ADELARDO di BATH. - Inglese di nascita, compì gli studi a Tours e tenne scuola a Laon. Insoddisfatto dei « gallica studia », intraprese lunghi viaggi nell'Italia meridionale, in Sicilia, dove godette i favori di Guglielmo vescovo di Siracusa, nel vicino Oriente ed in Palestina. La diretta familiarità con le opere scientifiche dei Greci e degli Arabi gli fornì nuovi ed importanti materiali per gli studi prediletti di fisica, astronomia e matematica. Di ritorno in patria, pare ottenesse qualche incarico di insegnamento alla corte reale; nel frattempo attese alla compilazione in forma dialogica di trattati e a preparare versioni per rendere accessibili all'Occidente la filosofia e le scienze della cultura mediterranea. La sua morte è posta verso il 1160.
Opere sue certamente autentiche sono: De eodem et diversio, ed. H. Willner (Bacumher Beitr., IV, 1, Münster in V. 1903); Perdifficiles quaestiones naturales, tradotte sulla fine del sec. XIII in ebraico, come ha dimostrato M. Steinsch-
neider (Die hebr. Uebersetzungen..., Berlino 1893, § 275, p. 464) edite sulla fine del 1500; Regulae abaci, edite dal Boncompagni nel suo Bullettino della biografia e della storia delle scienze, 14 (1881), pp. 1-134; Eish Elkauresni, versione delle tavole astronomiche di al-Khuwarizmi (1126); Elementi di Euclide, tradotti dall'arabo; L'Astrolabio e De cura accipitrum che è un trattato sulla caccia del falcone (ed. A. E. H. Swain, Gottinga 1937).
Nella controversia intorno agli universali, A. si oppone al realismo esagerato e la sua soluzione lo fa un precursore di Abelardo. Nelle Quaestiones naturales risalta di frequente il suo spirito di osservazione, mentre vi denuncia la pigrizia dei ripetitori e chiama l'autorità il capestro (capistrum) dell'intelligenza. In fisiologia lascia Aristotele per seguire Galeno e i medici salernitani; enuncia il principio della continuità della natura e della indistruttibilità della materia e pare sia stato il primo fra i Latini a usare la via del moto per provare l'esistenza di Dio. A. occupa una posizione di primo piano nello sviluppo della scienza, non solo del sec. XII, ma di tutto il medioevo; è il pioniere del metodo scientifico che egli seppe unire ad un gusto squisito delle antichità classiche, rivelato dalle sue appassionate ricerche di opere greche ed arabe e riconoscibile nello stile inconfondibile delle sue opere che ricorda i modelli classici.