AAS 44 (1952), p. 35
monistica, il cui meschino ricordo è legato, tra gli altri, al nome di
Ernst Haeckel. Ma proprio al tempo suo, versó la fine del secolo passato,
anche questa concezione semplicista dell'atomo chimico fu travolta
dalla scienza moderna. La crescente cognizione del sistema periodico
degli elementi chimici, la scoperta delle irradiazioni corpuscolari degli
elementi radioattivi, e molti altri simili fatti hanno mostrato che il microcosmo
dell'atomo chimico con dimensioni dell'ordine del diecimilionesimo
di millimetro è il teatro di continue mutazioni, non meno che
il macrocosmo a tutti ben noto.
nella sfera elettronica :
E dapprima il carattere della mutabilità fu accertato nella sfera
elettronica. Dalla compagine elettronica dell'atomo emanano irradiazioni
di luce e di calore, le quali vengono dai corpi esterni assorbite,
corrispondentemente al livello di energia delle orbite elettroniche. Nelle
parti esteriori di questa sfera si compie anche la ionizzazione dell'atomo
e la trasformazione dell'energia nella sintesi e nell'analisi delle combinazioni
chimiche. Si poteva però allora supporre che queste trasformazioni
chimico-fisiche lasciassero ancora un rifugio alla stabilità, non
raggiungendo lo stesso nucleo dell'atomo, sede della massa e della carica
elettrica positiva, per le quali è determinato il posto dell'atomo chimico
nel sistema naturale degli elementi, e dove sembrò di riscontrare quasi
il tipo dell'assolutamente stabile e invariabile.
e nel nucleo.
Ma già agli albori del nuovo secolo, l'osservazione dei processi radioattivi,
da riferirsi, in ultima analisi, ad uno spontaneo frantumamento
del nucleo, portava ad escludere un tale tipo. Accertata quindi
l'instabilità fin nel più profondo recesso della natura conosciuta, restava
tuttavia un fatto che lasciava perplessi, sembrando che l'atomo fosse
inattaccabile almeno dalle forze umane, poiché in principio tutti i tentativi
di accelerarne o arrestarne il naturale disgregamento radioattivo,
od anche di frantumare nuclei non attivi, erano falliti. Il primo assai
modesto frantumamento del nucleo (di azoto) risale ad appena tre decenni
fa, e solo da pochi anni è stato possibile, dopo immani sforzi, di
effettuare in considerevole quantità processi di formazione e di scomposizione
di nuclei. Benché questo risultato, che, in quanto serve alle
opere di pace, va certamente ascritto a vanto del nostro secolo, non
rappresenti nel campo della fìsica nucleare pratica se non un primo
Ernst Haeckel. Ma proprio al tempo suo, versó la fine del secolo passato,
anche questa concezione semplicista dell'atomo chimico fu travolta
dalla scienza moderna. La crescente cognizione del sistema periodico
degli elementi chimici, la scoperta delle irradiazioni corpuscolari degli
elementi radioattivi, e molti altri simili fatti hanno mostrato che il microcosmo
dell'atomo chimico con dimensioni dell'ordine del diecimilionesimo
di millimetro è il teatro di continue mutazioni, non meno che
il macrocosmo a tutti ben noto.
nella sfera elettronica :
E dapprima il carattere della mutabilità fu accertato nella sfera
elettronica. Dalla compagine elettronica dell'atomo emanano irradiazioni
di luce e di calore, le quali vengono dai corpi esterni assorbite,
corrispondentemente al livello di energia delle orbite elettroniche. Nelle
parti esteriori di questa sfera si compie anche la ionizzazione dell'atomo
e la trasformazione dell'energia nella sintesi e nell'analisi delle combinazioni
chimiche. Si poteva però allora supporre che queste trasformazioni
chimico-fisiche lasciassero ancora un rifugio alla stabilità, non
raggiungendo lo stesso nucleo dell'atomo, sede della massa e della carica
elettrica positiva, per le quali è determinato il posto dell'atomo chimico
nel sistema naturale degli elementi, e dove sembrò di riscontrare quasi
il tipo dell'assolutamente stabile e invariabile.
e nel nucleo.
Ma già agli albori del nuovo secolo, l'osservazione dei processi radioattivi,
da riferirsi, in ultima analisi, ad uno spontaneo frantumamento
del nucleo, portava ad escludere un tale tipo. Accertata quindi
l'instabilità fin nel più profondo recesso della natura conosciuta, restava
tuttavia un fatto che lasciava perplessi, sembrando che l'atomo fosse
inattaccabile almeno dalle forze umane, poiché in principio tutti i tentativi
di accelerarne o arrestarne il naturale disgregamento radioattivo,
od anche di frantumare nuclei non attivi, erano falliti. Il primo assai
modesto frantumamento del nucleo (di azoto) risale ad appena tre decenni
fa, e solo da pochi anni è stato possibile, dopo immani sforzi, di
effettuare in considerevole quantità processi di formazione e di scomposizione
di nuclei. Benché questo risultato, che, in quanto serve alle
opere di pace, va certamente ascritto a vanto del nostro secolo, non
rappresenti nel campo della fìsica nucleare pratica se non un primo