AAS 44 (1952), p. 36

passo, tuttavia per la nostra considerazione è assicurata una importante
conclusione : i nuclei atomici sono bensì per molti ordini di grandezza
più fermi e stabili delle ordinarie composizioni chimiche, ma, ciò nonostante,
sono anch'essi in massima sottoposti a simili leggi di trasformazione,
e quindi mutevoli.

Nel medesimo tempo, si è potuto riscontrare che tali processi hanno
la più grande importanza nella economia della energia delle stelle fìsse.
Nel centro del nostro sole, per esempio, si compie secondo il Bethe,
in una temperatura che si aggira intorno ai venti milioni di gradi, una
reazione a catena in sè ritornante, nella quale quattro nuclei d'idrogeno
vengono congiunti in un nucleo di elio. L'energia, che così si libera,
viene a compensare la perdita dovuta all'irradiazione dello stesso sole.
Anche nei moderni laboratori fisici si riesce ad effettuare, mediante il
bombardamento con particelle dotate di altissima energia o con neutroni,
trasformazioni di nuclei, come può vedersi nell'esempio dell'atomo di
uranio. A questo proposito occorre altresì menzionare gli effetti della
radiazione cosmica, che può frantumare gli atomi più pesanti, sprigionando
così non di rado intieri sciami di particelle subatomiche.

Abbiamo voluto citare soltanto pochi esempi, tali però da mettere
fuori di ogni dubbio la espressa mutabilità del mondo inorganico, grande
e piccolo : le millecuple trasformazioni delle forme di energia, specialmente
nelle decomposizioni e combinazioni chimiche nel macrocosmo,
e non meno la mutabilità degli atomi chimici fino alla particella subatomica
dei loro nuclei.

L' ETERNAMENTE IMMUTABILE

Lo scienziato di oggi, spingendo lo sguardo nell'interno della natura
più profondamente che non il suo predecessore di cento anni fa, sa dunque
che la materia inorganica, per così dire nel suo più intimo midollo,
è contrassegnata con l'impronta della mutabilità, e che quindi il suo
essere e il suo sussistere esigono una realtà interamente diversa e per
sua natura invariabile.
Come in un quadro in chiaroscuro le figure risaltano dal fondo buio,
ottenendo solo in tal guisa il pieno effetto di plastica e di vita; così
l'immagine dell'eternamente immutabile emerge chiara e splendente dal
torrente che tutte le cose materiali nel macro e nel microcosmo con sè
rapisce e travolge in una intrinseca mutevolezza che mai non posa. Lo
scienziato, che sosta sulla riva di questo immenso torrente, trova riposo

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