AAS 44 (1952), p. 39
Si affacciano così,spontanei alla mente due quesiti:
ÍC la scienza in grado di dire quando questo potente principio del
cosmo è avvenuto? E quale era lo stato iniziale, primitivo dell'universo?
I più eccellenti esperti della fìsica dell'atomo, in collaborazione con
gli astronomi e gli astrofisici, si sono sforzati di far luce su questi due
ardui, ma oltremodo interessanti problemi.
D) IL PRINCIPIO NEL TEMPO
Anzitutto, per citare qualche cifra, la quale non altro pretende che
di esprimere un ordine di grandezza nel designare l'alba del nostro universo,
cioè il suo principio nel tempo, la scienza dispone di parecchie
vie, Funa dall'altra abbastanza indipendente, eppure convergenti, che
brevemente indichiamo :
1. Il distanziamento delle nebulose spirali o galassie. — L'esame di
numerose nebule spirali, eseguito specialmente da Edwin E. Hubble
nel Mount Wilson Observatory, portò al significante risultato — per
quanto temperato da riserve — che questi lontani sistemi di galassie
tendono a distanziarsi l'una dall'altra con tanta velocità che l'intervallo
tra due tali nebulose spirali in circa 1300 milioni di anni si raddoppia.
Se si guarda indietro il tempo di questo processo dell'« Expan
ding Universe », risulta che, da uno a dieci miliardi di anni fa, la
materia di tutte le nebule spirali si trovava compressa in uno spazio
relativamente ristretto, allorché i processi cosmici ebbero principio.
2. L'età della crosta solida della terra. — Per calcolare l'età delle
sostanze originarie radioattive, si desumono dati molto approssimativi
dalla trasmutazione dell'isotopo dell'uranio 238 in un isotopo di piombo *
(RaG), dell'uranio 235 in attlnio D (AcD) e dell'isotopo di torio 232 in
torio D (ThD). La massa d'elio, che con ciò si forma, può servire da
controllo. Per tal via risulterebbe che l'età media dei minerali più antichi
è al massimo di 5 miliardi di anni.
3. L'età dei meteoriti. — Il precedente metodo applicato ai meteoriti,
per calcolare la loro età, ha dato all'incirca la medesima cifra di
5 miliardi di anni. Risultato questo, che acquista speciale importanza
perchè i meteoriti vengono dal di fuori della nostra terra e, eccetto i
minerali terrestri, sono gli unici esemplari di corpi celesti che si possono
studiare nei laboratori scientifici.
4. La stabilità dei sistemi di stelle doppie e degli ammassi di stelle.
— Le oscillazioni della gravitazione dentro questi sistemi, come l'attrito
ÍC la scienza in grado di dire quando questo potente principio del
cosmo è avvenuto? E quale era lo stato iniziale, primitivo dell'universo?
I più eccellenti esperti della fìsica dell'atomo, in collaborazione con
gli astronomi e gli astrofisici, si sono sforzati di far luce su questi due
ardui, ma oltremodo interessanti problemi.
D) IL PRINCIPIO NEL TEMPO
Anzitutto, per citare qualche cifra, la quale non altro pretende che
di esprimere un ordine di grandezza nel designare l'alba del nostro universo,
cioè il suo principio nel tempo, la scienza dispone di parecchie
vie, Funa dall'altra abbastanza indipendente, eppure convergenti, che
brevemente indichiamo :
1. Il distanziamento delle nebulose spirali o galassie. — L'esame di
numerose nebule spirali, eseguito specialmente da Edwin E. Hubble
nel Mount Wilson Observatory, portò al significante risultato — per
quanto temperato da riserve — che questi lontani sistemi di galassie
tendono a distanziarsi l'una dall'altra con tanta velocità che l'intervallo
tra due tali nebulose spirali in circa 1300 milioni di anni si raddoppia.
Se si guarda indietro il tempo di questo processo dell'« Expan
ding Universe », risulta che, da uno a dieci miliardi di anni fa, la
materia di tutte le nebule spirali si trovava compressa in uno spazio
relativamente ristretto, allorché i processi cosmici ebbero principio.
2. L'età della crosta solida della terra. — Per calcolare l'età delle
sostanze originarie radioattive, si desumono dati molto approssimativi
dalla trasmutazione dell'isotopo dell'uranio 238 in un isotopo di piombo *
(RaG), dell'uranio 235 in attlnio D (AcD) e dell'isotopo di torio 232 in
torio D (ThD). La massa d'elio, che con ciò si forma, può servire da
controllo. Per tal via risulterebbe che l'età media dei minerali più antichi
è al massimo di 5 miliardi di anni.
3. L'età dei meteoriti. — Il precedente metodo applicato ai meteoriti,
per calcolare la loro età, ha dato all'incirca la medesima cifra di
5 miliardi di anni. Risultato questo, che acquista speciale importanza
perchè i meteoriti vengono dal di fuori della nostra terra e, eccetto i
minerali terrestri, sono gli unici esemplari di corpi celesti che si possono
studiare nei laboratori scientifici.
4. La stabilità dei sistemi di stelle doppie e degli ammassi di stelle.
— Le oscillazioni della gravitazione dentro questi sistemi, come l'attrito