AAS 44 (1952), p. 277
possono sfuggire alla valutazione morale. Continuando a osservare il
problema con sguardo ampio e pratico, che fa talora difetto a filosofi
anche insigni, tali distinzioni ed autonomie sono volte dalla natura umana
decaduta a rappresentare come leggi dell'arte, della politica o dell'economia
ciò che invece riesce comodo alla concupiscenza, all'egoismo e
alla cupidigia. Così l'autonomia teorica dalla morale diviene in pratica
ribellione alla morale, e si spezza altresì quella armonia insita alle scienze
e alle arti, che i filosofi di quella scuola acutamente riscontrano, ma dicono
casuale, mentre è invece essenziale, se considerata dal soggetto,
che è l'uomo, e dal suo Creatore, che è Dio.
Perciò i Nostri Predecessori e Noi stessi, nello scompiglio della guerra
e nelle turbate vicende del dopoguerra, non abbiamo cessato d'insistere
sul principio che l'ordine voluto da Dio abbraccia la vita intera, non
esclusa la vita pubblica in ogni sua manifestazione, persuasi che in ciò
non vi è alcuna restrizione della vera libertà umana, nè alcuna intromissione
nella competenza dello Stato, ma una assicurazione contro errori
ed abusi, dai quali la morale cristiana, se rettamente applicata, può proteggere.
Queste verità debbono essere insegnate ai giovani e inculcate
nelle loro coscienze da chi, nella famiglia o nella scuola, ha l'obbligo
di attendere alla loro educazione, ponendo così il seme di un avvenire
migliore.
Esortazione finale.
Ecco quanto intendevamo oggi di dirvi, diletti figli e figlie che Ci
ascoltate, e nel dirvelo non abbiamo nascosto l'ansia che Ci stringe il
cuore per questo formidabile problema, che tocca il presente e l'avvenire
del mondo e l'eterno destino di tante anime. Quanto conforto Ci darebbe
l'essere certi che voi condividete questa Nostra ansia per la cristiana
educazione della gioventù! Educate le coscienze dei vostri fanciulli con
tenace e perseverante cura. Educatele al timore, come all'amore di Dio.
Educatele alla veracità. Ma siate veraci per primi voi stessi, e bandite
dall'opera educativa quanto non è schietto nè vero. Imprimete nelle coscienze
dei giovani il genuino concetto della libertà, della vera libertà,
degna e propria di una creatura fatta ad immagine di Dio. È ben altra
cosa che dissoluzione e sfrenatezza ; è invece provata idoneità al bene ;
è quel risolversi da sè a volerlo e a compierlo ; 12 è la padronanza sulle
proprie facoltà, sugl'istinti, sugli avvenimenti. Educateli a pregare e
Cfr. Cal. 5, IS.
problema con sguardo ampio e pratico, che fa talora difetto a filosofi
anche insigni, tali distinzioni ed autonomie sono volte dalla natura umana
decaduta a rappresentare come leggi dell'arte, della politica o dell'economia
ciò che invece riesce comodo alla concupiscenza, all'egoismo e
alla cupidigia. Così l'autonomia teorica dalla morale diviene in pratica
ribellione alla morale, e si spezza altresì quella armonia insita alle scienze
e alle arti, che i filosofi di quella scuola acutamente riscontrano, ma dicono
casuale, mentre è invece essenziale, se considerata dal soggetto,
che è l'uomo, e dal suo Creatore, che è Dio.
Perciò i Nostri Predecessori e Noi stessi, nello scompiglio della guerra
e nelle turbate vicende del dopoguerra, non abbiamo cessato d'insistere
sul principio che l'ordine voluto da Dio abbraccia la vita intera, non
esclusa la vita pubblica in ogni sua manifestazione, persuasi che in ciò
non vi è alcuna restrizione della vera libertà umana, nè alcuna intromissione
nella competenza dello Stato, ma una assicurazione contro errori
ed abusi, dai quali la morale cristiana, se rettamente applicata, può proteggere.
Queste verità debbono essere insegnate ai giovani e inculcate
nelle loro coscienze da chi, nella famiglia o nella scuola, ha l'obbligo
di attendere alla loro educazione, ponendo così il seme di un avvenire
migliore.
Esortazione finale.
Ecco quanto intendevamo oggi di dirvi, diletti figli e figlie che Ci
ascoltate, e nel dirvelo non abbiamo nascosto l'ansia che Ci stringe il
cuore per questo formidabile problema, che tocca il presente e l'avvenire
del mondo e l'eterno destino di tante anime. Quanto conforto Ci darebbe
l'essere certi che voi condividete questa Nostra ansia per la cristiana
educazione della gioventù! Educate le coscienze dei vostri fanciulli con
tenace e perseverante cura. Educatele al timore, come all'amore di Dio.
Educatele alla veracità. Ma siate veraci per primi voi stessi, e bandite
dall'opera educativa quanto non è schietto nè vero. Imprimete nelle coscienze
dei giovani il genuino concetto della libertà, della vera libertà,
degna e propria di una creatura fatta ad immagine di Dio. È ben altra
cosa che dissoluzione e sfrenatezza ; è invece provata idoneità al bene ;
è quel risolversi da sè a volerlo e a compierlo ; 12 è la padronanza sulle
proprie facoltà, sugl'istinti, sugli avvenimenti. Educateli a pregare e
Cfr. Cal. 5, IS.