AGUR, FIGLIO DI JAQEH

AGUR, figlio di JAQEH. - Sapiente ignoto, autore di un gruppo di massime in Prov. 30. S. Girolamo nella Volgata, identificandolo con Salomone, ha interpretato i due nomi come appellativi simbolici: «Verba Congregantis (Salomone = che tiene assemblea, come Qóhélet) filii Vomentis (Davide)», ma il vero significato di A. è «preso a salario», mentre di Jaqeh non consta. Nel testo ebraico fa seguito ham-massá (Volgata: visio) che sembra indicare la provenienza di A. da Massa, cioè dalla stessa regione

transgiordanica (cf. Gen. 25, 14) cui apparteneva Lamuele, autore del capo 31 o della sua prima parte. A. sarebbe quindi ismaelita. Nel testo masoretico segue il nome di due interlocutori di A., 'Ithl'el e 'Ukhakl, che la Volgata intende: cum quo et Deus, e confortatus. I moderni vi vedono l'inizio delle parole di A. e traducono: «Mi sono affaticato, o Dio, e venni meno».

Enrico Galbiati

Cite this article

“AGUR, FIGLIO DI JAQEH.” Enciclopedia Cattolica, vol. I (1948), p. 367. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/agur-figlio-di-jaqeh.