ACHILLEO, vescovo di SPOLETO. - Venne prescelto dalla Corte imperiale di Ravenna nel 419 per compiere le funzioni pasquali a Roma, priva in quel momento del suo vescovo, essendo stati allontanati da essa Bonifacio I e il suo competitore Eulalio (cf. Avellana Collectio, lettere 21, 22 [ad A.], 23, 24, 29, 31, 32 del 15, 23, 26, 29 marzo 419; ed. O. Günther, in CSEL 35, 1, Vienna 1895, pp. 68-71, 74-79).
G. B. De Rossi gli attribuisce con buon fondamento 4 epigrammi conservati, senza alcuna indicazione topografica, nella silloge epigrafica Centulense (carmi 10-12, incompleti e confusi con quelli della basilica di S. Pietro) e in quella Laureshamense IV (carmi 79-82, completi), detta anche Palatina, dal cod. Vat. Pal. lat. 833, che la contiene. Essi dovrebbero riferirsi alla chiesa di S. Pietro extra moenia di Spoleto, posta sulla via Flaminia e costruita per l'appunto da A. Che tale chiesa esistesse nel sec. V e che lo confermano alcune epigrafi di vescovi spiegano dello stesso secolo ivi sepolti.
I carmi 80 e 82 della Laureshamense IV (il 10, incompleto, e l'11 della Centulense) trattano con notevole efficacia del Primato di Pietro.
BIBL. G. B. De Rossi, Spicilegio d'archeologia cristiana nella l'Umbria, in Bullettino di arch. crist., 2a serie, 2 (1871), pp. 116-20, da aggiornare con Inscriptions christianae Urbis Romae II, 1, Roma 1888, pp. 76, 80 (testo della Cent. 95, 96, 97, 113-14 (testo della Laur.), 254; H. Grisar, Archeologia, nn. 94-96 (sulla catena di S. Pietro), in La Civiltà cattolica, (1898, 111), pp. 210-14; C. Pietrangeli, Spoleto (collezione di Roma, Municipi e Colonie), Roma 1939, p. 74.
A. Pietro Fruaz