ABRAMO DI BETH RABBAN

ABRAMO di BETH RABBAN. - Dottore siriaco, vissuto dal 449 al 569. Fu direttore per circa 60 anni della scuola di Nisibi nella quale successe (secondo Mari, p. 39) al fondatore Narsai di cui fu discepolo e parente e di cui adottò il nome (anche il sopranome di Beth Rabbân significa «della casa del nostro maestro» cioè di Narsai). La scuola sotto di lui ebbe grande sviluppo.

Secondo Barhadbâbâ (fine del sec. VI), in PO 4, 389 e 9, 628, le sue opere sono: commentari sui profeti, sull’Eccli. Ios. e Iudc., nonché una epistola scritta per ordine di Giustiniano, in cui espone la sua fede nestoriana e risponde a domande dottrinali mossegli dai suoi nemici. Ma il catalogo di Ebediesu (Assemani, Bibl. Orient., III, 71) gliene attribuisce molte altre. Il m. di Diarbekir, II, gli attribuisce degli inni liturgici che sarebbero gli unici suoi scritti giunti fino a noi. Tale m. è ora al patriarcato di Mossul (Vosté, in Muséon, 50 [1937], p. 349).

BIBL.: Barhadbâbâbâ, in PO, 4, 387-89; 9, 616-31; Mari, ed. Gismondi, 1899, versione lat. pp. 39, 41 e 47; J. B. Chabot, in Journal Asiat., 9° serie, 8 (1896), pp. 52 e 53; Cronaca di Arbela, ed. Mingana, in Sources syriaques, I, Lipsia 1907, p. 73 del siriaco e pp. 154-55 della versione francese; ed. Zorell (in latino), in Orientalia Christiana, 16 (1927), p. 196; ed. Sachau, Berlino 1915, p. 91.