ADIMARI, ALEMANNO. - Cardinale, n. a Firenze, forse nel 1362, m. a Roma tra il 17 ed. il 27 sett. 1422. Ebbe un canonicato e poi una parrocchia nella città natale. Eletto da Bonifacio IX vescovo di Firenze (13 nov. 1400), non poté prender possesso della sua sede e fu trasferito all'arcidiocesi di Taranto (16 nov. 1401) e quindi a quella di Pisa (3 nov. 1406), cui rinunciò nel 1411. Partecipò al concilio tenutosi in quella città (1408-1409) ed aderì al papa che vi fu eletto, Alessandro V, e al suo successore Giovanni XXIII. Legato di quest'ultimo in Francia, riuscì a superare l'ostilità della Sorbona ed ottenne l'imposizione di una nuova decima sul clero, ed insieme a Pietro vescovo d'Albi fu incaricato della riscossione. In premio fu creato cardinale del titolo di S. Eusebio (6 luglio 1411). Rimase a Parigi come legato di Giovanni XXIII fino all'autunno del 1412 e poi vi tornò di nuovo dal marzo del 1413 al nov. del 1414 con l'incarico di preparare gli animi al Concilio di Costanza. Vi partecipò e acquistò l'amicizia anche del nuovo papa, Martino V (1417-31), che nel 1418 lo inviò legato in Aragona per staccarla da Benedetto XIII. Non riuscì a nulla e tornò a Roma (1419), ove morì. È sepolto nella primitiva chiesa di S. Maria in Valicella.
ADIMARI, ALEMANNO
Bibl.: Pastor, I, pp. 21 e 28; A. Vogt, s. V. in DHG, I, coll. 565-66; L. Gaetani, Saggio di un Dizionario bio-bibliografico italiano, Roma 1914, coll. 229. Ireneo Daniele