AAS 44 (1952), p. 276

Al contrario, è norma doverosa e saggia che l'educatore, pur non
trascurando di rappresentare ai giovani i nobili pregi della purezza, in
guisa da avvincerli ad amarla e desiderarla per se stessa, inculchino tuttavia
chiaramente il comandamento come tale, in tutta la sua gravità
e serietà di ordinazione divina. Egli così spronerà i giovani ad evitare
le occasioni prossime, li conforterà nella lotta, di cui non nasconderà
loro la durezza, li indurrà ad abbracciare coraggiosamente quei sacrifìci
che la virtù esige, e li esorterà a perseverare e a non cadere nel pericolo
di deporre le armi fin dal principio e di soccombere senza resistenza alle
perverse abitudini.

... e nella vita pubblica.

Anche più che nel campo della condotta privata, vi sono oggi molti
che vorrebbero escludere il dominio della legge morale dalla vita pubblica,
economica e sociale, dall'azione dei pubblici poteri nell'interno e
all'esterno, nella pace e nella guerra, come se qui Dio non avesse nulla
da dire, almeno di definitivo.
L'emancipazione delle attività umane esterne, come le scienze, la politica,
l'arte, dalla morale viene talora motivata in sede filosofica dall
'autonomia che ad esse compete, nel loro campo, di governarsi esclusivamente
secondo leggi proprie, benché si ammetta che queste collimano
d'ordinario con quelle morali. E si reca ad esempio l'arte, alla quale si
nega non solo ogni dipendenza, ma anche ogni rapporto con la morale,
dicendo : l'arte è solo arte, e non morale nè altra cosa, da reggersi quindi
con le sole leggi della estetica, le quali peraltro, se sono veramente tali,
non si piegheranno a servire la concupiscenza. In simile maniera si discorre
della politica e della economia, che non hanno bisogno di prendere
consiglio da altre scienze, e quindi dall'etica, ma, guidate dalle loro vere
leggi, sono per ciò stesso buone e giuste.
È, come si vede, un sottile modo di sottrarre le coscienze all'imperio
delle leggi morali. In verità, non si può negare che tali autonomie siano
giuste, in quanto esprimono il metodo proprio di ciascuna attività e i
confini che separano le loro diverse forme in sede teorica ; ma la separazione
di metodo non deve significare che lo scienziato, l'artista, il politico
siano liberi da sollecitudini morali nell'esercizio delle loro attività,
specialmente se queste hanno immediati riflessi nel campo etico, come
l'arte, la politica, la economia. La separazione netta e teorica non ha
senso nella vita, che è sempre una sintesi, poiché il soggetto unico di
ogni specie di attività è lo stesso uomo, i cui atti liberi e coscienti non

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