AGLIPAYSMO. - Con questo nome e con quello di «Chiesa filippina indipendente» è designata la scelta fondata dal sacerdote apostata Gregorio Aglipay y Labayan, n. a Batao (Filippine) il 7 maggio 1870. Sappiamo di lui che con l'aiuto dei Frati re-colletti di Manila, dopo i primi studi, entrò in seminario dove fu ordinato sacerdote nel 1889. Focoso partigiano dell'indipendenza delle Filippine dalla Spagna, aiutò il capo dell'insurrezione, Aguinaldo, fungendo da cappellano castrense del governo rivoluzionario, senza curarsi dei moniti e delle censure dell'arcivescovo di Manila, Nozaleda.
Occupate le Filippine dagli Americani nel 1898 e non avendo questi data l'indipendenza alle isole, l'Aglipay continuò la lotta contro di essi; ma dovette arrendersi nel 1901. Nell'ag. del 1902, disgustato di non aver potuto ottenere l'indipendenza politica della sua patria, pretese di darle l'indipendenza religiosa e istituì la «Chiesa filippina indipendente» della quale si costituì «pontifex maximus» nominando vescovi alcuni sacerdoti che l'avevano seguito nella ribellione.
Nei suoi primordi l'Aglipay non si scostò gran che dalla dottrina e dal culto cattolico e avendolo alcuni protestanti, con i quali era in ottime relazioni, animato a procedere oltre, rispose «essere meglio che la rottura con la Chiesa cattolica apparisse il meno possibile». Interrogato da un protestante che cosa pensasse del futuro della sua Chiesa, rispose che il primo passo era la separazione da Roma e alla domanda, quale sarebbe il secondo, rispose senza titubare: «Il protestantesimo». Difatti giunse fino all'estremo dell'anti-tritinarismo. In un pubblico discorso, al quale assistettero molti suoi seguaci e protestanti, parlando della Maddalena e degli Apostoli disse: «Furono essi a deificare con quella leggenda (della Resurrezione) il Maestro, ma l'uomo moderno, progressivo per natura, ha rigettato queste puerili illusioni...» e alla fine concluse: «Gesù, o signori, né morì sulla croce, né risuscitò».
L'a. ebbe da principio molti seguaci tra i nazionalisti filippini, e preparò il terreno alle sette americane che inondarono l'arcipelago; queste però, benché al principio lo lodassero molto perché con la sua rottura con Roma «aveva sfondato la barriera del timore e liberato alcuni che volevano trovare il cammino aperto verso Dio», adesso neppure ne fanno menzione nella lista delle Chiese protestanti filippine.