AAS 44 (1952), p. 871
in voi, che vi è stato dato da Dio, e che nou appartenete a voi stessi?...
Glorificate e portate Dio nel vostro corpo"».1
È ben vero che la sua presente condizione di corpo mortale lo accomuna
al flusso generale degli altri viventi che corrono irrefrenabili
verso il disfacimento. Ma il ritorno alla polvere non è il destino definitivo
del corpo umano, poiché dalla bocca di Dio apprendiamo che sarà
chiamato nuovamente alla vita — questa volta immortale — allorché il
disegno sapiente e misterioso di Dio, che si svolge simile alle vicende dei
campi, avrà compimento sulla terra. « Si semina (il corpo) corruttibile,
sorgerà incorruttibile. Si semina ignobile, sorgerà glorioso : si semina
inerte, sorgerà robusto : si semina un corpo carnale, sorgerà un corpo
spirituale ».2
La rivelazione dunque c'insegna intorno al corpo dell'uomo eccelse verità,
che le scienze naturali e l'arte sono incapaci da sè stesse di scoprire,
verità che al corpo conferiscono nuovo valore e più elevata dignità, e
quindi maggior motivo a meritare rispetto. Certamente lo sport e la ginnastica
nulla hanno da temere da questi principi religiosi e morali rettamente
applicati; occorre tuttavia escludere alcune forme che contrastano
col rispetto or ora indicato.
La sana dottrina insegna a rispettare il corpo, ma non a stimarlo oltre
il giusto. La massima è questa : cura del corpo, invigorimento del corpo,
sì ; culto del corpo, divinizzazione del corpo, no, come neanche divinazzazione
della razza e del sangue e dei loro presupposti somatici o elementi
costitutivi. Il corpo non occupa nell'uomo il primo posto, nè il corpo terreno
e mortale, com'è ora, nè quello glorificato e spiritualizzato, come
sarà un giorno- Non al corpo tratto dal limo della terra spetta il primato
nel composto umano, ma allo spirito, all'anima spirituale.
Non meno^ importante è un'altra norma fondamentale contenuta in
un altro passo della Scrittura. Nella Lettera di S. Paolo ai Romani infatti
si legge : (( Vedo nelle mie membra un'altra legge, che si oppone alla legge
della mia mente, e mi fa schiavo della legge del peccato, la quale è nelle
mie membra » . 3 Non si potrebbe descrivere più al vivo il quotidiano
dramma, di cui è intessuta la vita dell'uomo. Gl'istinti e le forze del corpo
si fanno valere e, soffocando la voce della ragione, preponderano sulle
energie del buon volere dal giorno in cui la loro piena subordinazione
allo spirito andò perduta col peccato originale.
Nell'intensivo uso ed esercizio del corpo occorre tener conto di questo
1 / Cor. 6, 13 15, 19, 20.
R
3 I Cor. 15, 42-43.
3 Rom. 7, 23.
Glorificate e portate Dio nel vostro corpo"».1
È ben vero che la sua presente condizione di corpo mortale lo accomuna
al flusso generale degli altri viventi che corrono irrefrenabili
verso il disfacimento. Ma il ritorno alla polvere non è il destino definitivo
del corpo umano, poiché dalla bocca di Dio apprendiamo che sarà
chiamato nuovamente alla vita — questa volta immortale — allorché il
disegno sapiente e misterioso di Dio, che si svolge simile alle vicende dei
campi, avrà compimento sulla terra. « Si semina (il corpo) corruttibile,
sorgerà incorruttibile. Si semina ignobile, sorgerà glorioso : si semina
inerte, sorgerà robusto : si semina un corpo carnale, sorgerà un corpo
spirituale ».2
La rivelazione dunque c'insegna intorno al corpo dell'uomo eccelse verità,
che le scienze naturali e l'arte sono incapaci da sè stesse di scoprire,
verità che al corpo conferiscono nuovo valore e più elevata dignità, e
quindi maggior motivo a meritare rispetto. Certamente lo sport e la ginnastica
nulla hanno da temere da questi principi religiosi e morali rettamente
applicati; occorre tuttavia escludere alcune forme che contrastano
col rispetto or ora indicato.
La sana dottrina insegna a rispettare il corpo, ma non a stimarlo oltre
il giusto. La massima è questa : cura del corpo, invigorimento del corpo,
sì ; culto del corpo, divinizzazione del corpo, no, come neanche divinazzazione
della razza e del sangue e dei loro presupposti somatici o elementi
costitutivi. Il corpo non occupa nell'uomo il primo posto, nè il corpo terreno
e mortale, com'è ora, nè quello glorificato e spiritualizzato, come
sarà un giorno- Non al corpo tratto dal limo della terra spetta il primato
nel composto umano, ma allo spirito, all'anima spirituale.
Non meno^ importante è un'altra norma fondamentale contenuta in
un altro passo della Scrittura. Nella Lettera di S. Paolo ai Romani infatti
si legge : (( Vedo nelle mie membra un'altra legge, che si oppone alla legge
della mia mente, e mi fa schiavo della legge del peccato, la quale è nelle
mie membra » . 3 Non si potrebbe descrivere più al vivo il quotidiano
dramma, di cui è intessuta la vita dell'uomo. Gl'istinti e le forze del corpo
si fanno valere e, soffocando la voce della ragione, preponderano sulle
energie del buon volere dal giorno in cui la loro piena subordinazione
allo spirito andò perduta col peccato originale.
Nell'intensivo uso ed esercizio del corpo occorre tener conto di questo
1 / Cor. 6, 13 15, 19, 20.
R
3 I Cor. 15, 42-43.
3 Rom. 7, 23.