nimo circa il senso e l'estensione del decreto Tridentino sull'uso della
Volgata latina. Il Concilio Tridentino, contro la confusione cagionata
dalle nuove traduzioni in latino e in vernacolo allora propalate, volle
sancito l'uso pubblico, nella Chiesa Occidentale, della versione latina
comune giustificandolo dall'uso secolare fattone dalla Chiesa stessa, ma
non pensò per nulla menomare l'autorità delle versioni antiche ado­
perate nelle Chiese Orientali, di quella segnatamente dei LXX usata
dagli stessi Apostoli, e meno ancora l'autorità dei testi originali, e
resistette ad una parte dei Padri, che volevano l'uso esclusivo della
Volgata come sola autorevole. Ora l'anonimo sentenzia che in virtù del
decreto Tridentino si possiede nella versione latina un testo dichiarato
superiore a tutti gli altri, rimprovera agli esegeti di voler interpretare
la Volgata coll'aiuto degli originali e delle altre versioni antiche. Per
lui il decreto dà la « certezza del Sacro Testo », così che la Chiesa non
ha bisogno di « ancora ricercare l'autentica lettera di Dio » (pag. 7),
e ciò non soltanto in rebus fidei et morum, ma in tutti i rispetti (anche,
letterari, geografici, cronologici, ecc.). La Chiesa con quel decreto ci
ha dato « il Testo autentico e ufficiale, dal quale non è Recito disco­
starsi » (pag. 6), e fare la critica testuale è un «mutilare la Sacra
Scrittura» (pag. 8), è un « sostituirsi con presunzione alla sua autorità
[della Chiesa), che sola può presentarci un testo autentico, e sola ce
lo presenta difatti col citato Decreto del Concilio di Trento » (pag. 28) :
ogni operazione critica circa il testo biblico, quale viene presentato nella
Volgata, è « il libero esame, anzi il farnetico esame personale, sostituito
all'Autorità della Chiesa » (pag. 9).
Ebbene tale pretesa non è soltanto contro il senso comune, il quale
non accetterà mai che una versione possa essere superiore al testo ori­
ginale, ma è anche contro la mente dei Padri del Concilio, quale appare
dagli Atti; il Concilio anzi fu consapevole della necessità di una revi­
sione e correzione della Volgata medesima, e ne rimise l'esecuzione ai
Sommi Pontefici, i quali la fecero, come fecero, secondo la mente dei
più autorevoli collaboratori del Concilio stesso, un'edizione corretta
dei LXX (sotto Sisto V), e poi ordinarono quella del Vecchio Testamento
ebraico e del Nuovo Testamento greco, incaricandone commissioni appo­
site. Ed è apertamente contro il precetto dell'Enciclica Providentissi­
mus : « Neque tamen non sua habenda erit ratio reliquarum versionum)
quas christiana laudavit usurpavitque antiquitas, maxime codicum primigeniorum
» (Ench. BibL, n. 91).
Insomma il Concilio Tridentino dichiarò « autentica » la Volgata in

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