AD NOVATIANUM. - È un opuscolo pervenuto, mutilo in fine, sotto il nome di s. Cipriano (v.). Prende posizione contro il rigorismo di Novaziano (v.) già scomunicato, nella questione dei lapsi, rimproverando la presunzione dell'apostata, esaltando la misericordia divina proclamata nel Vecchio Testamento e nel Vangelo, ed esortando tutti alla vigilanza e alla penitenza.
La scarsità della tradizione manoscritta; la differenza del testo biblico usato nelle numerose citazioni; il silenzio di Ponzio, biografo di Cipriano, e del catalogo delle opere cipriane contenuto nel codice di Cheltenham; la diversità di composizione e di stile; di più, secondo alcuni, l'eccessiva indulgenza verso i lapsi, inducono quasi tutti gli studiosi a rifiutare a s. Cipriano quest'opuscolo. Lo Harneck l'attribuisce al papa Sisto II (256-58), il Monceaux a un vescovo africano. Sembra sicuro che sia stato composto da un vescovo, non molto tempo dopo la persecuzione di Gallo e Volusiano (252-53), alla quale si allude come a un fatto recente (cap. 5).