AAS 44 (1952), p. 275

la sua causa quanto ha di più caro, come il padre, la madre, i propri
figli, e fin l'ultimo bene, la propria vita. Poiché Egli soggiunge : « A8
voi dico, amici miei : non temete quei che uccidono il corpo, e dopo tanto
non possono fare di più. Vi mostrerò io chi dovete temere : temete Colui,
che, dopo tolta la vita, ha il potere di mandare all'inferno » . 9
Così parlava Gesù Cristo, il divino Pedagogo, che sa certamente,
meglio degli uomini, penetrare nelle anime e attrarle al suo amore con
3e infinite perfezioni del suo Cuore, bonitate et amore plenum. 10
E l'Apostolo delle genti S. Paolo ha forse predicato altrimenti? Col
suo veemente accento di persuasione, svelando l'arcano fascino del mondo
soprannaturale, egli ha dispiegato la grandezza e lo splendore della fede
cristiana, le ricchezze, la potenza, la benedizione, la felicità in essa racchiuse,
offrendole alle anime come degno oggetto della libertà del cristiano
e meta irresistibile di puri slanci d'amore. Ma non è men vero
che sono altrettanto suoi gli ammonimenti come questo : « Operate con
timore e tremore la vostra salute » , X 1 e che dalla medesima sua penna
sono scaturiti alti precetti morali, destinati a tutti i fedeli, siano essi
di comune intelligenza, ovvero anime di elevata sensibilità. Prendendo
dunque come stretta norma le parole di Cristo e dell'Apostolo, non si
dovrebbe forse dire che la Chiesa di oggi è inclinata piuttosto alla condiscendenza
che alla severità? Di guisa che l'accusa dì durezza opprimente,
dalla « nuova morale » mossa contro la Chiesa, in realtà va a
colpire in primo luogo la stessa adorabile Persona di Cristo.
Consapevoli pertanto del diritto e del dovere della Sede Apostolica
d'intervenire, quando bisogni, autorevolmente nelle questioni morali,
Noi nel discorso del 29 ottobre del passato anno Ci proponemmo d'illuminarel
ecoscienze intornoa iproblemi della vita coniugale.C o nl a
medesima autorità dichiariamo oggi agli educatori e alla stessa gioventù :
il comandamento divino della purezza dell'anima e del corpo vale senza
diminuzione anche per la gioventù odierna. Anch'essa ha l'obbligo morale
e, con l'aiuto della grazia, la possibilità di conservarsi pura. Respingiamo
quindi come erronea l'affermazione di coloro, che considerano
inevitabili le cadute negli anni della pubertà, le quali così non meriterebbero
che se ne faccia gran caso, quasi che non siano colpa grave, perchè
ordinariamente, essi aggiungono, la passione toglie la libertà necessaria,
affinchè un atto sia moralmente imputabile.

8 Cfr. MATTH. 10, 37-39.
' Luc. 12, 4-5.
Lit. de sacr. Corde Iesu.
11 Phil. 2, 12.

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